Usato auto in calo, crescono ibride ed elettriche, diesel ancora lieder

Ad aprile il mercato dell’auto usata registra una lieve flessione, ma conferma alcuni trend ormai consolidati: rallentano gli scambi complessivi, avanzano le alimentazioni elettrificate e cresce il peso delle vetture più anziane. È quanto emerge dal bollettino “Auto-Trend” diffuso dall’ACI.

Nel dettaglio, i passaggi di proprietà delle autovetture al netto delle minivolture – ovvero i trasferimenti temporanei intestati ai concessionari prima della rivendita finale – si sono attestati a 261.436 unità, in calo dell’1,5% rispetto ai 265.485 registrati nell’aprile 2025. Un dato che conferma un mercato dell’usato ancora molto dinamico: per ogni 100 auto nuove immatricolate, infatti, nel mese di aprile ne sono state vendute 182 di seconda mano.

In controtendenza le minivolture, cresciute del 3,6% fino a quota 214.597 contratti. Complessivamente, il mercato dell’usato raggiunge così 476.033 pratiche, con un incremento dello 0,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Segnali di crescita arrivano anche dal fronte delle radiazioni dal Pubblico Registro Automobilistico. Ad aprile le operazioni sono state 96.270, in aumento del 3,7%, spinte soprattutto dall’incremento delle demolizioni (+7,9%), mentre risultano in calo le esportazioni di veicoli usati (-2,2%). Il tasso unitario di sostituzione si attesta a 0,67: significa che ogni 100 auto nuove immatricolate ne vengono radiate 67.

Per quanto riguarda le alimentazioni, diesel e benzina continuano a mantenere il predominio nel mercato dell’usato, ma prosegue con decisione la crescita delle vetture ibride ed elettriche. Le ibride a benzina raggiungono l’11,7% dei passaggi di proprietà, facendo segnare un aumento del 29% su base annua. Crescono ancora più velocemente le auto elettriche, che registrano un balzo del 47,6%, pur rappresentando ancora una quota limitata del mercato pari all’1,6%.

Anche nel comparto delle minivolture il diesel resta la motorizzazione più diffusa con il 40,8% del totale, sebbene in diminuzione rispetto al 43,7% dell’aprile 2025. Le ibride a benzina continuano invece a guadagnare terreno e raggiungono il 14,8%, superando le auto alimentate a GPL, ferme al 7%. Le elettriche arrivano al 2% delle minivolture, con una crescita del 45,5%.

Il bollettino conferma infine un altro fenomeno sempre più evidente: l’invecchiamento del parco circolante. Le auto con un’età compresa tra i 20 e i 29 anni rappresentano oggi il 16,6% dei passaggi di proprietà, contro il 14,9% registrato un anno fa. In aumento anche le vetture con oltre 30 anni di anzianità, che incidono per il 3% del totale rispetto al 2,7% dell’aprile 2025. Un dato che evidenzia come molte famiglie continuino a orientarsi verso veicoli più datati, spesso per ragioni economiche e per il costo ancora elevato delle auto nuove.

Addio caselli? L’Europa accelera verso l’autostrada senza soste

Fermarsi al casello, prendere il biglietto, pagare e ripartire potrebbe diventare presto un gesto del passato. L’Unione europea sta infatti valutando l’introduzione di un sistema unico di pagamento autostradale basato su una vignetta digitale valida in più Paesi, acquistabile online e associata direttamente alla targa del veicolo.

L’orizzonte indicato è il 2031, data entro la quale si punta — almeno nelle intenzioni — a superare progressivamente le barriere fisiche lungo le autostrade europee.

Un cambio di paradigma nella mobilità

Alla base dell’iniziativa, inserita nel piano “Smart Mobility 2031”, c’è l’idea di rendere la circolazione più fluida e meno impattante dal punto di vista ambientale. Eliminare le soste obbligate significherebbe ridurre le code e, di conseguenza, anche le emissioni generate dai veicoli in attesa.

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha più volte sottolineato come i caselli rappresentino un punto critico non solo per il traffico, ma anche per l’inquinamento, concentrando veicoli e consumi in spazi ristretti.

Come funzionerebbe la vignetta europea

Il meccanismo sarebbe semplice: l’utente acquista online la vignetta, inserisce la targa e seleziona la durata desiderata. Una volta attivata, può circolare liberamente senza fermarsi. Il controllo avverrebbe tramite sistemi automatici di lettura delle targhe distribuiti lungo la rete stradale.

Oltre all’abbonamento annuale — stimato attorno ai 150 euro su scala europea — si prevedono soluzioni più flessibili, come vignette giornaliere, settimanali o mensili, pensate soprattutto per chi utilizza l’autostrada in modo occasionale.

Un’Europa a due velocità

Il modello è già realtà in diversi Paesi dell’Europa centrale e orientale, dove la vignetta — oggi spesso digitale — è utilizzata da anni. Qui l’eventuale armonizzazione richiederebbe interventi limitati.

Diversa la situazione nei Paesi dell’Europa occidentale e meridionale, tra cui Italia, Francia e Spagna, dove il pedaggio è calcolato in base ai chilometri percorsi. In questi contesti il cambiamento sarebbe più profondo, perché inciderebbe su assetti economici consolidati e su contratti di concessione di lungo periodo.

Il nodo italiano: concessioni e ricavi

In Italia, il sistema autostradale ruota attorno a concessionari privati e accordi costruiti sull’attuale modello di incasso. Passare a una vignetta unica significherebbe ridiscutere equilibri economici complessi e trovare un nuovo criterio di distribuzione delle entrate.

Le prime ipotesi parlano di un costo annuo intorno ai 130 euro, una cifra che dovrebbe garantire entrate complessivamente simili a quelle attuali. Tuttavia, gli effetti per gli utenti sarebbero diversi: chi percorre pochi chilometri potrebbe essere penalizzato, mentre gli utilizzatori abituali potrebbero ottenere un vantaggio.

Tra semplificazione e nuove eccezioni

Un altro punto delicato riguarda le infrastrutture particolari — come trafori, ponti o valichi alpini — per le quali potrebbero restare tariffe aggiuntive. Un aspetto che rischia di complicare un sistema nato proprio per semplificare.

Nonostante ciò, i benefici attesi restano significativi: traffico più scorrevole, minori costi operativi e una gestione più efficiente della rete. Nei Paesi che hanno già adottato modelli simili, si registrano risparmi anche rilevanti legati alla scomparsa delle barriere fisiche.

Le incognite ancora aperte

Il progetto, tuttavia, è tutt’altro che definito. Restano questioni importanti da chiarire, a partire dalla gestione dei dati raccolti tramite i sistemi di lettura targhe, che solleva inevitabili interrogativi sulla privacy.

C’è poi il caso della Germania, dove l’introduzione di un sistema a pagamento per le auto private segnerebbe un cambiamento storico. Infine, i tempi: tra iter legislativi europei, recepimenti nazionali e possibili contenziosi, la scadenza del 2031 appare più come una direzione politica che una certezza concreta.

vendita auto usate: a febbraio torna il segno positivo

Dopo la flessione di gennaio, il mercato dell’auto usata in febbraio torna al segno positivo: con 493.963 trasferimenti di proprietà (dati in attesa di consolidamento), il mese registra un +0,7% rispetto ai 490.757 di febbraio 2025. I trasferimenti netti calano dell’1,9%, mentre le minivolture segnano un +3,9%. Il 1° bimestre archivia una flessione del 2,4% con 938.116 trasferimenti (-2,3% sul 2019).

Trasferimenti netti: Alimentazioni

Nel mese, il motore a benzina torna market leader con il 39,2% di quota (stessa quota nel cumulo); il diesel perde 4,4 punti e scende in seconda posizione con il 38,4% (38,9% nel bimestre). Le ibride confermano una crescita sostenuta, toccando il 12% nel mese (11,6% in gennaio-febbraio); seguono Gpl e metano rispettivamente al 5,4% e 1,9% nel mese (5,5% e 2,0% nei 2 mesi); BEV e plug-in salgono all’1,2% e 1,7% in febbraio (1,2% e 1,6% nel cumulato).

Trasferimenti netti: Contraenti

In febbraio i trasferimenti per contraente confermano l’andamento dei mesi precedenti: gli scambi tra privati/aziende, che rimangono largamente predominanti, sono stabili e rappresentano il 56,0% di tutti i passaggi di proprietà (56,8% nei 2 mesi). Parallelamente, quelli da operatore a cliente finale perdono 0,4 punti, al 39,0% nel mese (38,4% nel bimestre). Gli stessi sono penalizzati anche dagli scambi provenienti da auto-immatricolazioni che aumentano di 0,8 punti di quota (4,1% nel mese e 3,9% in gennaio-febbraio), mentre quelli provenienti dal noleggio perdono 0,4 punti (0,9% complessivo nel mese e nel cumulato).  

Trasferimenti netti: Regioni (quota % Febbraio 2026)

Nel mese di febbraio l’analisi per regione conferma invariato il podio: al primo posto la Lombardia, al 16,4% di quota (+0,4 p.p.) e al secondo il Lazio al 9,8% (-0,3 p.p.). In terza posizione troviamo la Campania con il 9,1% di quota (+0,1 p.p.) e al 4° posto la Sicilia, all’8,1% (-0,1 p.p.), seguita dal Veneto all’8,0%.

Trasferimenti netti: Anzianità

A febbraio la quota dei trasfe­rimenti netti di vetture con oltre 10 anni di anzianità guadagna 0,8 punti, al 48,1% (49% nel cumulato). Quella di auto da 6 a 10 anni è stabile, al 17,4% (in linea con il cumulato). Le auto da 4 a 6 anni rappresentano il 9,9% (-1,9 p.p. rispetto a febbraio 2025, stessa quota nel 1° bimestre); 12,4% la quota di auto da 2 a 4 anni (+0,1 p.p., al 12% in gennaio-febbraio), e 4,1% quella delle auto da 1 a 2 anni (-0,5 p.p., al 4,0% nei 2 mesi). Le vetture fino a 1 anno salgono all’8,1% nel mese (+1,4 p.p., 7,7% nel cumulato). Nel complesso, i trasferimenti di vetture fino a 4 anni di anzianità coprono il 24,6% a febbraio, 1 punto in più dello stesso mese 2025.

Minivolture: Contraenti

Sul fronte delle minivolture, cresce di 0,8 punti al 29,8% la quota dei ritiri di autovetture da parte degli operatori (29,5% nel bimestre), e scende al 53,9% (-1,1 punti) la quota di privati o altre società che permutano la propria vettura (53,8% nel cumulato). Cedono 0,8 punti le auto provenienti da auto-immatricolazioni (all’1,9% nel mese e 1,8% nel cumulato), mentre ne guadagnano 0,2 quelle provenienti dal Noleggio a Lungo Termine (all’11,1% sia nel mese sia nel bimestre) e 0,8 quelle provenienti dal Noleggio a Breve Termine (al 3,3% e 3,7% in gennaio-febbraio).

Minivolture: Alimentazioni

Fra le minivolture le auto diesel mantengono la leadership nel mese, ma calano di 3,3 punti al 41,0% (41,1% nel bimestre). Il motore a benzina guadagna 0,2 punti al 32,6% (32,7% in gennaio-febbraio). Il Gpl scende al 5,3% sia nel mese sia nel bimestre, il metano cede 0,3 punti all’1,7% (1,8% nei primi 2 mesi). In sostenuta crescita le minivolture di auto ibride, al 15,6% (15,3% nel cumulato). Le ibride plug-in e le elettriche pure si posizionano rispettivamente al 2,1% (+0,3 punti) e all’1,7% di quota (+0,5 p.p.); nel 1° bimestre rispettivamente al 2,1% e 1,8%.

Minivolture: Anzianità

 Anche fra le minivolture recupera la quota delle autovetture con più di 10 anni, al 36,4% del totale: 0,5 punti in più di febbraio 2025 (36,8% nei 2 mesi). Guadagna 0,3 punti la fascia da 6 a 10 anni (al 19,7%, 19,4% nel cumulato) e perde 2,7 punti quella da 4 a 6 anni al 10,9%, sia nel mese che nel cumulato. Recupera 0,1 punti la fascia da 2 a 4 anni (al 17,2%, 16,8% nel bimestre); quella da 1 a 2 anni scende al 4,6% (-0,9 p.p. e al 4,7% in gennaio-febbraio), mentre recupera 1,8 punti quella fino a 1 anno, all’11,2%. Nel complesso, le minivolture di vetture fino a 4 anni di anzianità coprono il 33,0% a febbraio, 1 punto in più dello stesso mese 2025

COMPARTO AUTO – INCONTRO IN CGIA mercoledì 15 aprile 2026 – 20.30

CGIA MESTRE e TOPDON ITALIA organizzano per il Comparto Auto l’incontro tecnico:

AUTO CINESI, GLI SCENARI CHE ATTENDONO GLI AUTORIPARATORI

L’arrivo massiccio di auto cinesi in Italia e in Europa rappresenta un fenomeno complesso per gli autoriparatori, configurandosi come una sfida ibrida che presenta sia minacce immediate che significative opportunità di crescita a medio termine

parleremo di queste tematiche, e non solo, con:

ing. ANTONIO COFANO, esperto del mercato cinese, direttore di Auto Consulting S.a.s., ed importatore della linea professionale Topdon in Italia.

mercoledì 15 aprile 2026 ore 20.30

Presso SEDE CGIA MESTRE, via Torre Belfredo 81/e piano terra

LOCANDINA EVENTO  

info e adesioni: tel. 041/23.86.701 – giovannigomiero@cgiamestre.com

Al termine dell’incontro è previsto un buffet per tutti i partecipanti

Auto usata: il 2026 apre in flessione

Il 2026 si apre con un segno meno per il mercato dell’auto usata: con 438.975 trasferimenti di proprietà (dati in attesa di consolidamento), il mese di gennaio registra un -6,7% rispetto ai 470.308 di gennaio 2025 (-9,9% sul 2019), il calo più forte da 40 mesi a questa parte. I trasferimenti netti calano del 7,3%, mentre le minivolture segnano un -5,8%. Così i dati elaborati da Unrae ( qui il comunicato con le tabelle )

In gennaio i trasferimenti per contraente confermano l’andamento dei mesi precedenti: gli scambi tra privati/aziende, che rimangono largamente predominanti, sono in leggera crescita e rappresentano il 57,6% di tutti i passaggi di proprietà. Parallelamente, 1,1 punti vengono persi da quelli da operatore a cliente finale, al 37,7% nel mese. Gli stessi sono penalizzati anche dagli scambi provenienti da auto-immatricolazioni che aumentano di 0,5 punti di quota (3,9% nel mese), mentre recuperano 0,1 punti quelli provenienti dal noleggio (0,9% complessivo nel mese).

Nel mese di gennaio l’analisi per regione conferma invariato il podio: al primo posto la Lombardia, al 16,1% di quota (+0,5 p.p.) e al secondo il Lazio al 9,6% (-0,2 p.p.). In terza posizione troviamo la Campania con il 9,3% di quota (-0,1 p.p.) e al 4° posto torna la Sicilia, stabile all’8,3%, seguita dal Veneto  all’8,2%.

Trasferimenti netti: Anzianità

A gennaio la quota dei trasfe­rimenti netti di vetture con oltre 10 anni di anzianità guadagna 1,2 punti, al 49,8%. Quella di auto da 6 a 10 anni sono stabili, al 17,4%. Le auto da 4 a 6 anni rappresentano il 9,8% (-1,9 p.p. rispetto a gennaio 2025); 11,6% la quota di auto da 2 a 4 anni (+0,1 p.p.), e 4,0% quella delle auto da 1 a 2 anni (-0,3 p.p.). Le vetture fino a 1 anno salgono al 7,4% nel mese (+0,9 p.p.). Nel complesso, i trasferimenti di vetture fino a 4 anni di anzianità coprono il 23,0% a gennaio, 0,7 punti in più dello stesso mese 2025.

Minivolture: Contraenti

Sul fronte delle minivolture, cresce di 0,6 punti al 29,5% la quota dei ritiri di autovetture da parte degli operatori, e scende al 53,4% (-1,7 punti) la quota di privati o altre società che permutano la propria vettura. Cedono 0,7 punti le auto provenienti da auto-immatricolazioni (all’1,7%), mentre ne guadagnano 0,9 quelle provenienti dal Noleggio a Lungo Termine (all’11,1%) e quelle provenienti dal Noleggio a Breve Termine (al 4,3%).

Minivolture: Alimentazioni

Fra le minivolture le auto diesel mantengono la leadership nel mese, ma calano di 4,2 punti al 41,0%. Il motore a benzina guadagna 0,6 punti al 32,8%. Il Gpl sale al 5,4%, il metano cede 0,3 punti all’1,8%. In sostenuta crescita le minivolture di auto ibride, al 15,0%. Le ibride plug-in e le elettriche pure si posizionano rispettivamente al 2,1% (+0,5 punti) e all’1,9% di quota (+0,7 p.p.).

Minivolture: Anzianità

Anche fra le minivolture recupera la quota delle autovetture con più di 10 anni, al 37,1% del totale: 0,5 punti in più di gennaio 2025. Cede 0,1 punti la fascia da 6 a 10 anni (al 19,1%) e perde 2,5 punti quella da 4 a 6 anni, al 10,9%. Recupera 0,2 punti la fascia da 2 a 4 anni (al 16,4%); quella da 1 a 2 anni scende al 4,8% (-0,5 p.p.), mentre recupera 2,4 punti quella fino a 1 anno, all’11,7%. Nel complesso, le minivolture di vetture fino a 4 anni di anzianità coprono il 32,9% a gennaio, 2,1 punti in più dello stesso mese 2025.

Monopattini, da maggio obbligo di targa e assicurazione: sanzioni fino a 400 euro

ATTENZIONE PER LA SOLA ASSICURAZIONE L’OBBLIGO E’ STATO PROROGATO DI DUE MESI

Con l’entrata in vigore del nuovo decreto, scattano importanti novità per i monopattini elettrici. Il provvedimento prevede infatti l’introduzione dell’obbligo di targa e assicurazione, concedendo ai proprietari un periodo di 60 giorni per adeguarsi. Le nuove disposizioni diventeranno operative dal prossimo 16 maggio.

Per chi non si mette in regola sono previste sanzioni comprese tra 100 e 400 euro. I due nuovi obblighi riguardano, nello specifico, l’installazione della targa e la stipula di una copertura assicurativa.

Per ottenere la targa sarà necessario accedere al Portale dell’automobilista utilizzando credenziali Spid di secondo livello oppure la carta d’identità elettronica. Attraverso la piattaforma sarà possibile presentare la richiesta, prenotare il ritiro del contrassegno presso gli uffici della Motorizzazione o gli studi di consulenza automobilistica, oltre a segnalare eventuali furti o smarrimenti e richiederne la cancellazione.

Il contrassegno identificativo non sarà associato al mezzo, ma al proprietario, tramite collegamento tra il codice della targa e il codice fiscale. Dovrà essere posizionato sul parafango posteriore oppure nella parte anteriore del piantone dello sterzo, come ricordato da Assoutenti.

Sul fronte dei costi, la polizza assicurativa per la responsabilità civile verso terzi — che copre eventuali danni a pedoni, ciclisti o altri veicoli — può variare indicativamente tra i 25 e i 150 euro l’anno, a seconda delle garanzie scelte. Per quanto riguarda la targa, il costo è fissato in 8,66 euro tramite il sistema PagoPa: 5,03 euro per la produzione, 1,11 euro di Iva e 2,52 euro destinati a interventi per la formazione, la segnaletica e la sicurezza stradale.

Auto: tante e tra le più vecchie in UE, ma gli autoriparatori diminuiscono

Può sembrare un controsenso, ma i numeri raccontano una storia solo in apparenza paradossale. L’Italia è il Paese europeo con la maggiore densità di automobili: circolano 701 vetture ogni mille abitanti, cioè sette auto ogni dieci persone. E il totale continua a crescere in misura pressoché costante sin dall’inizio degli anni Duemila.  Oggi il parco auto ha superato quota 41 milioni e 300 mila mezzi. Nell’ultimo decennio si sono aggiunte poco più di 4 milioni e 200 mila vetture, con un aumento complessivo dell’11,5 per cento. Non solo: tra i grandi Paesi dell’Unione Europea abbiamo il parco auto più anziano. Quasi un’auto su quattro – il 24,3 per cento – ha più di vent’anni. Fa peggio soltanto la Spagna (25,6 per cento), mentre la Francia si ferma a poco più di una su otto (12,5 per cento) e la Germania addirittura a una su dieci (10 per cento). Con così tante vetture, e per di più datate e bisognose di manutenzione, ci si aspetterebbe un aumento delle attività di autoriparazione (carrozzieri, autofficine, gommisti, elettrauto, etc.). Accade invece il contrario. Gli autoriparatori, in particolare quelli indipendenti, continuano a diminuire: nel 2024 le attività erano poco più di 75 mila e 200. Dieci anni prima erano 83 mila e 700. In pratica ne sono “scomparse” circa 8 mila e 400, con un calo del 10 per cento. Questo approfondimento è stato realizzato dall’Ufficio studi della CGIA.

Le cause della crisi delle autofficine artigiane

Come dicevamo, in Italia il numero degli autoriparatori diminuisce anno dopo anno per una combinazione di fattori economici, tecnologici e sociali che stanno cambiando profondamente il settore dell’auto. Non si tratta solo di una crisi temporanea, ma di una trasformazione strutturale che rende sempre più difficile mantenere aperta un’autofficina tradizionale. Prima di tutto, i costi di gestione sono aumentati molto. Affitti, bollette energetiche, smaltimento rifiuti speciali, assicurazioni, normative ambientali e sicurezza sul lavoro richiedono investimenti continui. Molte piccole attività artigianali a conduzione familiare, che per decenni hanno rappresentato l’ossatura del comparto, faticano a sostenere queste spese con margini di guadagno sempre più ridotti…

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Il mercato auto in crescita del 14% a febbraio

Il mese di febbraio consolida la fase di espansione del mercato automobilistico: le immatricolazioni raggiungono quota 157.334 unità, con un aumento del 14% rispetto alle 137.965 dello stesso mese dell’anno precedente. Anche in questa occasione, però, il noleggio a breve termine ha inciso in modo significativo: al netto di tale componente, la crescita si ridurrebbe al 9%. Positivo anche il consuntivo del primo bimestre 2026, che totalizza 299.373 nuove registrazioni, in progresso del 10,2% rispetto alle 271.686 di gennaio-febbraio 2025, ma con un incremento più contenuto sul 2024 (+3,5%) e ancora inferiore ai livelli del 2019 (-12,9%).

Sul fronte dell’elettrificazione, le vetture full electric (BEV) rappresentano il 7,9% delle vendite mensili, pari a 12.572 unità, in crescita rispetto al 5,0% di febbraio 2025 e al 6,6% di gennaio. A incidere in modo rilevante sono stati gli incentivi MASE, con effetti distorsivi sul mercato. Decisa anche la dinamica delle plug-in hybrid (PHEV), che raggiungono l’8,5% di quota a febbraio, contro l’8,7% di gennaio e il 4,5% di un anno fa, sostenute dall’ampliamento dell’offerta e dalle modifiche normative sui fringe benefit per le auto aziendali.

Per quanto riguarda la regolamentazione europea, il 4 marzo la Commissione UE presenterà l’Industrial Accelerator Act, rinviato rispetto alla scadenza iniziale di fine febbraio, con l’obiettivo di rafforzare la competitività industriale europea e accelerare transizione e innovazione tecnologica. Il principio del “Made in Europe” dovrebbe tradursi in una quota minima di componenti europei per accedere a incentivi e appalti pubblici sui veicoli elettrici. Secondo le indiscrezioni, i nuovi modelli elettrici, ibridi e a idrogeno che beneficeranno di aiuti statali dovranno essere assemblati nell’Unione e integrare, escluse le batterie, almeno il 70% di componenti europei calcolati sul valore.

L’analisi per utilizzatori evidenzia a febbraio un aumento dei volumi per i privati, che però perdono 2,2 punti di quota, scendendo al 52,2% del totale; nel primo bimestre si attestano al 54,4% (-4,2 punti percentuali). Le autoimmatricolazioni crescono sia in volume sia in quota, raggiungendo il 9,5% nel mese (+0,6 p.p.) e il 9,8% nel cumulato (+1,1 p.p.). Il noleggio a lungo termine registra una lieve crescita dei volumi ma perde 2,5 punti di quota, fermandosi al 21,6% (20,5% nel bimestre, -1,5 p.p.), per effetto dell’aumento delle Captive e del lieve calo delle società Top. Il noleggio a breve termine mostra invece una forte accelerazione, salendo all’11,7% di quota (+4,8 p.p.) e al 10,2% nel primo bimestre. Le società segnano una leggera crescita nei volumi, ma restano al 5,0% di share sia nel mese sia nel cumulato (-0,6 p.p.).

Tra le alimentazioni, la benzina perde quasi 6 punti e scende al 20,2% nel mese (19,5% nel bimestre, -6,9 p.p.). Il diesel arretra di quasi un quarto nei volumi, con una quota del 6,5% a febbraio (-3,2 p.p.) e del 6,9% nel cumulato (-2,6 p.p.). Il Gpl dimezza la propria incidenza al 5,0% nel mese e al 5,7% nel primo bimestre (-4,5 p.p.). Le ibride si confermano leader di mercato, con un balzo di 7,2 punti e una quota del 51,9% a febbraio (52,1% nel bimestre), di cui 15,1% full hybrid e 36,8% mild hybrid. Le BEV chiudono il mese al 7,9% (+2,9 p.p. sul 2025; 7,3% nel cumulato), mentre le PHEV raggiungono l’8,5% (8,6% nel bimestre, +4,5 p.p.).

Per quanto riguarda i segmenti, a febbraio si registra una marcata crescita delle berline e dei SUV di segmento A, rispettivamente al 12,4% e 2,3%. In lieve flessione le berline di segmento B, al 14,7%, mentre i SUV recuperano fino al 31,4%. Nel segmento C calano le berline (3,8%), mentre i SUV salgono al 21,4%. Nel segmento D le berline scendono allo 0,8%, mentre i SUV crescono al 7,3%. Nell’alto di gamma diminuiscono i volumi sia delle berline sia dei SUV, rispettivamente allo 0,2% e 1,1%. Le station wagon coprono il 2,4% del mercato, gli MPV l’1,7% e le sportive lo 0,7%.

A livello territoriale, il Nord Est mantiene la leadership con il 32,9% di quota (+3,5 p.p.), sostenuto dal noleggio, senza il quale si fermerebbe al 22,3% (-10,6 p.p.). Il Nord Ovest scende al 28,5% (-0,5 p.p.), il Centro Italia cala al 23,1% (-4 p.p.), mentre il Sud sale al 10,2% (+0,6 p.p.) e le Isole al 5,3% (+0,5 p.p.).

Le emissioni medie di CO₂ delle nuove immatricolazioni si riducono del 6,6% a febbraio, attestandosi a 107,6 g/Km, e del 6,5% nel primo bimestre, a 108,5 g/Km.

La ripartizione per fasce di emissione conferma il peso di BEV e PHEV: le ZEV (0 g/Km) rappresentano il 7,9% del mercato, la fascia 1-20 g/Km l’1,4%, quella 21-50 g/Km il 3,9% e la 51-60 g/Km l’1,7%. Le vetture tra 61 e 94 g/Km coprono il 4,9%, la fascia 95-135 g/Km il 60,7%, quelle tra 136 e 190 g/Km il 15,8% e oltre i 190 g/Km l’1,5%.

Alcolock obbligatorio per i recidivi: operativo l’elenco degli installatori, costo fino a 2.000 euro

Diventa pienamente operativo l’obbligo di installazione dell’alcolock per i conducenti già sanzionati per guida con tasso alcolemico superiore a 0,8 g/l. A quasi 15 mesi dall’entrata in vigore del nuovo Codice della Strada, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha pubblicato sul portale dell’automobilista l’elenco degli installatori autorizzati e dei modelli di veicoli compatibili con il dispositivo.

Il sistema – che ha un costo indicativo intorno ai 2.000 euro – impedisce l’avvio del motore se il conducente non supera un test dell’alito: il veicolo si accende esclusivamente con tasso alcolemico pari a zero. L’obiettivo è rafforzare la sicurezza stradale e prevenire la recidiva nei casi di guida in stato di ebbrezza.

Obbligo per 2 o 3 anni

L’installazione è obbligatoria per i conducenti recidivi (tasso superiore a 0,8 g/l) per un periodo variabile da due a tre anni. Durante questo arco temporale, potranno guidare solo veicoli dotati di alcolock regolarmente installato.

L’accesso all’elenco ufficiale è disponibile nella sezione “Veicoli” del portale dell’automobilista, alla voce dedicata ad “Alcolock – Installatori e modelli veicoli”.

Come funziona e su quali veicoli si installa

L’alcolock può essere montato su diverse categorie di mezzi destinati al trasporto di persone e merci, nel rispetto degli standard previsti dalla normativa europea. I produttori sono tenuti a fornire istruzioni dettagliate per l’installazione, l’uso e la manutenzione.

Un ruolo centrale spetta agli installatori autorizzati, che devono applicare un sigillo speciale anti-manomissione. In caso di controllo su strada, il conducente dovrà esibire l’originale della dichiarazione di installazione e il certificato di taratura in corso di validità. Non è invece necessario aggiornare il documento unico di circolazione.

Sanzioni e aggravanti

Chi, pur essendo obbligato, guida senza alcolock rischia una multa da 158 a 638 euro e una nuova sospensione della patente da uno a sei mesi. Le sanzioni raddoppiano in caso di manomissione, alterazione del dispositivo (ad esempio facendo soffiare un’altra persona) o rimozione.

Se il conducente soggetto all’obbligo viene nuovamente sorpreso alla guida in stato di ebbrezza, le sanzioni previste aumentano di un terzo, con un ulteriore aggravio sul piano amministrativo e sanzionatorio.

Mercato auto, il 2026 parte in crescita ma restano le incognite

Il mercato italiano delle autovetture apre il 2026 con un segnale positivo: a gennaio sono state immatricolate 141.980 vetture, in aumento del 6,2% rispetto alle 133.721 dello stesso mese del 2025. A trainare la crescita è soprattutto il noleggio a breve termine.

Il confronto con il periodo pre-pandemia resta però negativo: rispetto a gennaio 2019 mancano ancora circa 23.300 unità (-14,1%).

Previsioni 2026: crescita minima e domanda debole
Secondo le stime UNRAE, il 2026 dovrebbe chiudersi con 1.540.000 immatricolazioni, in lieve aumento (+0,9%) sul 2025, pari a circa 14.000 vetture in più. Tuttavia, il divario rispetto al 2019 rimane significativo: -19,7%, ovvero 377.000 auto in meno.

Per il biennio 2027-2028 l’Associazione prevede un mercato ancora sotto quota 1,6 milioni, confermando l’equilibrio registrato negli ultimi tre anni.

Alimentazioni: rientro delle BEV, crescita sostenuta delle PHEV
Sul fronte delle motorizzazioni, le elettriche pure (BEV) si attestano al 6,6% del mercato (9.446 unità). La quota scende rispetto ai picchi di fine 2025, ma resta in crescita rispetto al 5,0% di gennaio scorso.

Le ibride plug-in (PHEV) continuano invece a mostrare una dinamica robusta, raggiungendo l’8,7% di quota, ben oltre il 3,7% registrato un anno fa, grazie all’ampliamento dell’offerta e alle nuove regole sui fringe benefit per le auto aziendali.

Nel complesso:

Benzina in forte calo (18,7%).
Diesel al 7,3%.
GPL al 6,5%.
Ibride complessivamente al 52,1% (14,4% full hybrid e 37,7% mild hybrid).
Le emissioni medie di CO₂ scendono del 6,3%, attestandosi a 109,5 g/km.

Utilizzatori: forte crescita del noleggio a breve
Analizzando i canali di vendita:

I privati scendono al 56,9%.
Le autoimmatricolazioni salgono al 10,1%.
Il noleggio a lungo termine si attesta al 19,2%.
Il noleggio a breve termine registra un forte incremento, arrivando all’8,7% del totale.

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