Auto, il mercato italiano chiude il 2025 in flessione del 2,1%

Il 2025 si chiude per il mercato automobilistico italiano con oltre 1,5 milioni di nuove immatricolazioni, un dato in lieve recupero a dicembre ma insufficiente a compensare la debolezza dell’intero anno.

Nel mese finale, anche grazie agli incentivi varati a ottobre, le registrazioni crescono del 2,2% rispetto al 2024, ma il bilancio complessivo resta negativo e colloca l’Italia tra i fanalini di coda dei principali mercati europei.

Nel complesso sono state immatricolate 1.525.722 autovetture. Un livello che il Centro Studi Promotor giudica particolarmente basso, soprattutto se confrontato sia con il 2019, ultimo anno pre-pandemia chiuso a quota 1.917.106, sia con il massimo storico del 2007, quando il mercato superò i 2,49 milioni di unità, prima della crisi innescata dal fallimento di Lehman Brothers.

Sul fronte dei costruttori, Stellantis registra nel mese una crescita del 4,6%, ma al suo interno non mancano le difficoltà: Peugeot, Citroën, Alfa Romeo e Jeep chiudono dicembre in calo, mentre Fiat migliora la performance passando da 6mila a 9mila immatricolazioni e termina l’anno sostanzialmente in linea con il 2024. Nel gruppo Volkswagen, Audi mostra segnali positivi e archivia il 2025 con circa mille auto in più rispetto all’anno precedente, mentre il marchio Volkswagen evidenzia un andamento debole, chiudendo dicembre e l’intero anno in rosso, rispettivamente a -17,04% e -7,6%.

Tra i protagonisti dell’anno spicca BYD, che con 3.347 immatricolazioni nel solo mese di dicembre entra per la prima volta nella Top 10 dei costruttori in Italia. Il gruppo cinese sottolinea come il risultato sia stato raggiunto senza la vendita di veicoli con motore termico e con una strategia interamente focalizzata sull’elettrificazione. A dicembre il marchio supera il 3% di quota di mercato e nel corso del 2025 porta le immatricolazioni a 23mila unità, quasi dieci volte il livello del 2024.

Segnali di crescita arrivano anche da Omoda/Jaecoo, che conquista il 2% di quota nel mese e l’1% sull’intero anno. Tesla, invece, registra quasi un raddoppio delle immatricolazioni a dicembre e riesce a contenere il calo cumulato dall’inizio dell’anno al -17,9%. Tra i principali brand per volumi, Renault chiude il 2025 con una flessione del 14,7%, mentre Toyota mostra una maggiore resilienza, limitando la perdita annuale a poco più dell’1%.

Sul piano normativo, la Commissione europea ha avviato il percorso di revisione della regolamentazione sulle auto al 2035, in un contesto segnato dalle riserve espresse da Acea, Clepa e dagli operatori nazionali del settore. Secondo Clepa, senza interventi rapidi sulle flessibilità per auto e furgoni entro il 2030, una revisione limitata al 2035 rischia di produrre effetti marginali.

I componentisti esprimono una posizione ancora più critica, giudicando le misure proposte eccessivamente complesse e non adeguate ad affrontare la crisi dell’industria automobilistica. Secondo Clepa, le soluzioni attuali non sarebbero sufficienti a proteggere la produzione e l’occupazione europee dalla crescente pressione della concorrenza internazionale, lasciando irrisolte le principali preoccupazioni del comparto.

Mercato auto usate, i dati di ottobre 2025

Dopo 4 mesi di crescita, il mercato dell’auto usata a ottobre segna una sostanziale stabilità: con 542.722 trasferimenti di proprietà (dati in attesa di consolidamento che porteranno ad una leggera variazione positiva), il mese segna un risultato in linea rispetto ai 545.450 di ottobre 2024 (-4,6% sul 2019). I trasferimenti netti cedono l’1,5%, mentre le minivolture segnano un +0,8%. Nei primi 10 mesi la crescita è del 3,2% con 4.643.667 trasferimenti (in linea con il 2019).

            

Trasferimenti netti: Alimentazioni

 Fra le motorizzazioni il motore a benzina, con una quota del 39,3% (-0,1 p.p.) mantiene il 1° posto anche in ottobre (38,6% nei 10 mesi). Il diesel, persa la sua storica leadership, resta in 2^ posizione e continua a ridurre il suo peso al 39,2% (-3,9 p.p. e al 41,6% nel cumulato). Le ibride confermano una crescita sostenuta, toccando l’11,2% in ottobre e il 10,1% in gennaio-ottobre; seguono Gpl e metano rispettivamente al 5,5% e 2,1% nel mese (5,3% e 2,1% nel cumulato); BEV e plug-in salgono all’1,3% e 1,5% in ottobre (1,1% e 1,3% nei 10 mesi).

Trasferimenti netti: Contraenti

In ottobre i trasferimenti per contraente confermano l’andamento dei mesi precedenti: gli scambi tra privati/aziende, che rimangono largamente predominanti, guadagnano 0,2 punti e rappresentano il 56,2% di tutti i passaggi di proprietà (56,4% nei 10 mesi). Parallelamente, 0,8 punti vengono persi da quelli da operatore a cliente finale, al 38,5% nel mese e 39,0% nel cumulato. Guadagnano 0,6 punti gli scambi provenienti da auto-immatricolazioni (4,4% a ottobre e 3,8% nel cumulato), mentre guadagnano 0,2 punti e risultano ancora marginali, quelli provenienti dal noleggio (1,0% complessivo nel mese e 0,9% nei 10 mesi).

Trasferimenti netti: Regioni (quota % Settembre 2025)

Nel mese di ottobre l’analisi per regione conferma al primo posto la Lombardia, al 16,5% di quota (+0,2 p.p.) e al secondo il Lazio al 10,0% (+0,1 p.p.). In terza posizione troviamo la Campania con il 9,0% di quota (-0,1 p.p.) e al 4° posto la Sicilia con l’8,2% (+0,1 p.p.), seguita dal Veneto al 7,9%.

Trasferimenti netti: Anzianità

A ottobre la quota dei trasfe­rimenti netti di vetture con oltre 10 anni di anzianità guadagna 0,7 punti, al 48,6%. Quella di auto da 6 a 10 anni cede 0,3 punti e vale il 17,1%. Le auto da 4 a 6 anni rappresentano il 10,6% (-1,3 p.p. rispetto al 2024); 11,8% la quota di auto da 2 a 4 anni (-0,4 p.p. su ottobre 2024), e 5,1% quella delle auto da 1 a 2 anni (+0,7 p.p.). Le vetture fino a 1 anno salgono al 6,7% nel mese e al 6,3% nel cumulato. Nel complesso, i trasferimenti di vetture fino a 4 anni di anzianità coprono il 23,6% a ottobre, 0,8 punti in più dello stesso mese 2024.

 

Minivolture: Contraenti

Sul fronte delle minivolture, cresce di 1,9 punti al 27,3% la quota dei ritiri di autovetture da parte degli operatori, e resta stabile al 53,9% (solo +0,3 punti) la quota di privati o altre società che permutano la propria vettura, Perdono 0,7 punti le auto provenienti dal Noleggio a Lungo Termine (al 10,6%), ne cedono 1,6 quelle provenienti dal Noleggio a Breve Termine (al 6,3%) e ne recuperano 0,2 quelle provenienti da auto-immatricolazioni (al 2,0%).

 

Minivolture: Alimentazioni

Fra le minivolture le auto diesel mantengono la leadership nel mese, ma calano di 5,3 punti al 40,5%. Il motore a benzina guadagna 0,6 punti al 32,0%. Il Gpl sale al 5,4%, il metano cede 0,1 punti all’1,9%. In sostenuta crescita le minivolture di auto ibride, al 16,5%. Le ibride plug-in e le elettriche pure si posizionano rispettivamente al 2,1% (+0,4 punti) e all’1,6% di quota (+0,3 p.p.).

 

Minivolture: Anzianità

Anche fra le minivolture recupera la quota delle autovetture con più di 10 anni, al 35,4% del totale: 2,2 punti in più di ottobre 2024. Recupera 0,2 punti la fascia da 6 a 10 anni (al 19,5%) e perde 1,9 punti quella da 4 a 6 anni, all’11,9%. Cede anche la fascia da 2 a 4 anni (al 16,3%); quella da 1 a 2 anni, al 5,7% (-0,1 p.p.), mentre recupera un decimale quella fino a 1 anno, all’11,2%. Nel complesso, le minivolture di vetture fino a 4 anni di anzianità coprono il 33,2% a ottobre, mezzo punto in meno dello stesso mese 2024.

Green deal: l’Europa cambia direzione sulle auto termiche oltre il 2035

La Commissione europea revocherà lo stop alle auto endotermiche previsto per il 2035. Il leader del Partito Popolare Europeo, Manfred Weber, ha rivelato alla Bild l’esito di un incontro con la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen. Dopo lunghe trattative a Bruxelles, è stato deciso di eliminare non solo la scadenza del 2035, ma anche quella del 2040, ipotizzata negli ultimi giorni. Di fatto, i motori termici continueranno a essere presenti ancora a lungo.

“Il divieto per le termiche è escluso”

Weber ha dichiarato alla testata tedesca che, per le nuove immatricolazioni dal 2035 in avanti, sarà richiesto alle Case automobilistiche un obiettivo di riduzione delle emissioni medie di CO₂ del 90% anziché del 100%.

Inoltre, non verrà introdotto un obiettivo del 100% nemmeno dal 2040: ciò significa, ha spiegato, che il divieto dei motori a combustione interna non verrà applicato. Tutti i motori attualmente prodotti in Germania potranno dunque continuare a essere costruiti e commercializzati. Le sue dichiarazioni, confermate da un portavoce, sono state poi riprese anche da altre testate tedesche.

Appuntamento a metà dicembre

Il cambiamento di rotta, già incluso in un accordo politico raggiunto nella notte e definito nei suoi aspetti principali, dovrebbe essere annunciato martedì 16 dicembre. Secondo la Bild, sulla decisione di Bruxelles avrebbero influito sia la posizione netta del cancelliere tedesco Friedrich Merz, sia la lettera congiunta inviata dal presidente del Consiglio italiano, Giorgia Meloni, insieme ai capi di governo di altri Paesi, tra cui il primo ministro polacco Donald Tusk.

Weber ha concluso affermando: “Con questo risultato manteniamo le nostre due promesse più importanti: restiamo impegnati per la neutralità climatica, ma garantiamo anche la neutralità tecnologica. In questo modo mandiamo un segnale importante all’intera industria automobilistica e tuteliamo decine di migliaia di posti di lavoro nel settore”.

 

In Italia forte crescita delle auto cinesi

Un anno vissuto “di corsa”, con numeri in forte crescita da un mese all’altro e quote di mercato moltiplicate. È stato così per i new player come Byd e per chi, come MG, ha avviato tra i primi la fase di penetrazione sul mercato domestico. Con un market share complessivo, da gennaio a novembre, arrivato a quota 9%, sommando case cinesi (6%), realtà che assemblano in Italia come Dr (2%) e la galassia Volvo, controllata da Geely.

Byd da un anno all’altro ha visto moltiplicare per 10 i volumi in Italia, passando da poco più di 2mila immatricolazioni da gennaio a novembre del 2024 alle oltre 20mila di quest’anno, con una quota di mercato vicina all’1,5% da inizio anno, raddoppiata quasi al 3% a novembre. MG, brand in capo ai cinesi di Saic Motor, ha di fatto aperto la stagione di penetrazione delle case cinesi sul mercato italiano ed europeo, anche attraverso la vendita di motorizzazioni tradizionali, progressivamente affiancate dai modelli elettrificati.

Ha visto raddoppiare i suoi volumi in due anni e da gennaio ha sfiorato un market share del 3,3%.

Sommando le immatricolazioni in capo ai produttori cinesi sul mercato italiano si arriva, negli 11 mesi dell’anno, a quota 6%, senza tenere conto di realtà come Dr, EMC e DFSK, che assemblano o distribuiscono auto prodotte in Cina (circa il 2% del mercato), e dell’universo Volvo, controllato da Geely (un punto di market share).

Nella classifica delle auto più vendute in Italia arriva all’undicesimo posto (a novembre) la Dolphin Surf di Byd mentre nel periodo gennaio-dicembre entra tra le prime dieci autovetture immatricolate la ZS di MG. E se si guarda alla classifica dei modelli full electric più acquistati in Italia, a novembre salgono in testa alla classifica due case cinesi, Byd con la Dolphin Surf e Leapmotor (in capo a Stellantis) con la T03, mentre nei primi 11 mesi dell’anno la classifica resta dominata da due modelli Tesla.

Il mese scorso, di fatto, la variabile Incentivi del Mase per le auto elettriche ha giocato comunque un ruolo importante nella dinamica di penetrazione dei modelli elettrici – passati da una media del 5% delle immatricolazioni dei mesi precedenti al 12,2% di novembre 2025 – e nelle performance delle case cinesi in Italia.

l’errore umano causa il 90% degli incidenti gravi: rapporto Dekra 2025

Il fattore umano resta la causa principale degli incidenti gravi in Europa, vanificando in parte i miglioramenti in tema di sicurezza stradale: questa in estrema sintesi la conclusiuone del Rapporto Dekra 2025.  Secondo l’analisi dell’ente di certificazione tedesco, l’errore del conducente provoca infatti il 90% dei sinistri con lesioni pesanti. Lo studio mette nel mirino la distrazione da guida con smartphone alla mano vietata dal Codice della strada. Questo comportamento e altre distrazioni di varia natura rappresentano un’emergenza per la mobilità nel Vecchio Continente.

Le vittime della strada sono scese da 50.000 del 2005 a 20.000, tuttavia il percorso è ancora lungo. Per centrare il traguardo intermedio del 2030, cioè dimezzare i decessi in dieci anni, il ritmo di riduzione dovrebbe accelerare in modo significativo. E ancor più per arrivare all’obiettivo finale: quota zero nel 2050. La chiave per provarci è una combinazione di innovazione tecnologica dei veicoli con un severo impegno per la formazione e la sensibilizzazione dei conducenti, e una regolamentazione più incisiva anti imprudenze.

E l’intelligenza artificiale? 
Può darsi che l’applicazione dell’intelligenza artificiale nella mobilità aiuti a ridurre i sinistri, tuttavia è necessario – evidenzia lo studio – eliminare i possibili malfunzionamenti dei sistemi evoluti, garantendo che siano efficienti per tutta la vita utile dell’auto. Risulta pertanto preziosa una certificazione per aiutare i produttori a rispettare gli standard elevati, da affiancare a revisioni periodiche per prevenire guasti e rischi di manomissioni.

Segnaletica e strade

La manutenzione costante di strade e segnaletica, da sempre fattore chiave per la sicurezza, diviene essenziale per massimizzare l’efficacia degli Adas, approdando alla guida autonoma: il rischio sinistro scende a condizione che l’auto possa interpretare in modo corretto l’ambiente, “leggendo” senza intralci i cartelli e le strisce sull’asfalto.

La diffusione massiccia di e-bike e monopattini elettrici ha reso il traffico cittadino più complicato: ardua la convivenza fra la micromobilità e i mezzi tradizionali, specie quelli pesanti. È opportuna – la chiosa del report – una riorganizzazione urbana che separi i flussi di circolazione a tutela soprattutto degli utenti vulnerabili. 

dal 15 novembre scatta l’obbligo delle gomme invernali o delle catene

Dal 15 novembre 2025 fino al 15 aprile 2026 ci sarà l‘obbligo di installare le gomme invernali o di avere le catene da neve a bordo del veicolo. Ogni provincia regola però indipendentemente questa ordinanza e l’obbligo di gomme invernali viene reso noto tramite apposita segnaletica. 

La normativa prevede anche la possibilità di montare le gomme da neve un mese prima, 15 ottobre, e di toglierle un mese dopo la fine dell’obbligo, ossia il 15 maggio. In Valle d’Aosta l’obbligo di catene a bordo o pneumatici invernali è entrato in vigore il 15 ottobre.

La sanzione applicata agli automobilisti che vengono trovati sprovvisti di catene a bordo o di gomme da neve va da un minimo di 41 euro a un massimo di 173 euro nei centri abitati, da 87 a 344 euro fuori dal centro urbano, mentre su autostrada va da un minimo di 80 euro a un massimo di 318 euro. 

Patente di guida più cara dal 1° novembre

Se oggi una sessione d’esame costava meno e variava in base alla distanza, da novembre la spesa sarà uguale per tutti — e verrà in gran parte trasferita sul candidato. Ottenere la patente B costerà così almeno 20 euro in più rispetto a oggi. Il nuovo Codice della Strada prevede un incremento da sei a otto ore di guida obbligatorie. In Italia dal 2028 sarà possibile conseguire la patente a 17 anni.

Dal 1° novembre 2025 aumentano i costi per conseguire la patente di guida in Italia, in vista di ulteriori oneri nel corso del primo semestre del 2026. Le modifiche annunciate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) impattano in particolare sui candidati alla categoria B. Nel frattempo dall’Europa arriva una novità: far prendere la patente dall’età di 17 anni.

Aumenterà la retribuzione degli esaminatori

Dopo quasi quarant’anni, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha rivisto la normativa relativa alle tariffe degli esaminatori. Fino ad oggi il compenso è legato ai chilometri percorsi fra il proprio domicilio e la sede della scuola guida in cui si svolge l’esame. Tra pochi giorni invece entra in vigore un rimborso fisso pari a 275 euro per ogni sessione di esame pratico, di cui 100 a titolo di rimborso spese e 175 euro di straordinario per ogni seduta da 6-7 candidati. Per un costo medio pari a circa 39-40 euro ad allievo, a cui si sommano altre spese per veicoli e logistica. Alla fine, l’aumento stimato dei costi a carico di ogni candidato è di circa 10-15 euro.

Più cara la patente B

A gennaio 2026, un decreto interministeriale adeguerà anche i diritti della Motorizzazione, determinando un ulteriore aumento: ottenere la patente B costerà così almeno 20 euro in più rispetto a oggi, con variazioni legate alla città e alle tariffe stabilite dalle singole autoscuole.

Più ore di guida obbligatorie

Sul fronte delle ore di guida obbligatorie, il nuovo Codice della Strada prevede un incremento da sei a otto ore, da completare con istruttore autorizzato e auto con doppi comandi. Le lezioni comprendono esercitazioni su autostrade, strade extraurbane principali, strade secondarie e guida notturna.

Considerando che le tariffe variano tra 40 e 60 euro all’ora, la spesa minima per le lezioni obbligatorie passerà dagli attuali circa 300 euro a oltre 400 euro.

Bonus auto elettriche, esauriti i fondi in un giorno

A poco più di 24 ore dall’avvio del «clic day» (partito mercoledì 22 ottobre alle 12), si è esaurito il plafond di circa 595 milioni di euro destinato ad incentivare l’acquisto di vetture elettriche. Tutte le risorse risultano dunque al momento prenotate. Eventuali fondi che torneranno nuovamente disponibili – viene fatto sapere – saranno riattivati sulla piattaforma. Secondo i dati resi noti da Sogei al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, sono stati generati complessivamente 55.680 mila voucher, richiesti da persone fisiche e microimprese.

 L’obiettivo della misura Pnrr, il cui target è stato pienamente superato, è favorire il rinnovo del parco circolante con veicoli a zero emissioni, prevedendo per l’accesso al contributo la rottamazione di un veicolo termico fino a Euro 5.

Come funziona lo sconto 

Il bonus, per chi è riuscito ad averlo, sarà disponibile sotto forma di sconto diretto al momento dell’acquisto. L’aiuto prevede fino a 11 mila euro a fondo perduto per l’acquisto di un’auto elettrica per i cittadini (con un limite a 40 mila euro di Isee) e fino a 20 mila euro per le microimprese per l’acquisto di veicoli commerciali.
Si tratta di un aiuto a fondo perduto, quindi non rimborsabile, destinato all’acquisto di veicoli completamente elettrici, nuovi e a basse emissioni. Per accedere all’incentivo, sarà necessario sostituire un’auto tradizionale, prevedendo la rottamazione del vecchio veicolo, ovvero sarà necessario rottamare un veicolo termico fino a Euro 5. Prevista anche una norma antifurbi: chi accede agli incentivi deve risultare primo intestatario della vettura da rottamare da almeno sei mesi. I dettagli operativi sono stabiliti da un decreto attuativo del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, che definisce requisiti tecnici, limiti di prezzo e documentazione da presentare.

Patente di guida già a 17 anni: le nuove regole approvate dalla UE

Non si dovrà più aspettare la maggiore età per la patente di guida. Anche i ragazzi e ragazze di 17 anni potranno mettersi al volante di un’auto. È una delle novità contenute nella riforma adottata dal Parlamento europeo.

Il provvedimento rientra in un pacchetto di norme contenute in due direttive diverse, frutto di un accordo con il Consiglio. Le nuove norme dell’Ue puntano a migliorare la sicurezza stradale e a ridurre il numero di vittime della strada in Europa, pari ormai a quasi 20mila all’anno.

Cosa cambia

I 17enni potranno guidare, ma dovranno essere affiancati alla guida da un conducente esperto fino al compimento dei 18 anni. I neopatentati, inoltre, con le nuove normative avranno un periodo di prova di almeno due anni. Per loro le sanzioni saranno più severe e rigorose soprattutto se si viene trovati a guidare in stato di ebbrezza, senza cintura di sicurezza o senza l’utilizzo di dispositivi di sicurezza.

Anche l’esame della patente sarà rivoluzionato. Ci dovranno essere domande sui rischi legati agli angoli ciechi, sui sistemi di assistenza alla guida, sull’apertura sicura delle porte e sui rischi di distrazione dovuti all’uso del cellulare. Gli europarlamentari hanno inoltre richiesto che i nuovi obblighi di formazione e verifica pongano maggiore enfasi sulla consapevolezza dei rischi per pedoni, bambini, ciclisti e altri utenti della strada vulnerabili.

I rinnovi 

La patente di guida per motocicli e automobili dovrebbe essere valida per 15 anni. Gli Stati membri però potranno ridurre questo periodo a 10 anni se la patente vale anche come documento d’identità nazionale, come è in Italia. I Paesi possono anche decidere di ridurre il periodo di validità della patente per i conducenti di età pari o superiore a 65 anni, in modo da sottoporre i titolari a controlli medici più frequenti o a corsi di aggiornamento.

Prima di ottenere la patente o al momento di chiedere un rinnovo, il conducente dovrà sottoporsi a una visita medica che includa esami della vista e delle condizioni cardiovascolari. I Paesi membri potranno scegliere di sostituire la visita medica per i conducenti con moduli di autovalutazione o altri sistemi di valutazione previsti a livello nazionale.

Novità anche per le patenti C e D

Le due direttive varate oltre a voler ridurre i morti su strada intendono anche ovviare alla carenza di conducenti professionisti. Le nuove norme consentiranno ai diciottenni di ottenere la patente per guidare un autocarro (categoria C) e ai ventunenni quella per guidare un autobus (categoria D). A una condizione, dovranno essere in possesso di un certificato di abilitazione professionale. Altrimenti, l’età minima per guidare questi veicoli è fissata rispettivamente a 21 e 24 anni.

Il ritiro della patente

Per ridurre il fenomeno della guida spericolata all’estero, le decisioni di ritiro, sospensione o limitazione della patente di guida saranno trasferite al Paese dell’Ue che l’ha rilasciata. In questo modo si garantirà l’applicazione transfrontaliera delle sanzioni. Le autorità nazionali dovranno informarsi a vicenda in merito alle decisioni di ritiro della patente dovute alle infrazioni più gravi, tra cui: guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, coinvolgimento in un incidente mortale o eccesso di velocità.

Da quando è in vigore la riforma?

Le nuove norme entreranno in vigore il ventesimo giorno successivo alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. I Paesi dell’Ue avranno tre anni per recepire queste nuove disposizioni nel diritto nazionale e un altro anno per prepararsi alla loro attuazione.

Incentivi auto elettriche: clic day fissato al 22 ottobre

L’apertura della piattaforma Sogei alla quale è necessario iscriversi per accedere agli incentivi per l’acquisto di auto elettriche, inizialmente prevista per il 15 ottobre, è stata programmata per il 22 ottobre.

Gli incentivi, per i privati che vogliono acquistare un’auto elettrica, valgono fino a 11 mila euro. Il Mase, ministero per l’Ambiente e sicurezza energetica, dal quale dipende l’incentivo, ha puntualizzato che «mercoledì 15 ottobre verrà pubblicato un tutorial con le istruzioni per i cittadini».
L’avvio del portale destinato ai privati doveva avvenire 30 giorni dopo il rilascio del sito riservato ai concessionari, cosa che è avvenuta lo scorso 23 settembre. Questo sito contiene l’elenco dei punti vendita e dei veicoli incentivabili (sulla base di un elenco pubblicato dallo stesso Mase).

Il sito dedicato invece ai consumatori finali e alle microimprese servirà invece a erogare i «bonus» che, secondo le intenzioni del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, deve contribuire a rendere la transizione dai motori a carburante a quelli elettrici «sostenibile» anche dal punto di vista economico.

Come funzionano gli incentivi

La norma, che questa volta è riservata a fasce ben precise di cittadinanza, prevede fino a 11 mila euro a fondo perduto per l’acquisto di un’auto elettrica per i cittadini (con un limite a 40 mila euro di Isee) e fino a 20 mila euro per le microimprese per l’acquisto di veicoli commerciali.
L’intervento è riservato a persone fisiche e microimprese con residenza o sede legale nelle aree urbane funzionali (città oltre i 50.000 abitanti e area di pendolarismo). Questo criterio aveva comportato un’attesa per l’entrata in vigore perché l’Istat stava rivedendo la mappa delle aree urbane funzionali che era ferma al 2011 e non era quindi chiaro se attendere le nuove o avvalersi delle vecchie. A metà settembre era poi arrivato l’annuncio dell’avvio della piattaforma per accedere agli incentivi.

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