Accise sulle auto elettriche? Già se ne parla…

La diffusione delle auto elettriche riduce il gettito derivante dalle accise sui carburanti: per questo, il governo sta pensando a come “traslare” quelle preziose risorse dalla mobilità endotermica a quella a batterie.

Così, in sintesi, il concetto espresso dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti all’Automotive Dealer Day: una doccia fredda, anche se scontata (più che sul “se”, si discuteva sul “quando”) per gli utenti che hanno già fatto il balzo.

Le parole di Giorgetti:

“Pensate all’effetto che avrà l’elettrificazione sullo spostamento delle accise del carburante alle nuove forme di alimentazione”, ha detto il ministro, specificando che “non si tratterà solo di una riduzione del gettito, ma di una significativa traslazione”. Il processo di elettrificazione porterà ad avere sempre meno auto a benzina e gasolio sulle strade, con la conseguente riduzione degli introiti legati alle accise sui carburanti. Un ambito nel quale “il ministero dell’Economia e delle Finanze ha già iniziato a lavorare, anche in considerazione dell’aggiornamento della normativa europea sulla tassazione dei prodotti energetici”.

Le possibili ripercussioni:

il minor gettito dai carburanti previsto per i prossimi anni dovrà quindi essere compensato da uno “spostamento” delle imposte verso le auto elettriche. Difficile, se non impossibile, dire come si svilupperà la questione, se Roma andrà a toccare la ricarica o altro: al momento, spiega il ministro Giorgetti, “è in corso una riflessione del governo sulla necessità di tenere presente l’evoluzione delle basi imponibili sulla base della trasformazione del sistema economico”. Come a dire che le accise non se ne vanno mai davvero, ma fanno solo dei gran giri di valzer.

Veicoli industriali: mercato in positivo ad aprile

Secondo l’analisi di Unrae, i risultati non riflettono la reale domanda del mercato, che rimane contenuta, perché i volumi sono frutto dello smaltimento degli stock presso le reti di distribuzione.

Dopo la battuta di arresto fatta registrare a marzo, torna in positivo il mercato dei veicoli industriali, che segna ad aprile una crescita mensile del 18,5%.
Lo rivelano i dati dell’analisi condotta dal Centro Studi e Statistiche di Unrae  – sulla base dei dati di immatricolazione forniti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – che ha effettuato una stima del mercato dei veicoli industriali per il mese di aprile 2024.
Con un totale di 2.340 veicoli immatricolati rispetto ai 1.974 dello stesso periodo dell’anno precedente, il quarto mese dell’anno torna in territorio positivo, con una crescita a due cifre.

Il segmento di mercato con la migliore performance risulta essere quello dei veicoli pesanti di massa uguale o superiore a 16 t, che registra un incremento delle immatricolazioni del 22,8%, con oltre 370 unità aggiuntive rispetto ad aprile 2023. Seguono i veicoli leggeri con peso fino a 6 t, che mostrano un leggero avanzo del 2%.

Al contrario, soffrono ancora i mezzi medio-leggeri sotto le 16 t, in calo a -2,8%. Il dato complessivo del primo quadrimestre 2024 restituisce un mercato in crescita dell’8,5%, con 10.168 veicoli immatricolati rispetto ai 9.370 dello scorso anno.

Secondo Unrae, tra qualche mese il mercato perderà la spinta alla crescita e si assisterà a una flessione dei volumi di mercato. Di qui, l’urgenza di iniziative strutturali, coerenti e consistenti, per favorire la transizione ecologica.

Studio ACEA: servono più colonnine per spingere le vendite dell’elettrico

L’Acea, l’associazione europea dei costruttori automobilistici, ha pubblicato un nuovo rapporto che evidenzia il divario, definito “allarmante”, tra l’attuale disponibilità di punti di ricarica pubblici e quelli necessari per rispettare gli obiettivi di riduzione della CO2.

Troppa distanza tra auto e colonnine:

tra il 2017 e il 2023, spiega Acea, le vendite di auto elettriche sono cresciute tre volte più rapidamente rispetto al numero di colonnine installate nello stesso lasso di tempo, creando un divario tra infrastruttura e parco circolante che va colmato il più in fretta possibile. “Per poter raggiungere gli ambiziosi obiettivi di riduzione della CO2 in Europa serve un’adozione di massa dell’auto elettrica”, spiega il direttore generale di Acea Sigrid de Vries, che però aggiunge: “Un obiettivo irraggiungibile se non si arriva a una disponibilità diffusa di punti di ricarica in tutto il continente”.

Lo scorso anno, in tutta Europa, sono stati implementati poco più di 150 mila stalli di ricarica pubblici, meno di tremila a settimana, arrivando a un totale di 630mila. “L’installazione di colonnine pubbliche non ha tenuto il passo con la vendita di auto elettriche degli ultimi anni”, prosegue de Vries. “E quel che è peggio, il gap rischia di aumentare in futuro, molto più di quanto stima la Commissione Europea. Siamo molto preoccupati”.

Quante colonnine servono:

secondo la Commissione, entro il 2030 dovranno essere installati 3,5 milioni di punti di ricarica, il che vuol dire 410.000 all’anno (8 mila alla settimana), con un ritmo tre volte superiore all’attuale. Secondo Acea, invece, le colonnine necessarie entro il 2030 dovranno essere 8,8 milioni. Per arrivarci ne servono 1,2 milioni all’anno, pari a 22.000 alla settimana, otto volte il ritmo attuale. “L’accesso alle colonnine non è una semplice ‘comodità’, ma una condizione essenziale per decarbonizzare il trasporto su strada”, conclude de Vries.

Comuni in allarme: pochi gli autovelox omologati, proventi a rischio

Pesante la sentenza 10105/2024 della Cassazione che impone ai Comuni di utilizzare autovelox omologati: non è sufficiente che siano approvati. In caso contrario le multe sono nulle, come scoperto da un automobilista in una causa contro Treviso. Ora, il direttore dell’Anci (Associazione nazionale Comuni italiani) del Veneto, Carlo Rapicavoli, ammette che quasi tutti i rilevatori sono solo approvati e non omologati; i proventi sono indispensabili per i bilanci delle amministrazioni locali. Se i verbali per eccesso di velocità fossero annullati con ricorso al Giudice di pace o al Prefetto, “gli enti rischierebbero di trovarsi buchi nei bilanci”.

La questione riguarda anzitutto le multe successive alla recente sentenza della Cassazione: con il ricorso, gli automobilisti possono vedersi cancellare i verbali se l’autovelox non è omologato. E per le contravvenzioni del passato? Grazie alla sentenza della Cassazione chi ha già pagato la multa potrebbe mettere in piedi una causa per indebito arricchimento. L’accusa? Aver incassato denaro in virtù di una contestazione emessa sulla base di un atto nullo.

Situazione paradossale. Mario Conte, sindaco di Treviso e presidente dell’Anci Veneto, chiede addirittura una legge per rendere magicamente “omologati” tutti gli autovelox: si rivolgerà a Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture, in un’imminente videoconferenza. Lo stesso Salvini che da anni si batte contro gli abusi dei Comuni in fatto di autovelox, spesso impiegati solo per fare cassa e non per migliorare la sicurezza stradale. Un bel cortocircuito.

COMPARTO AUTO – INCONTRO ALL’ISITITUTO BERNA – VENERDI’ 19 APRILE

venerdì 19 aprile dalle 13:00 alle 14:00 presso l’Istituto Berna in via Bissuola 93 a Mestre, presentiamo il nuovo laboratorio dedicato agli alunni che seguono l’indirizzo di studio Meccatronico.

L’iniziativa è stata possibile grazie al contributo della Camera di Commercio di Venezia Rovigo e della CGIA di Mestre.

Al termine (verso le 14:00)  l’Istituto Berna offrirà ai presenti un rinfresco.

PER ADESIONI E INFORMAZIONI CONTATTA LA SEGRETERIA ORGANIZZATIVA: tel.041 2386705 – info@cgiamestre.com

Cambio gomme 2024, dal 15 aprile si passa a quelle estive

Con la bella stagione si avvicina il momento del cambio gomme. L’obbligo di montare gomme invernali (o avere le catene a bordo) per poter percorrere alcuni tratti stradali scadrà il 15 aprile. Per effettuare il cambio degli pneumatici c’è tempo un mese, ovvero fino al 15 maggio.

Meglio prendersi per tempo! Non bisogna per forza trovarsi all’ultimo a fissare un appuntamento con il gommista per il cambio degli pneumatici. Anche per preservare la durata delle gomme invernali.

Con l’aumento delle temperature, infatti, sono sottoposte ad un maggiore stress e quindi tendono a deteriorarsi precocemente.

Le eccezioni: chi monta pneumatici invernali (identificati dalla sigla M+S che significa Mud+Snow, cioè fango e neve) che dispongono di un codice di velocità uguale o superiore a quanto indicato sul libretto di circolazione può continuare ad utilizzarli. Infatti, la normativa prevede l’obbligo del cambio solamente per gli pneumatici M+S dotati di un codice di velocità inferiore.

Il codice di velocità è indicato da una lettera dell’alfabeto e si trova direttamente sullo pneumatico. Tale valore indica la velocità massima supportata per viaggiare in sicurezza. Una volta identificato, va confrontato con quanto riportato sul libretto di circolazione.

In ogni caso il cambio delle gomme è anche una questione di sicurezza. Gli pneumatici estivi presentano diversi vantaggi come una migliore tenuta sull’asfalto con le alte temperature e spazi di frenata più contenuti. Inoltre, offrono una maggiore silenziosità ed una riduzione dei consumi.

La seconda eccezione riguarda chi utilizza gli pneumatici 4 stagioni o all season. Questi pneumatici possono essere utilizzati sia in inverno sia in estate. Dunque, nessuna sostituzione è richiesta per chi utilizza tale tipologia di gomme sulle proprie auto.

 Le sanzioni:  chi viene trovato con pneumatici non conformi rischia una sanzione che va da 422 euro a 1.695 euro. Contestualmente c’è anche la possibilità del ritiro del libretto di circolazione.

 

Bando veicoli aziendali 2024 – Regione Veneto

La Giunta regionale del Veneto ha approvato il bando “Veicoli aziendali 2024”, in collaborazione con Unioncamere Veneto, al fine di incentivare la sostituzione di veicoli altamente inquinanti con mezzi a basso impatto ambientale attraverso un contributo a fondo perduto. Il bando stanzia risorse per € 6.908.080,00.

PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA:

a partire dalle ore 10:00 del 15 aprile 2024 –  fino alle ore 12:00 del 14 giugno 2024

DESCRIZIONE DELL’INIZIATIVA
Il bando è finalizzato a incentivare le Micro, Piccole e Medie imprese aventi sede legale ed operativa in Veneto alla rottamazione di veicoli aziendali inquinanti a fronte dell’acquisto di veicoli a basso impatto ambientale di categoria M1 e N1.
M1: veicoli destinati al trasporto di persone con massimo 8 posti a sedere, oltre a quello del conducente
N1: veicoli per il trasporto di cose, comprese automobili omologate autocarro, aventi massa massima non superiore a 3,5 t

L’agevolazione consiste nella concessione di un contributo a fondo perduto in base alla massa del veicolo, alla classe emissiva e al livello di emissioni prodotte.

PER LE TABELLE CONTRIBUTI E LA MODULISTICA VAI AL SITO DELLA REGIONE VENETO: https://www.regione.veneto.it/web/ambiente-e-territorio/bando-veicoli-aziendali-2024

Le manifestazioni d’interesse dovranno essere presentate tramite la piattaforma informatica DI INFOCAMERE Re-start

In arrivo gli incentivi per acquisto auto

Nel 2024 l’Ecobonus con gli incentivi per l’acquisto di nuove auto cambia volto e viene rimodulato, con una nuova formula di contributo che dovrebbe entrare in vigore nelle prossime settimane.

Il decreto attuativo per i nuovi incentivi auto è stato firmato: adesso bisogna aspettare che sia pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Sono stati stanziati complessivamente 950 milioni di euro, di cui 793 milioni per le auto. Questo finanziamento copre solo una parte delle risorse concesse per il 2024 ma include anche gli “avanzi” del 2023, a differenza di quanto inizialmente previsto. Gli incentivi massimi sono di 13.750 euro per chi ha un ISEE sotto i 30.000 euro. Tra le novità c’è l’incentivo per la conversione delle auto Euro 4 o successive a GPL o metano… leggi qui tutta la news

In Italia immatricolazioni in calo: -3,7% a marzo

Il mercato italiano dell’auto torna in territorio negativo dopo 19 mesi di fila di crescita continua. A marzo, secondo i dati del ministero dei Trasporti, le immatricolazioni sono state 162.083, il 3,7% in meno rispetto allo stesso mese del 2023. La flessione mensile riduce la crescita registrata nella prima parte dell’anno: con 451.261 targhe, il trimestre mostra un miglioramento del 5,7%, all’incirca la metà del +11,7% registrato dal consuntivo dei primi due mesi. A pesare sui numeri, come già paventato a più riprese da associazioni ed esperti, è stata l’attesa dei consumatori per i nuovi incentivi. Inoltre, sono ancora lontani i livelli pre-pandemia del 2019: secondo le elaborazioni dell’Unrae, le registrazioni mensili risultano infatti in flessione del 16% e quelle trimestrali di oltre il 15%.

Aspettando gli incentivi…crollano le Bev di oltre il 34%

La suddivisione delle immatricolazioni per tipologia di alimentazione conferma l’impatto dell’attesa degli incentivi sulle elettriche a batteria: le Bev crollano del 34,5% e scendono dal 4,8% al 3,3% del mercato totale. Prosegue il momento negativo delle ibride plug-in: -22,6% e quota in contrazione dal 4,3% al 3,5%. Al contrario, le ibride non ricaricabili salgono dell’8,9% (+13,1% per le “full”, +7,3% per le “mild”) e passano dal 34,5% al 39% del mercato. Tra le motorizzazioni tradizionali, le auto a benzina crescono del 6,4%, per una quota in miglioramento dal 28,4% al 31,4%, mentre le diesel perdono il 28% e scendono dal 20,3% al 15,2%. Ancora in (relativo) spolvero il metano: +36,4% e quota raddoppiata dallo 0,1% allo 0,2%. Infine, si arresta il trend positivo del Gpl: -3,2% per un peso sul mercato che rimane comunque stabile al 7,6%.

I canali commerciali

Per quanto riguarda i canali di vendita, i privati subiscono una contrazione del 5,5%, mentre il noleggio vede la componente di lungo termine peggiorare del 27,1% e quella di breve balzare del 65,7%. Male le società, con un -7,6%, mentre le autoimmatricolazioni salgono del 26% (+23,9% l’uso privato e +60,2% l’uso noleggio).

Emissioni

Quanto alle emissioni, si torna a vedere il segno più: la CO2 media è pari a 120,3 g/km, lo 0,7% in più rispetto ai 119,5 dello stesso mese dell’anno scorso. Inoltre, il consuntivo del trimestre mostra un dato in aumento da 119,9 a 121,1 g/km (+1%). A marzo sono state immatricolate 6.581 auto (4% del mercato) con emissioni inferiori ai 20 g/km e 4.369 vetture (2,7% del totale) nella fascia 21-60 g/km. Sono state invece 111.222 le registrazioni di modelli con CO2 compresa tra i 61 e i 135 g/km, pari al 67,8% del totale. Oltre a queste tre fasce, sono state registrate anche 35.748 auto (21,8% del mercato) con emissioni di anidride carbonica tra i 136 e i 190 g/km, mentre i modelli con valori superiori ai 190 g/km sono 3.205 (2%).

Nuovo Codice della strada, c’è l’ok della Camera

Via libera dell’Aula della Camera al ddl sul codice della strada con 163 sì, i voti contrari sono stati 107. Il testo ora passa all’esame del Senato. A favore hanno votato Fdi, Lega e Forza Italia. Contrari Pd, M5s, Avs e Azione.

Contrasto ad alcol, stupefacenti e uso smartphone
Il disegno di legge interviene direttamente su alcune norme del codice della strada, inasprendo le misure di contrasto alla guida sotto l’effetto di alcol (prevedendo anche l’installazione dell’alcolock) e di stupefacenti (il reato scatta a prescindere dalla verifica dello stato di alterazione psicofisica derivante dall’assunzione di sostanze). Viene quindi introdotta la sospensione breve della patente a seguito di una serie di infrazioni gravi (come la guida contromano) e in relazione al ‘patrimonio’ dei punti ancora disponibili, mentre risultano inasprite le sanzioni, con il prolungamento del periodo di sospensione della patente, nei confronti dell’utilizzo alla guida di smartphone o altri dispositivi. In quest’ultimo caso è previsto il ritiro della patente da 15 giorni a due mesi e multa fino a 1.697 euro che in caso di recidiva sale fino a 2.588 euro, e in più la sospensione della patente può arrivare a tre mesi e si aggiunge la decurtazione da 8 a 10 punti.

Le sanzioni
Se il tasso alcolemico è compreso tra 0,5 e 0,8 grammi per litro, scatta la multa da 573 a 2.170 euro e la sospensione della patente da 3 a 6 mesi. Tra 0,8 e 1,5 grammi per litro, doppia sanzione, detentiva e pecuniaria (arresto fino a 6 mesi e ammenda da 800 a 3.200 euro), e patente sospesa da 6 mesi a un anno. Se il tasso alcolemico è superiore a 1,5 grammi per litro, la contravvenzione è punita – anche qui – con sanzione detentiva e pecuniaria (arresto da 6 mesi e un anno e ammenda da 1.500 a 6.000 euro), e sospensione della patente da uno a due anni. Sospensione raddoppiata se si usa l’auto di un altro; se poi si commetta lo stesso fatto entro i due anni successivi all’accertamento (recidiva infrabiennale) la patente è revocata. Salvo che il veicolo non appartenga ad altri, la condanna o il patteggiamento per questa fattispecie comportano la confisca del mezzo. Tutte le ipotesi di guida in stato di ebbrezza – nonché il rifiuto di sottoporsi a controllo – sono motivo di decurtazione di 10 punti dalla patente. In caso di stupefacenti scatta la revoca della patente, che può essere sospesa fino a tre anni: basterà che emerga la presenza dai test.

Obbligo di casco sui monopattini
Arrivano quindi, per i tutti i conducenti di monopattino, l’obbligo del casco, del contrassegno e di polizza rc, insieme al divieto di uscire dai centri urbani. Mentre si ampliano le possibilità di circolazione per motocicli, termici ed elettrici, su strade extraurbane e autostrade. Viene poi potenziato il sistema di verifica della copertura assicurativa mediante l’incrocio dei dati derivanti dalle sanzioni, anche quelle per il passaggio con il rosso. La delega, il cui esercizio è fissato in 12 mesi, riguarda la revisione e al riordino della disciplina della motorizzazione e della circolazione stradale. Sono previsti 4 principi di carattere generale e 27 criteri direttivi specifici.

Scooter su autostrade e tangenziali
I motocicli con cilindrata non inferiore a 120 cc potranno circolare in autostrade ed extraurbane principali se condotti da un maggiorenne.

Limite a uso degli autovelox
Un articolato pacchetto di innovazioni del codice riguarda gli autovelox. In particolare, in caso di più violazioni entro la stessa ora e su un tratto di strada che ricada nella competenza di uno stesso ente proprietario, non si ha il cumulo materiale delle sanzioni, ma l’applicazione della sanzione prevista per la violazione più grave, aumentata di un terzo. Non sarà invece possibile mettere autovelox nelle aree con limite sotto i 50 chilometri orari. Salgono le multe per eccesso di velocità, con il massimo fino a 1.084 euro e sospensione della patente tra due settimane e un mese in caso di recidiva. Anche nelle ‘strade’ di Venezia sarà possibile accertare e sanzionare la velocità dei natanti grazie al ‘barcavelox’.

Stretta su abbandono degli animali
Il disegno di legge impone una stretta anche nei confronti di chi abbandona gli animali in strada: rischia fino a sette anni di carcere chi, con tale comportamento, causa incidenti stradali con morti, feriti o lesioni personali gravi o gravissime.

Le novità per i neopatentati
Tra le misure di carattere amministrativo figurano l’istituzione, al ministero delle infrastrutture del registro delle agenzie telematiche che erogano prestazioni di consulenza automobilistica. Pur restando fermo il divieto per i neopatentati, che passa da 1 a 3 anni dal conseguimento della patente, di guidare veicoli di grossa cilindrata, è stato stabilito un limite di potenza più alto, in modo da tener conto della cilindrata di un’autovettura di media potenza. Nel dettaglio: per i primi tre anni dalla patente B si possono guidare le auto fino a 75 kW/t, limite che sale a 105 kW per elettriche e ibride.

 

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