Green deal: l’Europa cambia direzione sulle auto termiche oltre il 2035

La Commissione europea revocherà lo stop alle auto endotermiche previsto per il 2035. Il leader del Partito Popolare Europeo, Manfred Weber, ha rivelato alla Bild l’esito di un incontro con la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen. Dopo lunghe trattative a Bruxelles, è stato deciso di eliminare non solo la scadenza del 2035, ma anche quella del 2040, ipotizzata negli ultimi giorni. Di fatto, i motori termici continueranno a essere presenti ancora a lungo.

“Il divieto per le termiche è escluso”

Weber ha dichiarato alla testata tedesca che, per le nuove immatricolazioni dal 2035 in avanti, sarà richiesto alle Case automobilistiche un obiettivo di riduzione delle emissioni medie di CO₂ del 90% anziché del 100%.

Inoltre, non verrà introdotto un obiettivo del 100% nemmeno dal 2040: ciò significa, ha spiegato, che il divieto dei motori a combustione interna non verrà applicato. Tutti i motori attualmente prodotti in Germania potranno dunque continuare a essere costruiti e commercializzati. Le sue dichiarazioni, confermate da un portavoce, sono state poi riprese anche da altre testate tedesche.

Appuntamento a metà dicembre

Il cambiamento di rotta, già incluso in un accordo politico raggiunto nella notte e definito nei suoi aspetti principali, dovrebbe essere annunciato martedì 16 dicembre. Secondo la Bild, sulla decisione di Bruxelles avrebbero influito sia la posizione netta del cancelliere tedesco Friedrich Merz, sia la lettera congiunta inviata dal presidente del Consiglio italiano, Giorgia Meloni, insieme ai capi di governo di altri Paesi, tra cui il primo ministro polacco Donald Tusk.

Weber ha concluso affermando: “Con questo risultato manteniamo le nostre due promesse più importanti: restiamo impegnati per la neutralità climatica, ma garantiamo anche la neutralità tecnologica. In questo modo mandiamo un segnale importante all’intera industria automobilistica e tuteliamo decine di migliaia di posti di lavoro nel settore”.

 

In Italia forte crescita delle auto cinesi

Un anno vissuto “di corsa”, con numeri in forte crescita da un mese all’altro e quote di mercato moltiplicate. È stato così per i new player come Byd e per chi, come MG, ha avviato tra i primi la fase di penetrazione sul mercato domestico. Con un market share complessivo, da gennaio a novembre, arrivato a quota 9%, sommando case cinesi (6%), realtà che assemblano in Italia come Dr (2%) e la galassia Volvo, controllata da Geely.

Byd da un anno all’altro ha visto moltiplicare per 10 i volumi in Italia, passando da poco più di 2mila immatricolazioni da gennaio a novembre del 2024 alle oltre 20mila di quest’anno, con una quota di mercato vicina all’1,5% da inizio anno, raddoppiata quasi al 3% a novembre. MG, brand in capo ai cinesi di Saic Motor, ha di fatto aperto la stagione di penetrazione delle case cinesi sul mercato italiano ed europeo, anche attraverso la vendita di motorizzazioni tradizionali, progressivamente affiancate dai modelli elettrificati.

Ha visto raddoppiare i suoi volumi in due anni e da gennaio ha sfiorato un market share del 3,3%.

Sommando le immatricolazioni in capo ai produttori cinesi sul mercato italiano si arriva, negli 11 mesi dell’anno, a quota 6%, senza tenere conto di realtà come Dr, EMC e DFSK, che assemblano o distribuiscono auto prodotte in Cina (circa il 2% del mercato), e dell’universo Volvo, controllato da Geely (un punto di market share).

Nella classifica delle auto più vendute in Italia arriva all’undicesimo posto (a novembre) la Dolphin Surf di Byd mentre nel periodo gennaio-dicembre entra tra le prime dieci autovetture immatricolate la ZS di MG. E se si guarda alla classifica dei modelli full electric più acquistati in Italia, a novembre salgono in testa alla classifica due case cinesi, Byd con la Dolphin Surf e Leapmotor (in capo a Stellantis) con la T03, mentre nei primi 11 mesi dell’anno la classifica resta dominata da due modelli Tesla.

Il mese scorso, di fatto, la variabile Incentivi del Mase per le auto elettriche ha giocato comunque un ruolo importante nella dinamica di penetrazione dei modelli elettrici – passati da una media del 5% delle immatricolazioni dei mesi precedenti al 12,2% di novembre 2025 – e nelle performance delle case cinesi in Italia.

l’errore umano causa il 90% degli incidenti gravi: rapporto Dekra 2025

Il fattore umano resta la causa principale degli incidenti gravi in Europa, vanificando in parte i miglioramenti in tema di sicurezza stradale: questa in estrema sintesi la conclusiuone del Rapporto Dekra 2025.  Secondo l’analisi dell’ente di certificazione tedesco, l’errore del conducente provoca infatti il 90% dei sinistri con lesioni pesanti. Lo studio mette nel mirino la distrazione da guida con smartphone alla mano vietata dal Codice della strada. Questo comportamento e altre distrazioni di varia natura rappresentano un’emergenza per la mobilità nel Vecchio Continente.

Le vittime della strada sono scese da 50.000 del 2005 a 20.000, tuttavia il percorso è ancora lungo. Per centrare il traguardo intermedio del 2030, cioè dimezzare i decessi in dieci anni, il ritmo di riduzione dovrebbe accelerare in modo significativo. E ancor più per arrivare all’obiettivo finale: quota zero nel 2050. La chiave per provarci è una combinazione di innovazione tecnologica dei veicoli con un severo impegno per la formazione e la sensibilizzazione dei conducenti, e una regolamentazione più incisiva anti imprudenze.

E l’intelligenza artificiale? 
Può darsi che l’applicazione dell’intelligenza artificiale nella mobilità aiuti a ridurre i sinistri, tuttavia è necessario – evidenzia lo studio – eliminare i possibili malfunzionamenti dei sistemi evoluti, garantendo che siano efficienti per tutta la vita utile dell’auto. Risulta pertanto preziosa una certificazione per aiutare i produttori a rispettare gli standard elevati, da affiancare a revisioni periodiche per prevenire guasti e rischi di manomissioni.

Segnaletica e strade

La manutenzione costante di strade e segnaletica, da sempre fattore chiave per la sicurezza, diviene essenziale per massimizzare l’efficacia degli Adas, approdando alla guida autonoma: il rischio sinistro scende a condizione che l’auto possa interpretare in modo corretto l’ambiente, “leggendo” senza intralci i cartelli e le strisce sull’asfalto.

La diffusione massiccia di e-bike e monopattini elettrici ha reso il traffico cittadino più complicato: ardua la convivenza fra la micromobilità e i mezzi tradizionali, specie quelli pesanti. È opportuna – la chiosa del report – una riorganizzazione urbana che separi i flussi di circolazione a tutela soprattutto degli utenti vulnerabili. 

dal 15 novembre scatta l’obbligo delle gomme invernali o delle catene

Dal 15 novembre 2025 fino al 15 aprile 2026 ci sarà l‘obbligo di installare le gomme invernali o di avere le catene da neve a bordo del veicolo. Ogni provincia regola però indipendentemente questa ordinanza e l’obbligo di gomme invernali viene reso noto tramite apposita segnaletica. 

La normativa prevede anche la possibilità di montare le gomme da neve un mese prima, 15 ottobre, e di toglierle un mese dopo la fine dell’obbligo, ossia il 15 maggio. In Valle d’Aosta l’obbligo di catene a bordo o pneumatici invernali è entrato in vigore il 15 ottobre.

La sanzione applicata agli automobilisti che vengono trovati sprovvisti di catene a bordo o di gomme da neve va da un minimo di 41 euro a un massimo di 173 euro nei centri abitati, da 87 a 344 euro fuori dal centro urbano, mentre su autostrada va da un minimo di 80 euro a un massimo di 318 euro. 

Patente di guida più cara dal 1° novembre

Se oggi una sessione d’esame costava meno e variava in base alla distanza, da novembre la spesa sarà uguale per tutti — e verrà in gran parte trasferita sul candidato. Ottenere la patente B costerà così almeno 20 euro in più rispetto a oggi. Il nuovo Codice della Strada prevede un incremento da sei a otto ore di guida obbligatorie. In Italia dal 2028 sarà possibile conseguire la patente a 17 anni.

Dal 1° novembre 2025 aumentano i costi per conseguire la patente di guida in Italia, in vista di ulteriori oneri nel corso del primo semestre del 2026. Le modifiche annunciate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) impattano in particolare sui candidati alla categoria B. Nel frattempo dall’Europa arriva una novità: far prendere la patente dall’età di 17 anni.

Aumenterà la retribuzione degli esaminatori

Dopo quasi quarant’anni, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha rivisto la normativa relativa alle tariffe degli esaminatori. Fino ad oggi il compenso è legato ai chilometri percorsi fra il proprio domicilio e la sede della scuola guida in cui si svolge l’esame. Tra pochi giorni invece entra in vigore un rimborso fisso pari a 275 euro per ogni sessione di esame pratico, di cui 100 a titolo di rimborso spese e 175 euro di straordinario per ogni seduta da 6-7 candidati. Per un costo medio pari a circa 39-40 euro ad allievo, a cui si sommano altre spese per veicoli e logistica. Alla fine, l’aumento stimato dei costi a carico di ogni candidato è di circa 10-15 euro.

Più cara la patente B

A gennaio 2026, un decreto interministeriale adeguerà anche i diritti della Motorizzazione, determinando un ulteriore aumento: ottenere la patente B costerà così almeno 20 euro in più rispetto a oggi, con variazioni legate alla città e alle tariffe stabilite dalle singole autoscuole.

Più ore di guida obbligatorie

Sul fronte delle ore di guida obbligatorie, il nuovo Codice della Strada prevede un incremento da sei a otto ore, da completare con istruttore autorizzato e auto con doppi comandi. Le lezioni comprendono esercitazioni su autostrade, strade extraurbane principali, strade secondarie e guida notturna.

Considerando che le tariffe variano tra 40 e 60 euro all’ora, la spesa minima per le lezioni obbligatorie passerà dagli attuali circa 300 euro a oltre 400 euro.

Bonus auto elettriche, esauriti i fondi in un giorno

A poco più di 24 ore dall’avvio del «clic day» (partito mercoledì 22 ottobre alle 12), si è esaurito il plafond di circa 595 milioni di euro destinato ad incentivare l’acquisto di vetture elettriche. Tutte le risorse risultano dunque al momento prenotate. Eventuali fondi che torneranno nuovamente disponibili – viene fatto sapere – saranno riattivati sulla piattaforma. Secondo i dati resi noti da Sogei al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, sono stati generati complessivamente 55.680 mila voucher, richiesti da persone fisiche e microimprese.

 L’obiettivo della misura Pnrr, il cui target è stato pienamente superato, è favorire il rinnovo del parco circolante con veicoli a zero emissioni, prevedendo per l’accesso al contributo la rottamazione di un veicolo termico fino a Euro 5.

Come funziona lo sconto 

Il bonus, per chi è riuscito ad averlo, sarà disponibile sotto forma di sconto diretto al momento dell’acquisto. L’aiuto prevede fino a 11 mila euro a fondo perduto per l’acquisto di un’auto elettrica per i cittadini (con un limite a 40 mila euro di Isee) e fino a 20 mila euro per le microimprese per l’acquisto di veicoli commerciali.
Si tratta di un aiuto a fondo perduto, quindi non rimborsabile, destinato all’acquisto di veicoli completamente elettrici, nuovi e a basse emissioni. Per accedere all’incentivo, sarà necessario sostituire un’auto tradizionale, prevedendo la rottamazione del vecchio veicolo, ovvero sarà necessario rottamare un veicolo termico fino a Euro 5. Prevista anche una norma antifurbi: chi accede agli incentivi deve risultare primo intestatario della vettura da rottamare da almeno sei mesi. I dettagli operativi sono stabiliti da un decreto attuativo del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, che definisce requisiti tecnici, limiti di prezzo e documentazione da presentare.

Patente di guida già a 17 anni: le nuove regole approvate dalla UE

Non si dovrà più aspettare la maggiore età per la patente di guida. Anche i ragazzi e ragazze di 17 anni potranno mettersi al volante di un’auto. È una delle novità contenute nella riforma adottata dal Parlamento europeo.

Il provvedimento rientra in un pacchetto di norme contenute in due direttive diverse, frutto di un accordo con il Consiglio. Le nuove norme dell’Ue puntano a migliorare la sicurezza stradale e a ridurre il numero di vittime della strada in Europa, pari ormai a quasi 20mila all’anno.

Cosa cambia

I 17enni potranno guidare, ma dovranno essere affiancati alla guida da un conducente esperto fino al compimento dei 18 anni. I neopatentati, inoltre, con le nuove normative avranno un periodo di prova di almeno due anni. Per loro le sanzioni saranno più severe e rigorose soprattutto se si viene trovati a guidare in stato di ebbrezza, senza cintura di sicurezza o senza l’utilizzo di dispositivi di sicurezza.

Anche l’esame della patente sarà rivoluzionato. Ci dovranno essere domande sui rischi legati agli angoli ciechi, sui sistemi di assistenza alla guida, sull’apertura sicura delle porte e sui rischi di distrazione dovuti all’uso del cellulare. Gli europarlamentari hanno inoltre richiesto che i nuovi obblighi di formazione e verifica pongano maggiore enfasi sulla consapevolezza dei rischi per pedoni, bambini, ciclisti e altri utenti della strada vulnerabili.

I rinnovi 

La patente di guida per motocicli e automobili dovrebbe essere valida per 15 anni. Gli Stati membri però potranno ridurre questo periodo a 10 anni se la patente vale anche come documento d’identità nazionale, come è in Italia. I Paesi possono anche decidere di ridurre il periodo di validità della patente per i conducenti di età pari o superiore a 65 anni, in modo da sottoporre i titolari a controlli medici più frequenti o a corsi di aggiornamento.

Prima di ottenere la patente o al momento di chiedere un rinnovo, il conducente dovrà sottoporsi a una visita medica che includa esami della vista e delle condizioni cardiovascolari. I Paesi membri potranno scegliere di sostituire la visita medica per i conducenti con moduli di autovalutazione o altri sistemi di valutazione previsti a livello nazionale.

Novità anche per le patenti C e D

Le due direttive varate oltre a voler ridurre i morti su strada intendono anche ovviare alla carenza di conducenti professionisti. Le nuove norme consentiranno ai diciottenni di ottenere la patente per guidare un autocarro (categoria C) e ai ventunenni quella per guidare un autobus (categoria D). A una condizione, dovranno essere in possesso di un certificato di abilitazione professionale. Altrimenti, l’età minima per guidare questi veicoli è fissata rispettivamente a 21 e 24 anni.

Il ritiro della patente

Per ridurre il fenomeno della guida spericolata all’estero, le decisioni di ritiro, sospensione o limitazione della patente di guida saranno trasferite al Paese dell’Ue che l’ha rilasciata. In questo modo si garantirà l’applicazione transfrontaliera delle sanzioni. Le autorità nazionali dovranno informarsi a vicenda in merito alle decisioni di ritiro della patente dovute alle infrazioni più gravi, tra cui: guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, coinvolgimento in un incidente mortale o eccesso di velocità.

Da quando è in vigore la riforma?

Le nuove norme entreranno in vigore il ventesimo giorno successivo alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. I Paesi dell’Ue avranno tre anni per recepire queste nuove disposizioni nel diritto nazionale e un altro anno per prepararsi alla loro attuazione.

Incentivi auto elettriche: clic day fissato al 22 ottobre

L’apertura della piattaforma Sogei alla quale è necessario iscriversi per accedere agli incentivi per l’acquisto di auto elettriche, inizialmente prevista per il 15 ottobre, è stata programmata per il 22 ottobre.

Gli incentivi, per i privati che vogliono acquistare un’auto elettrica, valgono fino a 11 mila euro. Il Mase, ministero per l’Ambiente e sicurezza energetica, dal quale dipende l’incentivo, ha puntualizzato che «mercoledì 15 ottobre verrà pubblicato un tutorial con le istruzioni per i cittadini».
L’avvio del portale destinato ai privati doveva avvenire 30 giorni dopo il rilascio del sito riservato ai concessionari, cosa che è avvenuta lo scorso 23 settembre. Questo sito contiene l’elenco dei punti vendita e dei veicoli incentivabili (sulla base di un elenco pubblicato dallo stesso Mase).

Il sito dedicato invece ai consumatori finali e alle microimprese servirà invece a erogare i «bonus» che, secondo le intenzioni del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, deve contribuire a rendere la transizione dai motori a carburante a quelli elettrici «sostenibile» anche dal punto di vista economico.

Come funzionano gli incentivi

La norma, che questa volta è riservata a fasce ben precise di cittadinanza, prevede fino a 11 mila euro a fondo perduto per l’acquisto di un’auto elettrica per i cittadini (con un limite a 40 mila euro di Isee) e fino a 20 mila euro per le microimprese per l’acquisto di veicoli commerciali.
L’intervento è riservato a persone fisiche e microimprese con residenza o sede legale nelle aree urbane funzionali (città oltre i 50.000 abitanti e area di pendolarismo). Questo criterio aveva comportato un’attesa per l’entrata in vigore perché l’Istat stava rivedendo la mappa delle aree urbane funzionali che era ferma al 2011 e non era quindi chiaro se attendere le nuove o avvalersi delle vecchie. A metà settembre era poi arrivato l’annuncio dell’avvio della piattaforma per accedere agli incentivi.

Veicoli commerciali, immatricolazioni: a settembre segno positivo con +18,8%

Il comparto dei veicoli commerciali registra a settembre un significativo incremento delle immatricolazioni: +18,8% con 16.905 unità contro le 14.226 dello stesso mese del 2024, che aveva segnato una contrazione del 19,3%, e permette al mercato di riavvicinarsi ai volumi registrati nel settembre 2023 (-4,1%).

Questo risultato rafforza il segnale positivo emerso già ad agosto, che aveva interrotto undici mesi consecutivi di contrazioni. Nel periodo gennaio-settembre, tuttavia, il bilancio rimane negativo con 141.642 immatricolazioni rispetto alle 150.667 dello stesso periodo dell’anno precedente, evidenziando una riduzione del 6,0%.

Per quanto riguarda la mobilità sostenibile, settembre mostra una ripresa della quota di veicoli elettrici puri, che sale al 5,7% (grazie alla spinta del noleggio a lungo termine), in aumento rispetto al 2,9% di agosto e al 5,2% di luglio e al 2,0% registrato nel settembre 2024.

Dal 15 ottobre dovrebbe entrare in vigore il programma di incentivazione del MASE dedicato all’acquisto di veicoli commerciali e autovetture esclusivamente elettrici, a fronte della rottamazione di veicoli termici. La misura dispone di una dotazione complessiva di quasi 600 milioni di euro. Per i veicoli commerciali nuovi con alimentazione esclusivamente elettrica (BEV), l’agevolazione è riservata alle microimprese con sede legale in un’area urbana funzionale e prevede un sostegno fino al 30% del prezzo di acquisto, al netto dell’IVA, con un tetto massimo di 20.000 euro per singolo veicolo.

Contestualmente, il MIMIT sta ancora definendo un Ecobonus per l’acquisto di nuovi veicoli commerciali, che utilizzerà le risorse residue degli esercizi precedenti.

Sul fronte della transizione energetica, in vista della prossima revisione del Regolamento europeo che dal 2035 vieterà la commercializzazione di automobili e furgoni con motore a combustione interna, l’Associazione dei Costruttori europei (ACEA) ha recentemente espresso la propria posizione ufficiale, evidenziando come il target delle zero emissioni al 2035 non sia più realisticamente conseguibile, non per limiti di offerta, ma a causa di criticità legate alla domanda, ai fattori abilitanti, ai costi e alla competitività. L’ACEA ha inoltre proposto l’adozione di un meccanismo di conformità agli obiettivi più flessibile, basato su un periodo di cinque anni, dal 2028 al 2032.

La struttura del mercato di settembre, con dati quasi definitivi, confrontata con gli stessi periodi 2024, presenta un andamento di flessione per i privati che scendono di 2,7 punti, al 12,3% nel mese (14,4% nel cumulato, -0,4 p.p.). Anche le autoimmatricolazioni cedono in volume e quota, fermandosi al 5,4% nel mese (8,6% nei 9 mesi, +1,0 p.p.). Il noleggio a lungo termine recupera in volume, salendo di 9,6 punti, al 42,2% (32,5% in gennaio-settembre, +0,4 p.p.), raggiungendo la prima posizione, grazie all’ottimo incremento delle Captive e alla crescita delle società Top. Il noleggio a breve nel mese segna una flessione delle immatricolazioni, al 5,7% di quota (-1,3 p.p.) e al 5,8% in gennaio-settembre (-0,6 p.p.); enti e società scendono in seconda posizione seppur con volumi in crescita, al 34,4% di share (-4 p.p.); nei 9 mesi conferma la leadership al 38,6% di share (-0,4 p.p.).

Sul fronte delle motorizzazioni, a settembre il diesel cresce in volume ma perde 5 punti di quota, scendendo all’80,6% del totale (80,3% nel cumulato, -3,7 p.p.). Il motore a benzina rimane stabile al 3,9% nel mese (al 4,0% nei 9 mesi, +0,3 p.p.). Il Gpl scende all’1,9% (-0,6 p.p. e al 2,4% in gennaio-settembre), i veicoli plug-in guadagnano 1,1 punti, salendo all’1,3% (0,7% nei 9 mesi). In accelerazione i veicoli BEV che a settembre salgono al 5,7% (+3,7 p.p.) e nel cumulato passano dall’1,8% di un anno fa al 4,5% attuale, mentre i veicoli ibridi guadagnano 0,9 punti e coprono il 6,7% del totale nel mese (7,9% in gennaio-settembre).

La CO2 media ponderata nel mese scende del 10,5% (e -20,5 g/Km) a 174,7 g/Km, rispetto ai 195,2 g/Km dello stesso periodo 2024 (183,4 g/Km nei 9 mesi, -6,2%).

Verso il 2035: anche l’Austria per un ripensamento

“L’Austria rimane pienamente impegnata a raggiungere gli obiettivi climatici europei, ma ritiene … necessario un approccio più flessibile, aperto alle tecnologie e pragmatico per ottenere reali riduzioni delle emissioni, salvaguardare la competitività e preservare la coesione sociale”. È quanto si legge in un documento riservato che Vienna dovrebbe presentare lunedì prossimo, 29 settembre, a Bruxelles al cosiddetto Consiglio competitività, l’organismo europeo istituito per rafforzare la competitività della Ue, appunto, e a cui partecipano i ministri competenti in materia di commercio, economia, industria, ricerca e innovazione e spazio di tutti gli Stati membri dell’Unione, per l’Italia il titolare del ministero delle Imprese Adolfo Urso.

Rivedere il percorso per raggiungere i target
Secondo l’Austria, l’attuale regolamentazione sulle emissioni di CO₂, con il suo obiettivo di 0 g/km di emissioni allo scarico nel 2035, deve essere rivista sia perché distorce la neutralità tecnologica penalizzando le vetture plug-in e i motori a combustione interna alimentati con carburanti certificati a zero emissioni di CO₂, sia perché trascura la realtà geopolitica, come la dipendenza dalle risorse, le guerre commerciali e l’indebolimento delle catene di approvvigionamento

Biocarburanti, tutela delle plug-in e ciclo di vita del veicolo
Vienna propone una strategia a due velocità: a breve termine Bruxelles dovrebbe riconoscere i biocarburanti avanzati prodotti da fonti non alimentari – che offrono risparmi di CO₂ fino al 90% durante il ciclo di vita – e i combustibili rinnovabili di origine non biologica come l’idrogeno, considerando i veicoli con queste alimentazioni come veicoli 0 g/km. Inoltre, sempre a breve termine, non dovrebbe essere adottata la fase 2 del cosiddetto utility factor, il coefficiente che indica la percentuale d’uso reale della modalità elettrica nelle auto plug-in, che andrebbe aggiornato nel 2027. A lungo termine, invece, l’Unione dovrebbe adottare il cosiddetto Lifecycle assesment (Lca), ossia la contabilizzazione del carbonio nell’intero ciclo di vita del veicolo, dalle catene di approvvigionamento, alla produzione, all’utilizzo.

Rafforzare la sovranità tecnologica della Ue
In questo contesto, sempre secondo Vienna, Bruxelles dovrebbe integrare la regolamentazione climatica con politiche industriali che rafforzino la resilienza e la sovranità tecnologica dell’Unione.

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