Veicoli commerciali, immatricolazioni: a settembre segno positivo con +18,8%

Il comparto dei veicoli commerciali registra a settembre un significativo incremento delle immatricolazioni: +18,8% con 16.905 unità contro le 14.226 dello stesso mese del 2024, che aveva segnato una contrazione del 19,3%, e permette al mercato di riavvicinarsi ai volumi registrati nel settembre 2023 (-4,1%).

Questo risultato rafforza il segnale positivo emerso già ad agosto, che aveva interrotto undici mesi consecutivi di contrazioni. Nel periodo gennaio-settembre, tuttavia, il bilancio rimane negativo con 141.642 immatricolazioni rispetto alle 150.667 dello stesso periodo dell’anno precedente, evidenziando una riduzione del 6,0%.

Per quanto riguarda la mobilità sostenibile, settembre mostra una ripresa della quota di veicoli elettrici puri, che sale al 5,7% (grazie alla spinta del noleggio a lungo termine), in aumento rispetto al 2,9% di agosto e al 5,2% di luglio e al 2,0% registrato nel settembre 2024.

Dal 15 ottobre dovrebbe entrare in vigore il programma di incentivazione del MASE dedicato all’acquisto di veicoli commerciali e autovetture esclusivamente elettrici, a fronte della rottamazione di veicoli termici. La misura dispone di una dotazione complessiva di quasi 600 milioni di euro. Per i veicoli commerciali nuovi con alimentazione esclusivamente elettrica (BEV), l’agevolazione è riservata alle microimprese con sede legale in un’area urbana funzionale e prevede un sostegno fino al 30% del prezzo di acquisto, al netto dell’IVA, con un tetto massimo di 20.000 euro per singolo veicolo.

Contestualmente, il MIMIT sta ancora definendo un Ecobonus per l’acquisto di nuovi veicoli commerciali, che utilizzerà le risorse residue degli esercizi precedenti.

Sul fronte della transizione energetica, in vista della prossima revisione del Regolamento europeo che dal 2035 vieterà la commercializzazione di automobili e furgoni con motore a combustione interna, l’Associazione dei Costruttori europei (ACEA) ha recentemente espresso la propria posizione ufficiale, evidenziando come il target delle zero emissioni al 2035 non sia più realisticamente conseguibile, non per limiti di offerta, ma a causa di criticità legate alla domanda, ai fattori abilitanti, ai costi e alla competitività. L’ACEA ha inoltre proposto l’adozione di un meccanismo di conformità agli obiettivi più flessibile, basato su un periodo di cinque anni, dal 2028 al 2032.

La struttura del mercato di settembre, con dati quasi definitivi, confrontata con gli stessi periodi 2024, presenta un andamento di flessione per i privati che scendono di 2,7 punti, al 12,3% nel mese (14,4% nel cumulato, -0,4 p.p.). Anche le autoimmatricolazioni cedono in volume e quota, fermandosi al 5,4% nel mese (8,6% nei 9 mesi, +1,0 p.p.). Il noleggio a lungo termine recupera in volume, salendo di 9,6 punti, al 42,2% (32,5% in gennaio-settembre, +0,4 p.p.), raggiungendo la prima posizione, grazie all’ottimo incremento delle Captive e alla crescita delle società Top. Il noleggio a breve nel mese segna una flessione delle immatricolazioni, al 5,7% di quota (-1,3 p.p.) e al 5,8% in gennaio-settembre (-0,6 p.p.); enti e società scendono in seconda posizione seppur con volumi in crescita, al 34,4% di share (-4 p.p.); nei 9 mesi conferma la leadership al 38,6% di share (-0,4 p.p.).

Sul fronte delle motorizzazioni, a settembre il diesel cresce in volume ma perde 5 punti di quota, scendendo all’80,6% del totale (80,3% nel cumulato, -3,7 p.p.). Il motore a benzina rimane stabile al 3,9% nel mese (al 4,0% nei 9 mesi, +0,3 p.p.). Il Gpl scende all’1,9% (-0,6 p.p. e al 2,4% in gennaio-settembre), i veicoli plug-in guadagnano 1,1 punti, salendo all’1,3% (0,7% nei 9 mesi). In accelerazione i veicoli BEV che a settembre salgono al 5,7% (+3,7 p.p.) e nel cumulato passano dall’1,8% di un anno fa al 4,5% attuale, mentre i veicoli ibridi guadagnano 0,9 punti e coprono il 6,7% del totale nel mese (7,9% in gennaio-settembre).

La CO2 media ponderata nel mese scende del 10,5% (e -20,5 g/Km) a 174,7 g/Km, rispetto ai 195,2 g/Km dello stesso periodo 2024 (183,4 g/Km nei 9 mesi, -6,2%).

Verso il 2035: anche l’Austria per un ripensamento

“L’Austria rimane pienamente impegnata a raggiungere gli obiettivi climatici europei, ma ritiene … necessario un approccio più flessibile, aperto alle tecnologie e pragmatico per ottenere reali riduzioni delle emissioni, salvaguardare la competitività e preservare la coesione sociale”. È quanto si legge in un documento riservato che Vienna dovrebbe presentare lunedì prossimo, 29 settembre, a Bruxelles al cosiddetto Consiglio competitività, l’organismo europeo istituito per rafforzare la competitività della Ue, appunto, e a cui partecipano i ministri competenti in materia di commercio, economia, industria, ricerca e innovazione e spazio di tutti gli Stati membri dell’Unione, per l’Italia il titolare del ministero delle Imprese Adolfo Urso.

Rivedere il percorso per raggiungere i target
Secondo l’Austria, l’attuale regolamentazione sulle emissioni di CO₂, con il suo obiettivo di 0 g/km di emissioni allo scarico nel 2035, deve essere rivista sia perché distorce la neutralità tecnologica penalizzando le vetture plug-in e i motori a combustione interna alimentati con carburanti certificati a zero emissioni di CO₂, sia perché trascura la realtà geopolitica, come la dipendenza dalle risorse, le guerre commerciali e l’indebolimento delle catene di approvvigionamento

Biocarburanti, tutela delle plug-in e ciclo di vita del veicolo
Vienna propone una strategia a due velocità: a breve termine Bruxelles dovrebbe riconoscere i biocarburanti avanzati prodotti da fonti non alimentari – che offrono risparmi di CO₂ fino al 90% durante il ciclo di vita – e i combustibili rinnovabili di origine non biologica come l’idrogeno, considerando i veicoli con queste alimentazioni come veicoli 0 g/km. Inoltre, sempre a breve termine, non dovrebbe essere adottata la fase 2 del cosiddetto utility factor, il coefficiente che indica la percentuale d’uso reale della modalità elettrica nelle auto plug-in, che andrebbe aggiornato nel 2027. A lungo termine, invece, l’Unione dovrebbe adottare il cosiddetto Lifecycle assesment (Lca), ossia la contabilizzazione del carbonio nell’intero ciclo di vita del veicolo, dalle catene di approvvigionamento, alla produzione, all’utilizzo.

Rafforzare la sovranità tecnologica della Ue
In questo contesto, sempre secondo Vienna, Bruxelles dovrebbe integrare la regolamentazione climatica con politiche industriali che rafforzino la resilienza e la sovranità tecnologica dell’Unione.

Boom di furti d’auto: le regioni più colpite, i modelli più rubati

Il fenomeno dei furti d’auto non si limita più alle sole auto di lusso, ma si estende a utilitarie, Suv e mezzi commerciali.

Uno studio di LoJack analizza i dati forniti dal Ministero dell’Interno relativi al 2024, integrandoli con fonti nazionali e internazionali. I numeri raccontano di un «business» che si è riorganizzato in fretta dopo qualche anno in cui aveva rallentato. Si parla di 136.201 veicoli sottratti, dei quali oltre 75 mila erano auto. Ne sono stati recuperati 60.847, cioè il 45%. Dal 2013 a oggi, in Italia sono stati sottratti quasi 1,7 milioni di veicoli, e di questi, un milione è definitivamente sparito.

LO STUDIO
Secondo il dossier di LoJack Italia, il 56% dei furti riguarda le auto, il 23% le moto, il 15% suv e crossover, il 5% i van, l’1% i mezzi pesanti. La più amata dai ladri è la Panda che con oltre 13 mila furti è l’auto più rubata d’Italia. Quasi una vettura rubata su cinque è una Panda. Seguono la Fiat 500 e la Lancia Ypsilon con oltre 5 mila furti. Poi la Fiat Punto e la Giulietta che hanno superato in numero di furti la Fiat 500 L. I Suv e i crossover più rubati sono invece la Jeep Renegade e la Fiat 500 X, con oltre 2 mila furti. Un furto su cinque di Suv riguarda questi due modelli. Seguono la Range Rover Evoque e la Jeep Compass. La destinazione? Gran parte dei veicoli vengono smontati entro 24 ore dal furto per alimentare il redditizio mercato dei ricambi usati verso le rotte che conducono all’Est Europa, al Nord Africa e al Medio Oriente.

LE REGIONI
Il fenomeno è fortemente concentrato in alcune aree del Paese: Campania, Lazio, Sicilia, Puglia e Lombardia, che registrano il 78% dei furti totali. In particolare, la Campania si conferma la regione più colpita, con oltre 31.000 veicoli sottratti nel 2024. Per quanto riguarda i furti delle sole vetture, in cima alla classifica c’è la provincia di Barletta-Andria-Trani, con 896,6 denunce ogni 100mila abitanti. Al secondo posto troviamo Napoli, con 674,6 denunce/100mila abitanti, mentre a chiudere il podio c’è Foggia, con 639,6. Diversa la situazione dei furti sulle auto parcheggiate in sosta. Al primo posto c’è Roma con 411,2 denunce ogni 100mila abitanti. Seguono Milano (409,5 denunce/100mila abitanti) e Firenze (389,3)

GLI NTERVENTI NORMATIVI

Il rapporto Lojack smonta alcuni luoghi comuni. Un GPS non garantisce il ritrovamento dell’auto; spesso i ladri riescono a neutralizzarlo o a smontarlo rapidamente. Sono sicuramente più efficaci i dispositivi basati su radiofrequenza non intercettabili. Altra falsa sicurezza è quella di pensare che i furti avvengano solo di notte o in zone poco frequentate, quando invece le cronache dimostrano che i «colpi» avvengono anche in pieno giorno e in luoghi affollati. In misura minore, ma anche i garage non sono luoghi inviolabili. Non a caso si sta facendo strada l’idea che bisogna essere più severi sul tema: oggi il furto semplice è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e una multa fino a 516 euro, mentre il furto aggravato può portare a sanzioni più severe, come la reclusione da due a sei anni e una multa fino a 1.500 euro. In commissione Giustizia al Senato si stanno introducendo alcune aggravanti al reato di furto d’auto, con l’eliminazione delle attenuanti e la confisca dei beni dei ricettatori.

Mercato ancora auto in calo: – 2,7%. Stellantis risale

il mercato italiano dell’auto è ancora in calo nel mese di agosto: le immatricolazioni – secondo i dati del ministero dei Trasporti – sono 67.272, il 2,68% in meno dello stesso mese del 2024.

Nei primi otto mesi del 2025 sono state vendute in tutto 1.040.734 auto, con una flessione del 3,68% rispetto all’analogo periodo dell’anno scorso.

Auto elettriche, possibile rinvio per incentivi previsti a fine settembre

Gli incentivi per le auto elettriche erano attesi per la fine di settembre, ma è possibile che ci sia bisogno di ancora un po’ di pazienza: non è escluso, infatti, che potrebbe servire un ulteriore mese o un mese e mezzo. A dirlo è stato il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, a margine del Forum Teha di Cernobbio. L’agevolazione, per la quale sono a disposizione circa 600 milioni di euro, arriverà per le grandi aree metropolitane e nei percorsi dei pendolari: l’Istat sta rivedendo alcune mappe e questo potrebbe portare a uno slittamento nella partenza degli incentivi.

Di fatto, per l’avvio degli incentivi serve solo l’attivazione di una piattaforma che sarebbe in fase avanzata e sulla quale sta lavorando il ministero dell’Ambiente, che è titolare del dossier. Per l’avvio concreto inizialmente si era parlato di fine settembre

L’Istat, tuttavia, sta rivedendo la definizione dei percorsi di pendolarismo delle grandi aree, che è uno dei criteri ai quali l’agevolazione è legata. E il governo valuterà a breve se procedere con le mappe attuali, che risalgono a una decina di anni fa, oppure se aspettare le nuove elaborazioni dell’Istat. In questo secondo caso, i tempi per far diventare gli incentivi operativi potrebbero allungarsi un po’

gli sconti non varranno per tutti. Sono previste, infatti, specifiche limitazioni. Il beneficio è sostanzioso ma prima di tutto verrà articolato in base all’Isee e non si avrà nulla se si superano i 40mila euro.

Aree urbane funzionali

C’è poi l’applicazione territoriale: l’aiuto arriva solo per le cosiddette aree urbane funzionali. Si tratta di città con oltre 50mila abitanti e delle aree di pendolarismo. Ed è proprio questo il nodo, per il quale è in corso un aggiornamento

Gli incentivi

Come detto l’incentivo verrà riconosciuto alle persone fisiche per l’acquisto di un’auto elettrica ed è pari a un massimo di 11mila euro, per i privati con Isee inferiore o pari a 30mila, oppure a un massimo di 9mila euro, per Isee compreso tra i 30 e i 40mila euro. È prevista anche una misura specifica per le microimprese sull’acquisto di veicoli elettrici commerciali (categorie N1 e N2), fino a un massimo di 20mila euro per veicolo, nel limite del 30% del prezzo di acquisto e nel rispetto della normativa “de minimis”.

Dazi, accordo Usa-Europa: al 15% sulle auto

L’ accordo commerciale tra gli Stati Uniti e l’Europa, ha fissato l’aliquota tariffaria massima e onnicomprensiva del 15% per la stragrande maggioranza delle esportazioni della Ue, compresi settori strategici come auto, prodotti farmaceutici, semiconduttori e legname.

Auto si passa dal 27,5% al 15% 

Gli Stati Uniti si sono impegnati a sostituire le attuali tariffe del 27,5% su auto e parti di vetture con il massimale tariffario del 15%. Il nuovo regime tariffario stabilisce che i prodotti già soggetti a dazi della Nazione più favorita (Npf) pari o superiori al 15% non subiscano ulteriori aggravi. Per le auto e i componenti correlati, il tetto del 15% scatterà parallelamente all’avvio da parte di Bruxelles delle riduzioni tariffarie sui prodotti Usa.

Altri beni 

Dall’1 settembre, diversi gruppi di beni (tra cui sughero, aeromobili e le loro parti, farmaci generici, precursori chimici) saranno sottoposti alle tariffe Npf, in un regime speciale che l’Ue punta a estendere ad altre categorie merceologiche. In quanto ad acciaio e alluminio, le due sponde dell’Atlantico difenderanno le proprie economie dalla sovracapacità globale, rafforzando la sicurezza delle catene di approvvigionamento, anche tramite un sistema di contingentamento tariffario per i metalli e i derivati. Le misure verranno tradotte in atti concreti dalla Commissione Ue in collaborazione con Stati membri e Parlamento.

Gas, AI e armi 

L’Unione europea rafforzerà la propria sicurezza energetica acquistando Gnl, petrolio e prodotti nucleari statunitensi per 750 miliardi di dollari entro il 2028. Potenzierà le proprie capacità di intelligenza artificiale assicurandosi una fornitura costante di chip AI dagli Stati Uniti per i centri di calcolo europei (40 miliardi di dollari). “Le aziende prevedono 600 miliardi di dollari in nuovi investimenti UE in settori strategici Usa entro il 2028”, spiega Maros Sefcovic, commissario europeo per il commercio. “Aumenteremo gli appalti per la difesa dagli Stati Uniti, rafforzando l’interoperabilità della Nato”.

I numeri

Il partenariato Usa-Ue resta la relazione economica più significativa al mondo, segnala la nota di Bruxelles: nel 2024, gli scambi di beni e servizi hanno superato i 1.600 miliardi di euro, con oltre 4,2 miliardi che attraversano ogni giorno l’Atlantico, a sostegno di milioni di posti di lavoro. Secondo von der Leyen, l’accordo commerciale “apporta benefici ai nostri cittadini e alle nostre aziende e rafforza le relazioni transatlantiche”. Invece, le regole digitali Ue sono rimaste fuori dal negoziato sui dazi.

L’associazione dei costruttori europei si è detta soddisfatta dell’accordo raggiunto. “Si tratta di un passo positivo che fornisce sicurezza alla nostra industria”, ha dichiarato il direttore generale dell’Acea Sigrid de Vries. “Adesso è cruciale che la Commissione ratifichi gli impegni della UE senza ulteriori ritardi, riducendo l’impatto dei dazi che ogni giorno costano milioni di euro ai costruttori”. In ogni caso, conclude l’associazione, “alcuni dettagli devono ancora essere chiariti: li esamineremo con attenzione una volta disponibili, per assicurarci che l’accordo porti i benefici promessi”.

 

Auto elettriche, Italia al 27° posto in Ue

Ancora poche auto elettriche in giro per le strade del Belpaese: l’Italia è al 27esimo posto, sotto l’1%, per diffusione delle auto elettriche a batteria. Un gradino prima della Bulgaria.

E’ quanto risulta dai dati Euostat. Secondo l’istituto di statistica europeo infatti nel 2024, nell’Ue complessivamente sono state immatricolate 1,45 milioni di nuove autovetture elettriche a batteria, con una diminuzione del 6,1% rispetto al 2023 (1,55 milioni).

PROROGA ISCRIZIONE AL RUI PER GLI ISPETTORI DI REVISIONE

In merito agli obblighi formativi ispettori centri controllo e iscrizione al RUI (Registro Unico degli Ispettori di Revisione) Il Ministero Infrastrutture e Trasporti, ha rimodulato le tempistiche per ottemperare agli obblighi formativi e all’iscrizione al Registro Unico Ispettori da parte degli ispettori dei centri di controllo.

Il nuovo termine entro il quale va effettuata l’iscrizione al RUI è fissato nel 1° dicembre 2025. Dal 2 gennaio 2026 non potranno operare gli ispettori che non risulteranno iscritti al RUI.

allegato:  modifica al Decreto Capo Dipartimento Trasporti Navigazione Ministero Infrastrutture e Trasporti del 9 giugno 2025, n. 198

Incentivi: da settembre 2025 al via per le auto elettriche

A settembre 2025 torneranno gli incentivi per l’acquisto di auto elettriche: lo ha annunciato il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin durante il question time alla Camera.

Il governo metterà sul piatto 600 milioni di euro destinati all’acquisto di automobili a batteria, rottamando contestualmente un veicolo termico.

La cifra massima ottenibile con gli incentivi sarà di 11.000 euro per i privati e di 20.000 euro per le microimprese. L’obiettivo del governo è raggiungere almeno 39.000 veicoli a zero emissioni entro il 30 giugno 2026.

I SOGGETTI COINVOLTI

Ai bonus potranno accedere le persone fisiche residenti in “aree urbane funzionali”, vale a dire le città e le relative aree di pendolarismo, che acquistino veicoli privati elettrici della categoria M1 (autovetture). Gli incentivi sono dedicati anche alle microimprese che acquistano veicoli commerciali elettrici di categoria N1 e N2 (veicoli per i trasporto merci con massa fino a 3,5 e 12 tonnellate). Il ministero sta definendo il decreto che fisserà i criteri e le modalità di assegnazione degli incentivi, dopodiché verrà allestita la piattaforma informatica, con cui da un lato i beneficiari potranno accedere agli incentivi e dall’altro gli operatori economici potranno offrire veicoli elettrici nuovi rientranti nelle categorie agevolate.

GLI IMPORTI PREVISTI

L’importo dell’incentivo varia in base a una serie di fattori, tra cui c’è quello dell’ISEE, cioè l’indicatore che consente di misurare la condizione economica di una famiglia. Ecco le cifre massime annunciate dal ministro durante il question time:

  • 000 euro: privati con ISEE inferiore o pari a 30.000 euro
  • 000 euro: privati con ISEE compreso tra 30.000 e 40.000 euro
  • fino al 30% del prezzo di acquisto (con un massimale di 20.000 euro): microimprese

firmato il decreto sull’alcolock

Il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha firmato il decreto che definisce le caratteristiche e le modalità di installazione del dispositivo alcolock.

Lo si legge in una nota sul sito del ministero delle infrastrutture e dei trasporti. “Questo testo – si legge nel comunicato – fornisce linee guida precise alle officine autorizzate per il montaggio e agli utenti. Si tratta di una delle novità più significative introdotte dal nuovo Codice della Strada, in vigore dal 14 dicembre scorso”.

Il costo dell’installazione, con relativa omologazione, dovrebbe aggirarsi intorno ai 2 mila euro e a montarlo sul proprio veicolo, compresi autobus e autocarri, dovranno essere tutti i conducenti condannati a pena definitiva per guida in stato d’ebbrezza con tasso alcolemico superiore a 0,8 gr/l, per 2 anni successivi alla sospensione della patente da 6 mesi a 1 anno. Se invece il tasso alcolemico supera 1,5 gr/l, l’obbligo di installazione dell’alcolock sarà di 3 anni, dopo la sospensione della patente da 1 a 2 anni disposta dal prefetto. Chi non provvederà all’installazione nonostante l’obbligo, rischia una sanzione da 158 a 638 euro, oltre alla sospensione della patente da 1 a 6 mesi.

Sanzioni che raddoppiano in caso di manomissione del dispositivo. Infine, tutte le sanzioni saranno aumentate di un terzo se il conducente che non ha provveduto all’installazione viene anche sorpreso in stato di ebbrezza alla guida.

Così il ministro: “L’alcolock è un sistema che impedisce l’avvio del veicolo se il guidatore non supera un test dell’alito. Il motore si accenderà solo se il livello di alcol risulterà pari a zero. L’obiettivo principale è scoraggiare la guida in stato di ebbrezza e aumentare la sicurezza stradale”.

“Il decreto – si legge ancora nella nota – stabilisce che l’alcolock può essere installato su diverse categorie di veicoli adibiti al trasporto sia di persone che di merci e dovrà rispettare gli standard della normativa unionale. Sono previsti obblighi specifici per i produttori, che dovranno fornire istruzioni dettagliate per installazione, uso e manutenzione. Gli installatori autorizzati avranno un ruolo cruciale, dovendo applicare un sigillo speciale per prevenire qualsiasi tentativo di manomissione”.

Il Mit fa sapere inoltre che “in caso di controlli su strada, il conducente dovrà esibire l’originale della dichiarazione di installazione e il certificato di taratura valido del dispositivo. L’installazione dell’alcolock non richiederà un aggiornamento del documento unico di circolazione. Il Mit pubblicherà sul sito www.ilportaledellautomobilista.it l’elenco degli installatori autorizzati e dei modelli di veicoli compatibili con ogni tipo di alcolock”.

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