INCONTRO ON LINE PER IL COMPARTO AUTO

locandina AUTO 1 DICEMBRE 2020

MECCATRONICO 4.0 Saper riparare non basta più. Cambia Marcia!

martedì 01 dicembre 2020 ore 20.30

Saluto del Presidente di Categoria, ROBERTO BOTTAN

 Intervento di VITTORIO BACCHETTI, Facilitatore del Cambiamento, Fondatore di Autronica


il programma:

introduzione: lo scenario (presente e futuro) dell’officina;

Applicare una comunicazione efficace in fase di accoglienza fa aumentare il fatturato;

– Non ci sono più i clienti di una volta, esigenze e aspettative dei clienti. Come creare valore;

– La gestione interna della comunicazione tra i collaboratori e la condivisione della Vision per un’officina di successo;

– Come attivare l’innovazione che serve all’officina.

 

N.B: Conferma la partecipazione alla segreteria organizzativa, Il giorno prima dell’evento sarà inviato ai partecipanti il link al quale sarà possibile collegarsi tramite Google Meet

Partecipare alla nostra aula virtuale è semplice, basta una connessione ADSL, un pc dotato di uscita audio e di una webcam oppure in alternativa uno smartphone/tablet

SEGRETERIA ORGANIZZATIVA: Giovanni Gomiero tel.041 2386701 giovannigomiero@cgiamestre.com

 

NUOVO DPCM – SINTESI AREE E AUTODICHIARAZIONE

fasce spostamenti

Il Premier, Giuseppe Conte, ha spostato l’entrata in vigore del nuovo DPCM  a oggi, venerdì 6 novembre 2020.
Al momento la Regione Veneto è rientrata nell’Area gialla. Più sotto sono riportate in sintesi le principali limitazioni riferite alle singole Aree.
Per tutte e 3 le Aree da domani scatta il coprifuoco dalle 22:00 alle 5:00 del giorno successivo.  In questa fascia oraria ci si potrà spostare solo per ragioni di lavoro, salute ed emergenza, portando con sé l’autodichiarazione che dovrà essere compilata correttamente:

SCARICA QUI L’AUTODICHIARAZIONE IN FORMATO PDF EDITABILE

 

MERCATO AUTO: CON GLI INCENTIVI A SETTEMBRE SI REGISTRA UN +9,5%

auto chiave

L’andamento del mercato nello scorso mese di settembre, dopo le notizie negative dei mesi precedenti, ha registrato il primo incoraggiante segnale di ripresa.

I dati del mercato del mese di settembre, diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, indicano 156.132 vetture immatricolate rispetto alle 142.532 dello stesso mese 2019 (+9,5%).

Le immatricolazioni nei primi nove mesi dell’anno raggiungono le 966.017 unità, oltre 500.000 auto perse rispetto a 1.468.237 del gennaio-settembre dello scorso anno, segnando un calo del 34,2%.

Resta fortemente negativa la performance del dato mobile, con un -25% rispetto ai 12 mesi precedenti.

L’analisi della struttura del mercato conferma, fra gli utilizzatori, l’ottima performance dei privati che stanno rispondendo positivamente agli stimoli derivanti dagli incentivi.

In settembre la crescita è del 25% con un incremento di quota di oltre 8 punti, al 68,6%. I primi 9 mesi si mantengono in forte calo del 27,4%, al 62,3% del totale mercato.

Altalenante l’andamento del noleggio che, in settembre, torna a registrare un segno positivo (+5,8%, al 17,4% di quota di mercato). In crescita entrambe le componenti: il breve termine nel mese segna un +14,4%, il lungo termine un incremento del 5% per la spinta delle Captive, di diretta emanazione delle Case auto, a fronte di una contrazione delle principali società Top di noleggio a lungo termine.

Nei 9 mesi cumulati la perdita del noleggio si attesta sul 40% e la quota di mercato si contrae di 2,3 punti, al 22,7% del totale. Un ulteriore forte calo in settembre interessa le società (-29,1%), con una rappresentatività che scende di quasi 8 punti al 13,9%, per la contrazione del 35,8% delle autoimmatricolazioni e dell’8,6% delle altre società. Nei 9 mesi la perdita in volume è del 46,6% e la quota di mercato si ferma al 14,5% (-3,4 p.p.).

 

Sotto il profilo delle alimentazioni, emerge il forte calo in settembre degli acquisti di vetture a benzina (-19,1%) che scendono al 32,8% del totale, praticamente quasi la stessa rappresentatività delle vetture diesel che, con un calo di appena il 3%, si posizionano al 32,3% di quota. Nei 9 mesi la flessione per entrambe le motorizzazioni è intorno al 40% e la rappresentatività per benzina è del 40% per il diesel di circa il 35%.

Stabile in settembre il metano, mentre cresce dell’8,2% il Gpl (con una quota stabile al 7,6%). Crescite superiori al 200% in settembre interessano le vetture ibride, le plug in e le elettriche che raggiungono rispettivamente una quota del 20,6% per le ibride (+13,4 punti percentuali), dell’1,8% per le plug in e del 2,6% per le elettriche (entrambe triplicate rispetto al settembre 2019).

 

Gli incentivi influenzano soprattutto i segmenti di ingresso del mercato, con crescite a doppia cifra per le city car del segmento A (+15%) e le utilitarie (+23,3%) che raggiungono rispettivamente il 17,8% del totale mercato e il 38,1% di quota (+4,1 p.p.). In leggera flessione i segmenti C e D, mentre cali più accentuati interessano le superiori e alto di gamma.

Fra le carrozzerie, in crescita a doppia cifra le berline, i crossover, monovolume grandi e coupè, in leggero calo station wagon e fuoristrada, mentre flessioni accentuate coinvolgono tutti gli altri segmenti.

In crescita nel mese tutte le aree geografiche del nostro Paese, con il Nord Ovest al primo posto con il 30,5% di quota, mentre nei primi 9 mesi il podio spetta all’area Nord orientale che copre il 32,5% del totale mercato.

Come anticipato, la CO2 media delle nuove immatricolazioni subisce una sensibile flessione in settembre: -10,8% a 105,6 g/Km rispetto ai 118,4 del settembre 2019. Nel cumulato la CO2 si attesta a 110,8 g/Km (-7,4%).

A completare il quadro del mercato, i trasferimenti di proprietà di autovetture nel mese di settembre sono tornati a crescere (+7%) con 362.523 unità al lordo delle minivolture rispetto alle 338.957 del settembre 2019. Nei primi 9 mesi il mercato dell’usato perde un terzo dei volumi con 2.088.132 trasferimenti contro i 3.131.638 del gennaio-settembre dello scorso anno

 

 

fonte: articolo ricavato da unrae.it

 

VERSO LE MODIFCHE AL CODICE DELLA STRADA: LE ULTIME NOVITA’

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La riforma, bloccata da oltre un decennio, si trascina tra i due rami del Parlamento senza vedere la luce. Dopo il decreto semplificazioni ora però approda alla Camera e le modifiche accelerano.

UTENZA VULNERABILE
La cosa più importante è che arriva il concetto di utenza vulnerabile, che ricomprende anche i conducenti di ciclomotori e motocicli, nonché delle persone con disabilità, oltre a pedoni e ciclisti. Gli attraversamenti pedonali potranno essere rialzati al piano di marciapiede, vengono previsti marciapiedi colorati, con l’introduzione nel codice di “percorsi pedonali”. I sindaci potranno istituire stalli di sosta per i veicoli delle donne in stato di gravidanza o con un bimbo di età non superiore a due anni, munite con il nuovo “contrassegno rosa” e per i veicoli in condivisione. Nella segnaletica verticale potranno essere inseriti messaggi sociali e di sensibilizzazione, finalizzati alla tutela e alla sicurezza della circolazione e alla tutela della sosta delle persone con disabilità e delle donne munite del permesso rosa.
SPAZI PER DISABILI
Gli enti proprietari delle strade saranno tenuti a garantire la gratuità degli stalli blu per le persone con disabilità, mentre si prevede un inasprimento delle sanzioni per coloro che utilizzano abusivamente lo stallo dedicato alle persone con disabilità, con sanzione da 168 euro a 673 euro, e 4 punti di decurtazione anziché 2 come avviene oggi. Viene introdotto l’obbligo per i conducenti dei veicoli di dare la precedenza ai pedoni che si accingono ad attraversare la strada, anziché ai pedoni che abbiano iniziato l’attraversamento, come previsto nell’attuale formulazione.
STRISCE PEDONALI
Sarà possibile dotare gli attraversamenti pedonali di sensori che attivano segnali luminosi di pericolo al passaggio di pedoni, e su tutte le strade per tutta la larghezza della carreggiata potranno essere adottati sistemi di rallentamento della velocità con elementi di moderazione del traffico come bande trasversali ad effetto ottico, acustico o vibratorio, restringimenti, chicane, ecc. Vengono esentati dall’obbligo di allacciare le cinture di sicurezza anche gli “stomizzati”, mentre verrà consentito alle macchine per uso di persone con disabilità, se asservite da motore, di transitare sulle piste ciclopedonali in caso di necessità. Sanzioni amministrative più pesanti per chi viola le norme di comportamento ai passaggi a livello, con importo da 167 euro a 666 euro.

Viene introdotta la responsabilità del conducente del motoveicolo e del ciclomotore in caso non sia indossato il casco dal passeggero. Dal 1° gennaio 2024 tutti gli scuolabus dovranno essere muniti di cinture di sicurezza, anche se non viene introdotto l’obbligo di allacciarle. Nel caso di mancato uso di cinture di sicurezza di trasportati maggiorenni su autoveicoli, la sanzione si applica anche al conducente, con esclusione di taxi ed NCC, i quali sono tenuti solamente a ricordare ai passeggeri l’obbligo di utilizzo mediante cartelli o altre modalità di avviso.

CELLULARE ALLA GUIDA
Sanzioni più pesanti per chi fa uso alla guida di smartphone, computer portatili, notebook, tablet e dispositivi analoghi che comportino anche solo temporaneamente l’allontanamento delle mani dal volante. Alla prima violazione, sanzione da 422 euro a 1697 euro, con la sospensione della patente da 7 giorni a due mesi, oltre alla decurtazione di 5 punti della patente. Con una doppia violazione nel biennio, sanzione amministrativa pecuniaria da 644 euro a 2588, sospensione della patente da uno a tre mesi, decurtazione di 10 punti dalla patente. Il Ministero dei Trasporti dovrà attivare apposite campagne di sensibilizzazione sui nuovi divieti. Decurtazione di 2 punti patente per la violazione dei divieto di sosta e fermata negli spazi riservati alla ricarica dei veicoli elettrici.

DROGA AL VOLANTE
Per accertare lo stato di alterazione alla guida in materia di uso di sostanze stupefacenti, gli organi di polizia stradale effettueranno accertamenti sul fluido salivare anziché su campioni di mucosa del cavo orale come previsto dal testo vigente. Stop ai veicoli ibridi all’accesso libero alle zone a traffico limitato e via libera solo ai veicoli elettrici, ma solo con deliberazione della giunta comunale. Vietati sulle strade e sui veicoli ogni forma di esposizione pubblicitaria, il cui contenuto proponga messaggi sessisti, violenti o stereotipi di genere offensivi o proponga messaggi lesivi del rispetto delle libertà individuali, dei diritti civile e politici, del credo religioso, dell’appartenenza etnica ovvero discriminatorie rispetto all’orientamento sessuale, all’identità di genere, delle abilità fisiche e psichiche. Viene consentita la pubblicità all’interno delle rotatorie che verrà regolamentata con apposito decreto del Ministero dei Trasporti.

SEMAFORI
Previsione che nei semafori l’accensione della luce gialla abbia una durata minima di tre secondi. Per i veicoli a motore impegnati in competizioni motoristiche che si svolgono su strada è consentito esporre una targa sostitutiva costituita da un pannello auto-costruito che riproduce il numero di immatricolazione del veicolo. Altre norme riguardavano la mobilità ciclistica ma dopo il blitz nel decreto semplificazione appare più difficile introdurne di nuove.
CASCO
Viene invece introdotto l’obbligo del casco ( conforme alle omologazioni internazionali ) per i minori di anni 12 che guidano una bici, ma solo 4 mesi dopo l’approvazione della legge.

In caso di violazione con decurtazione punti, cade l’obbligo del proprietario del veicolo di comunicazione se è persona fisica e sia il conducente responsabile della violazione ed abbia effettuato la comunicazione tramite PEC. Gli enti locali avranno l’obbligo di pubblicare sul proprio sito nternet l’ammontare delle sanzioni riscosse con riferimento all’anno precedente. In materia di possesso dei documenti di circolazione e di guida, non si procederà a sanzionare qualora, a seguito di contestuale verifica telematica, l’agente di polizia stradale abbia accertato l’esistenza e la validità dei documenti che il conducente non ha esibito. Viene ufficializzato l’obbligo di lasciare il “preavviso”I sul parabrezza del veicolo trovato in divieto di sosta, per permettere al trasgressore di aderire al pagamento della sanzione in misura ridotta senza spese di notifica. Vengono poi introdotte nuove norme in materia di veicoli pesanti e macchine agricole, sulle revisioni, sui veicoli d’epoca o di interesse storico e collezionistico.

 

articolo di Vincenzo Borgomeo – repubblica.it

 

PEZZI DI RICAMBIO: GARANZIE E RESPONSABILITA’ NELLA RIPARAZIONE DEI MEZZI-incontro 23/09/2020

ricambi

PEZZI DI RICAMBIO: GARANZIE E RESPONSABILITÀ NELLA RIPARAZIONE DEI MEZZI”

Analisi delle responsabilità e delle garanzie che il Comparto Auto deve fornire, con una particolare attenzione anche sui ricambi portati dal cliente stesso, prassi non ancora consolidata ma che si sta sviluppando sempre di più in questi ultimi anni  

Relazione dell’Avvocato Luca Bandiera

Nella serata verranno presentati i video della nuova campagna promozionale a favore del Comparto Auto

mercoledì 23 settembre 2020 ore 20:30

 presso sede CGIA Mestre, Via Torre Belfredo, 81/e, 30174 Mestre VE

N.B. i posti disponibili per il seminario sono 25 in ordine di prenotazione

conferma la partecipazione alla segreteria organizzativa: 

Giovanni Gomiero tel. 041 2386.701 – giovannigomiero@cgiamestre.com

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TARGA PROVA:PER LA CASSAZIONE NON SI PUO’ PIU’ USARE SULLE AUTO IMMATRICOLATE

targa prova

La corte di Cassazione interviene sulla questione della Targa prova: dopo il caos di un paio di anni fa tra ministero dei trasporti e degli interni sulla possibilità di usarle su veicoli già immatricolati ma non assicurati su cui si attendeva un parere (mai giunto) del Consiglio di Stato.
Con una sentenza del 25 agosto scorso, la Cassazione, infatti, ha stabilito un principio che avrà delle conseguenze sul mondo della distribuzione automobilistica: dei danni derivanti dalla circolazione del veicolo già targato, che circoli con targa prova, deve rispondere solo l’assicuratore del veicolo e non l’assicuratore della targa di prova.
In caso di incidente con una macchina usata non assicurata in vendita in una concessionaria o in un autosalone indipendente, il danno dovrà essere risarcito da chi lo ha provocato, cioè dal guidatore. Anche se sulla vettura era presente una targa prova. Quindi ne consegue che le auto usate andranno sempre assicurate e la targa prova andrà solo sulle auto che ne sono sprovviste, ovvero ancora da immatricolate.

Due anni fa la Polizia Stradale aveva sospeso temporaneamente le sanzioni per circolazione senza assicurazione: “allo scopo di evitare effetti pregiudizievoli per l’attività degli operatori del settore”, si legge nella circolare della polizia stradale, tuttora valida, “non si procederà ad attività sanzionatorie nei confronti di veicoli già immatricolati ma privi di copertura assicurativa in circolazione con targa prova”.

INCENTIVI AUTO: DA DOMANI RIPARTONO LE PRENOTAZIONI

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Conto alla rovescia per l’apertura delle prenotazioni della nuova tornata di incentivi. La piattaforma online del ministero dello Sviluppo economico tornerà operativa domani, 1 settembre, con 17 giorni di ritardo rispetto all’entrata in vigore, il 15 agosto scorso, del decreto del governo che ha rifinanziato gli incentivi all’acquisto di auto nuove.

Solo 100 milioni per le auto più richieste. Ovviamente chi nelle ultime due settimane ha comprato un’auto che beneficia del bonus statale non lo perderà, ma di fatto si è trattato di un acquisto al buio vista l’impossibilità, per i venditori, di prenotare l’incentivo alla firma del contratto. Il risultato è che domani sarà una sorta di click day. Ma, secondo gli addetti ai lavori, non c’è alcun pericolo di restare a bocca asciutta, nemmeno per chi ha comprato vetture con emissioni di anidride carbonica comprese tra 91 e 110 g/km, per le quali il governo ha stanziato appena 100 milioni di euro. Le Case, però, stimano che il 50-60% di questa cifra sia già stata virtualmente consumata nelle due settimane passate. Insomma, come ampiamente prevedibile, le risorse non basteranno a soddisfare la domanda di auto con queste caratteristiche da qui al 31 dicembre e, in assenza di un nuovo, robusto rifinanziamento nelle prossime settimane (ma l’eventuale ulteriore iniezione di fondi non potrà che essere inserita in fase di conversione del decreto e, quindi, essere disponibile solo da metà ottobre), si rischia un nuovo stop. Insomma, chi è interessato a sfruttare questa opportunità deve affrettarsi.

Nessun rischio per le vetture fino a 90 g/km. Molto più tranquilla, invece, la situazione per le vetture con emissioni più basse, meno richieste e per le quali, invece, sono disponibili molti più fondi: 150 milioni per la fascia 61-90 g/km e 50 milioni di superbonus per le fasce 0-20 e 21-60, oltre ai 90 milioni del vecchio ecobonus rifinanziato a luglio con il decreto rilancio.

 

articolo di Mario Rossi fonte: quattroruote.it

 

MONOPATTINI ELETTRICI: CRESCE LA DOMANDA, MA L’USO SPESSO E’ IMPROPRIO

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Sospinti dal bonus mobilità e dal proliferare dei servizi di noleggio, i monopattini elettrici si stanno ritagliando uno spazio significativo nell’ambito della mobilità urbana. Restano ancora un mezzo di nicchia, sia chiaro, ma in rapida diffusione. Ed essendo una novità, spesso non vengono utilizzati con piena consapevolezza delle regole, come emerge da un’indagine condotta da mUp Research in collaborazione con Norstat per conto del portale assicurativo Facile.it.

Sul marciapiede no. Oltre la metà degli intervistati (il 52,7%) dichiara infatti, in assenza di piste ciclabili, di usare i monopattini elettrici sul marciapiede o nelle aree pedonali. Vale la pena, dunque, ricordare cosa prescrive il Codice della strada a riguardo: ovvero, divieto assoluto di circolazione sui marciapiedi, mentre nelle aree pedonali questi mezzi possono viaggiare (salvo esplicito divieto) senza superare i 6 km/h di velocità. Su strade urbane, i monopattini sono autorizzati ad andare anche nella carreggiata assieme agli altri veicoli, con il limite di 25 km all’ora: lo fanno spesso i conducenti uomini (46,9%), ci dice la ricerca, molto meno le donne (18,9%).

Chi li compra? Solo il 2,7% del campione consultato ha dichiarato di possedere già un monopattino elettrico. E malgrado si tenda ad associare il mezzo ad un pubblico estremamente giovane, la fascia più consistente dei proprietari (5,5%) si attesta al momento tra i 35 e i 44 anni, e si tratta di soggetti prevalentemente residenti nel Centro Italia e nel Nord Est (4,2%). Tuttavia, nella diffusione di questi veicoli sta avendo un’influenza crescente il noleggio condiviso, che invece vede protagonista un pubblico tra i 25 e i 34 anni. Allo stesso modo, andando a indagare l’intenzione di acquisto si scopre che il desiderio di micromobilità è più forte tra i più giovani: il 14,7% ha tra i 18 e i 24 anni, contro una media nazionale del 6,7%.

L’assicurazione non è obbligatoria, ma c’è. Secondo l’indagine, i monopattini elettrici vengono utilizzati principalmente nel tempo libero, ma cresce il numero dei ‘’pendolari’’, gente che li sfrutta per il casa-ufficio. In ogni caso resta aperto il tema dell’uso improprio, purtroppo ancora diffuso e spesso causa di incidenti. Al momento i monopattini elettrici non obbligano proprietari e utenti (salvo non si tratti di veicoli noleggiati) a dotarsi di un’assicurazione per poter circolare. Tuttavia, le compagnie si sono già mosse predisponendo prodotti specifici con coperture che tutelano l’assicurato sia in caso di danni arrecati a terzi, sia in caso di infortuni subiti durante l’uso del mezzo.

ARTICOLO DI LUCA CEREDA – quattroruote.it

Auto: già esauriti i 50 milioni del nuovo ecobonus

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Sono esauriti i fondi per il nuovo ecobonus auto stanziati dal decreto rilancio.

Secondo i dati del ministero dello Sviluppo economico, i 50 milioni destinati alle vetture a basse emissioni, rientrate nei nuovi più larghi parametri stabiliti dal dl, sono scesi a zero.

Per il rifinanziamento sono attesi circa 500 milioni per l’automotive (di cui 90 milioni per le colonnine di ricarica) previsti dal decreto agosto, approvato tuttavia salvo-intese.

Le risorse saranno quindi nuovamente disponibili con il via libera definitivo al dl e la pubblicazione in Gazzetta. 

AUTO: CRESCONO LE IBRIDE, MA IL MERCATO E’ IN CRSI

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Le vendite di auto nuove segnano ancora il passo. Al giro di boa del semestre, non siamo nemmeno a 600mila targhe, mezzo milione in meno rispetto al 2019. Poiché la prima metà dell’anno è quella che vale in genere quasi il 60% del totale, pare probabile che alla fine si conteranno 1,1 milioni di vendite; 1,2 se va bene.

I DATI ANFIA

Il rapporto semestrale di Anfia, l’associazione dell’industria automobilistica, guarda alla composizione delle vendite e alle componenti dello scenario economico, per fare luce sulle dinamiche che stanno dietro alle scelte degli italiani di entrare o non entrare nel mercato.

Il primo dato da osservare è il clima di fiducia dei consumatori e delle imprese, registrato dall’Istat, che fissa a 100 il livello del 2010. Entrambe in comprensibile flessione dai primi mesi del 2018, la curva delle imprese si posiziona costantemente dieci punti sotto quella dei consumatori, il cui ottimismo poggia in parte sui milioni di redditi da pensione e da pubblico impiego. Il lockdown ha ovviamente colpito duro, con un picco negativo a maggio, quando il pericolo sanitario era ormai stato sostituito da quello economico. Ma l’intensità del problema è stata percepita in maniera diversa.

La fiducia delle imprese è sprofondata di oltre 45 punti, da quasi 100 a poco più di 50, mentre i consumatori hanno diminuito il sentiment da 110 a 95, appena 15 punti. A giugno, sono già risaliti a quota 100, della serie: va tutto bene. Di diverso avviso le imprese, che stanno recuperando lentamente; il clima di fiducia a giugno è risalito, ma a 65: no, non va tutto bene. A parte le macchine, queste curve raccontano perfettamente quale sia lo scollamento dei cittadini dalla realtà economica del Paese. Stringendo invece sulle automobili, pare lecito concludere che gli acquisti delle imprese mancano perché per loro non è proprio il momento di pensare a cambiare la macchina. Infatti, la loro quota che era il 45% nel 2019 è adesso al 42. Passato il lockdown sanitario, fanno fatica a tornare perché non stanno producendo quel livello di ricchezza al quale erano abituate e, di conseguenza, non lo distribuiscono in forma di spesa e di investimenti.

CONSUMATORI

La fotografia dei consumatori è un’altra. Già a giugno avevano comprato appena l’8% meno del giugno 2019. Un incentivo all’acquisto potrebbe incoraggiare quelli che ancora esitano. Il condizionale dipende dal fatto che le misure di supporto proposte nel DL Rilancio e previste per agosto, fa notare Anfia, sono corredate da “pochissime risorse che difficilmente riusciranno a dare un contributo fattivo alla ripresa del mercato”. Significa che le agevolazioni ci sono ma i soldi no.Sempre sui privati, è interessante leggere i dati degli acquisti dal punto di vista delle motorizzazioni. Come sappiamo, l’industria racconta da anni che ormai le macchine sono elettriche. Ancora non tutte, ma manca poco. Quanto poco non si sa.

La novella poggia sul presunto valore di impatto ambientale delle auto a pile. I cittadini hanno ascoltato e recepito, alla loro maniera, questa indicazione. Non rinunciando ovviamente ad avere un motore termico nel cofano, che manda avanti le ruote: lo scorso anno nel 99,4% delle auto c’era e, nei primi sei mesi, la quota è scesa al 98,3. Piuttosto, hanno scoperto il valore delle motorizzazioni ibride, che soddisfano quel bisogno di ambiente, che va tanto, senza rinunciare alla comodità e alla tranquillità di far rifornimento e ripartire in due minuti. Erano il 6% nel 2019 e nei sei mesi sono passate quasi al 12%.

L’adozione delle ibride è un fenomeno presente quasi allo stesso modo tra i privati e nelle imprese, molto più delle altre motorizzazioni. Il diesel, ad esempio, è scelto da un privato su quattro, mentre lo preferisce un’impresa su due, per le sue prestazioni sulle percorrenze extra-urbane. Il tipo di motore normalmente è un dettaglio da addetti ai lavori, ma quando diventa il fulcro della comunicazione ai potenziali clienti assume un peso significativo.

Se la narrazione propone motorizzazioni che le persone, pur apprezzandole concettualmente, faticano a vedere efficaci nell’uso quotidiano, l’effetto è di rendere la loro scelta difficile e dunque rimandabile. Sono molti mesi che gli operatori registrano un elevato livello di incertezza nel processo di acquisto. Se novantotto italiani su cento acquistano un motore termico, significa che ogni 100 macchine prodotte 98 hanno un motore termico. Non dovrebbe essere motivo di imbarazzo. Non per chi le fabbrica, almeno.

ARTICOLO di Pier Luigi del Viscovo, fonte: sole24ore

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