Patente di guida più cara dal 1° novembre

Se oggi una sessione d’esame costava meno e variava in base alla distanza, da novembre la spesa sarà uguale per tutti — e verrà in gran parte trasferita sul candidato. Ottenere la patente B costerà così almeno 20 euro in più rispetto a oggi. Il nuovo Codice della Strada prevede un incremento da sei a otto ore di guida obbligatorie. In Italia dal 2028 sarà possibile conseguire la patente a 17 anni.

Dal 1° novembre 2025 aumentano i costi per conseguire la patente di guida in Italia, in vista di ulteriori oneri nel corso del primo semestre del 2026. Le modifiche annunciate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) impattano in particolare sui candidati alla categoria B. Nel frattempo dall’Europa arriva una novità: far prendere la patente dall’età di 17 anni.

Aumenterà la retribuzione degli esaminatori

Dopo quasi quarant’anni, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha rivisto la normativa relativa alle tariffe degli esaminatori. Fino ad oggi il compenso è legato ai chilometri percorsi fra il proprio domicilio e la sede della scuola guida in cui si svolge l’esame. Tra pochi giorni invece entra in vigore un rimborso fisso pari a 275 euro per ogni sessione di esame pratico, di cui 100 a titolo di rimborso spese e 175 euro di straordinario per ogni seduta da 6-7 candidati. Per un costo medio pari a circa 39-40 euro ad allievo, a cui si sommano altre spese per veicoli e logistica. Alla fine, l’aumento stimato dei costi a carico di ogni candidato è di circa 10-15 euro.

Più cara la patente B

A gennaio 2026, un decreto interministeriale adeguerà anche i diritti della Motorizzazione, determinando un ulteriore aumento: ottenere la patente B costerà così almeno 20 euro in più rispetto a oggi, con variazioni legate alla città e alle tariffe stabilite dalle singole autoscuole.

Più ore di guida obbligatorie

Sul fronte delle ore di guida obbligatorie, il nuovo Codice della Strada prevede un incremento da sei a otto ore, da completare con istruttore autorizzato e auto con doppi comandi. Le lezioni comprendono esercitazioni su autostrade, strade extraurbane principali, strade secondarie e guida notturna.

Considerando che le tariffe variano tra 40 e 60 euro all’ora, la spesa minima per le lezioni obbligatorie passerà dagli attuali circa 300 euro a oltre 400 euro.

Bonus auto elettriche, esauriti i fondi in un giorno

A poco più di 24 ore dall’avvio del «clic day» (partito mercoledì 22 ottobre alle 12), si è esaurito il plafond di circa 595 milioni di euro destinato ad incentivare l’acquisto di vetture elettriche. Tutte le risorse risultano dunque al momento prenotate. Eventuali fondi che torneranno nuovamente disponibili – viene fatto sapere – saranno riattivati sulla piattaforma. Secondo i dati resi noti da Sogei al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, sono stati generati complessivamente 55.680 mila voucher, richiesti da persone fisiche e microimprese.

 L’obiettivo della misura Pnrr, il cui target è stato pienamente superato, è favorire il rinnovo del parco circolante con veicoli a zero emissioni, prevedendo per l’accesso al contributo la rottamazione di un veicolo termico fino a Euro 5.

Come funziona lo sconto 

Il bonus, per chi è riuscito ad averlo, sarà disponibile sotto forma di sconto diretto al momento dell’acquisto. L’aiuto prevede fino a 11 mila euro a fondo perduto per l’acquisto di un’auto elettrica per i cittadini (con un limite a 40 mila euro di Isee) e fino a 20 mila euro per le microimprese per l’acquisto di veicoli commerciali.
Si tratta di un aiuto a fondo perduto, quindi non rimborsabile, destinato all’acquisto di veicoli completamente elettrici, nuovi e a basse emissioni. Per accedere all’incentivo, sarà necessario sostituire un’auto tradizionale, prevedendo la rottamazione del vecchio veicolo, ovvero sarà necessario rottamare un veicolo termico fino a Euro 5. Prevista anche una norma antifurbi: chi accede agli incentivi deve risultare primo intestatario della vettura da rottamare da almeno sei mesi. I dettagli operativi sono stabiliti da un decreto attuativo del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, che definisce requisiti tecnici, limiti di prezzo e documentazione da presentare.

Patente di guida già a 17 anni: le nuove regole approvate dalla UE

Non si dovrà più aspettare la maggiore età per la patente di guida. Anche i ragazzi e ragazze di 17 anni potranno mettersi al volante di un’auto. È una delle novità contenute nella riforma adottata dal Parlamento europeo.

Il provvedimento rientra in un pacchetto di norme contenute in due direttive diverse, frutto di un accordo con il Consiglio. Le nuove norme dell’Ue puntano a migliorare la sicurezza stradale e a ridurre il numero di vittime della strada in Europa, pari ormai a quasi 20mila all’anno.

Cosa cambia

I 17enni potranno guidare, ma dovranno essere affiancati alla guida da un conducente esperto fino al compimento dei 18 anni. I neopatentati, inoltre, con le nuove normative avranno un periodo di prova di almeno due anni. Per loro le sanzioni saranno più severe e rigorose soprattutto se si viene trovati a guidare in stato di ebbrezza, senza cintura di sicurezza o senza l’utilizzo di dispositivi di sicurezza.

Anche l’esame della patente sarà rivoluzionato. Ci dovranno essere domande sui rischi legati agli angoli ciechi, sui sistemi di assistenza alla guida, sull’apertura sicura delle porte e sui rischi di distrazione dovuti all’uso del cellulare. Gli europarlamentari hanno inoltre richiesto che i nuovi obblighi di formazione e verifica pongano maggiore enfasi sulla consapevolezza dei rischi per pedoni, bambini, ciclisti e altri utenti della strada vulnerabili.

I rinnovi 

La patente di guida per motocicli e automobili dovrebbe essere valida per 15 anni. Gli Stati membri però potranno ridurre questo periodo a 10 anni se la patente vale anche come documento d’identità nazionale, come è in Italia. I Paesi possono anche decidere di ridurre il periodo di validità della patente per i conducenti di età pari o superiore a 65 anni, in modo da sottoporre i titolari a controlli medici più frequenti o a corsi di aggiornamento.

Prima di ottenere la patente o al momento di chiedere un rinnovo, il conducente dovrà sottoporsi a una visita medica che includa esami della vista e delle condizioni cardiovascolari. I Paesi membri potranno scegliere di sostituire la visita medica per i conducenti con moduli di autovalutazione o altri sistemi di valutazione previsti a livello nazionale.

Novità anche per le patenti C e D

Le due direttive varate oltre a voler ridurre i morti su strada intendono anche ovviare alla carenza di conducenti professionisti. Le nuove norme consentiranno ai diciottenni di ottenere la patente per guidare un autocarro (categoria C) e ai ventunenni quella per guidare un autobus (categoria D). A una condizione, dovranno essere in possesso di un certificato di abilitazione professionale. Altrimenti, l’età minima per guidare questi veicoli è fissata rispettivamente a 21 e 24 anni.

Il ritiro della patente

Per ridurre il fenomeno della guida spericolata all’estero, le decisioni di ritiro, sospensione o limitazione della patente di guida saranno trasferite al Paese dell’Ue che l’ha rilasciata. In questo modo si garantirà l’applicazione transfrontaliera delle sanzioni. Le autorità nazionali dovranno informarsi a vicenda in merito alle decisioni di ritiro della patente dovute alle infrazioni più gravi, tra cui: guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, coinvolgimento in un incidente mortale o eccesso di velocità.

Da quando è in vigore la riforma?

Le nuove norme entreranno in vigore il ventesimo giorno successivo alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. I Paesi dell’Ue avranno tre anni per recepire queste nuove disposizioni nel diritto nazionale e un altro anno per prepararsi alla loro attuazione.

Incentivi auto elettriche: clic day fissato al 22 ottobre

L’apertura della piattaforma Sogei alla quale è necessario iscriversi per accedere agli incentivi per l’acquisto di auto elettriche, inizialmente prevista per il 15 ottobre, è stata programmata per il 22 ottobre.

Gli incentivi, per i privati che vogliono acquistare un’auto elettrica, valgono fino a 11 mila euro. Il Mase, ministero per l’Ambiente e sicurezza energetica, dal quale dipende l’incentivo, ha puntualizzato che «mercoledì 15 ottobre verrà pubblicato un tutorial con le istruzioni per i cittadini».
L’avvio del portale destinato ai privati doveva avvenire 30 giorni dopo il rilascio del sito riservato ai concessionari, cosa che è avvenuta lo scorso 23 settembre. Questo sito contiene l’elenco dei punti vendita e dei veicoli incentivabili (sulla base di un elenco pubblicato dallo stesso Mase).

Il sito dedicato invece ai consumatori finali e alle microimprese servirà invece a erogare i «bonus» che, secondo le intenzioni del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, deve contribuire a rendere la transizione dai motori a carburante a quelli elettrici «sostenibile» anche dal punto di vista economico.

Come funzionano gli incentivi

La norma, che questa volta è riservata a fasce ben precise di cittadinanza, prevede fino a 11 mila euro a fondo perduto per l’acquisto di un’auto elettrica per i cittadini (con un limite a 40 mila euro di Isee) e fino a 20 mila euro per le microimprese per l’acquisto di veicoli commerciali.
L’intervento è riservato a persone fisiche e microimprese con residenza o sede legale nelle aree urbane funzionali (città oltre i 50.000 abitanti e area di pendolarismo). Questo criterio aveva comportato un’attesa per l’entrata in vigore perché l’Istat stava rivedendo la mappa delle aree urbane funzionali che era ferma al 2011 e non era quindi chiaro se attendere le nuove o avvalersi delle vecchie. A metà settembre era poi arrivato l’annuncio dell’avvio della piattaforma per accedere agli incentivi.

Veicoli commerciali, immatricolazioni: a settembre segno positivo con +18,8%

Il comparto dei veicoli commerciali registra a settembre un significativo incremento delle immatricolazioni: +18,8% con 16.905 unità contro le 14.226 dello stesso mese del 2024, che aveva segnato una contrazione del 19,3%, e permette al mercato di riavvicinarsi ai volumi registrati nel settembre 2023 (-4,1%).

Questo risultato rafforza il segnale positivo emerso già ad agosto, che aveva interrotto undici mesi consecutivi di contrazioni. Nel periodo gennaio-settembre, tuttavia, il bilancio rimane negativo con 141.642 immatricolazioni rispetto alle 150.667 dello stesso periodo dell’anno precedente, evidenziando una riduzione del 6,0%.

Per quanto riguarda la mobilità sostenibile, settembre mostra una ripresa della quota di veicoli elettrici puri, che sale al 5,7% (grazie alla spinta del noleggio a lungo termine), in aumento rispetto al 2,9% di agosto e al 5,2% di luglio e al 2,0% registrato nel settembre 2024.

Dal 15 ottobre dovrebbe entrare in vigore il programma di incentivazione del MASE dedicato all’acquisto di veicoli commerciali e autovetture esclusivamente elettrici, a fronte della rottamazione di veicoli termici. La misura dispone di una dotazione complessiva di quasi 600 milioni di euro. Per i veicoli commerciali nuovi con alimentazione esclusivamente elettrica (BEV), l’agevolazione è riservata alle microimprese con sede legale in un’area urbana funzionale e prevede un sostegno fino al 30% del prezzo di acquisto, al netto dell’IVA, con un tetto massimo di 20.000 euro per singolo veicolo.

Contestualmente, il MIMIT sta ancora definendo un Ecobonus per l’acquisto di nuovi veicoli commerciali, che utilizzerà le risorse residue degli esercizi precedenti.

Sul fronte della transizione energetica, in vista della prossima revisione del Regolamento europeo che dal 2035 vieterà la commercializzazione di automobili e furgoni con motore a combustione interna, l’Associazione dei Costruttori europei (ACEA) ha recentemente espresso la propria posizione ufficiale, evidenziando come il target delle zero emissioni al 2035 non sia più realisticamente conseguibile, non per limiti di offerta, ma a causa di criticità legate alla domanda, ai fattori abilitanti, ai costi e alla competitività. L’ACEA ha inoltre proposto l’adozione di un meccanismo di conformità agli obiettivi più flessibile, basato su un periodo di cinque anni, dal 2028 al 2032.

La struttura del mercato di settembre, con dati quasi definitivi, confrontata con gli stessi periodi 2024, presenta un andamento di flessione per i privati che scendono di 2,7 punti, al 12,3% nel mese (14,4% nel cumulato, -0,4 p.p.). Anche le autoimmatricolazioni cedono in volume e quota, fermandosi al 5,4% nel mese (8,6% nei 9 mesi, +1,0 p.p.). Il noleggio a lungo termine recupera in volume, salendo di 9,6 punti, al 42,2% (32,5% in gennaio-settembre, +0,4 p.p.), raggiungendo la prima posizione, grazie all’ottimo incremento delle Captive e alla crescita delle società Top. Il noleggio a breve nel mese segna una flessione delle immatricolazioni, al 5,7% di quota (-1,3 p.p.) e al 5,8% in gennaio-settembre (-0,6 p.p.); enti e società scendono in seconda posizione seppur con volumi in crescita, al 34,4% di share (-4 p.p.); nei 9 mesi conferma la leadership al 38,6% di share (-0,4 p.p.).

Sul fronte delle motorizzazioni, a settembre il diesel cresce in volume ma perde 5 punti di quota, scendendo all’80,6% del totale (80,3% nel cumulato, -3,7 p.p.). Il motore a benzina rimane stabile al 3,9% nel mese (al 4,0% nei 9 mesi, +0,3 p.p.). Il Gpl scende all’1,9% (-0,6 p.p. e al 2,4% in gennaio-settembre), i veicoli plug-in guadagnano 1,1 punti, salendo all’1,3% (0,7% nei 9 mesi). In accelerazione i veicoli BEV che a settembre salgono al 5,7% (+3,7 p.p.) e nel cumulato passano dall’1,8% di un anno fa al 4,5% attuale, mentre i veicoli ibridi guadagnano 0,9 punti e coprono il 6,7% del totale nel mese (7,9% in gennaio-settembre).

La CO2 media ponderata nel mese scende del 10,5% (e -20,5 g/Km) a 174,7 g/Km, rispetto ai 195,2 g/Km dello stesso periodo 2024 (183,4 g/Km nei 9 mesi, -6,2%).

Verso il 2035: anche l’Austria per un ripensamento

“L’Austria rimane pienamente impegnata a raggiungere gli obiettivi climatici europei, ma ritiene … necessario un approccio più flessibile, aperto alle tecnologie e pragmatico per ottenere reali riduzioni delle emissioni, salvaguardare la competitività e preservare la coesione sociale”. È quanto si legge in un documento riservato che Vienna dovrebbe presentare lunedì prossimo, 29 settembre, a Bruxelles al cosiddetto Consiglio competitività, l’organismo europeo istituito per rafforzare la competitività della Ue, appunto, e a cui partecipano i ministri competenti in materia di commercio, economia, industria, ricerca e innovazione e spazio di tutti gli Stati membri dell’Unione, per l’Italia il titolare del ministero delle Imprese Adolfo Urso.

Rivedere il percorso per raggiungere i target
Secondo l’Austria, l’attuale regolamentazione sulle emissioni di CO₂, con il suo obiettivo di 0 g/km di emissioni allo scarico nel 2035, deve essere rivista sia perché distorce la neutralità tecnologica penalizzando le vetture plug-in e i motori a combustione interna alimentati con carburanti certificati a zero emissioni di CO₂, sia perché trascura la realtà geopolitica, come la dipendenza dalle risorse, le guerre commerciali e l’indebolimento delle catene di approvvigionamento

Biocarburanti, tutela delle plug-in e ciclo di vita del veicolo
Vienna propone una strategia a due velocità: a breve termine Bruxelles dovrebbe riconoscere i biocarburanti avanzati prodotti da fonti non alimentari – che offrono risparmi di CO₂ fino al 90% durante il ciclo di vita – e i combustibili rinnovabili di origine non biologica come l’idrogeno, considerando i veicoli con queste alimentazioni come veicoli 0 g/km. Inoltre, sempre a breve termine, non dovrebbe essere adottata la fase 2 del cosiddetto utility factor, il coefficiente che indica la percentuale d’uso reale della modalità elettrica nelle auto plug-in, che andrebbe aggiornato nel 2027. A lungo termine, invece, l’Unione dovrebbe adottare il cosiddetto Lifecycle assesment (Lca), ossia la contabilizzazione del carbonio nell’intero ciclo di vita del veicolo, dalle catene di approvvigionamento, alla produzione, all’utilizzo.

Rafforzare la sovranità tecnologica della Ue
In questo contesto, sempre secondo Vienna, Bruxelles dovrebbe integrare la regolamentazione climatica con politiche industriali che rafforzino la resilienza e la sovranità tecnologica dell’Unione.

Boom di furti d’auto: le regioni più colpite, i modelli più rubati

Il fenomeno dei furti d’auto non si limita più alle sole auto di lusso, ma si estende a utilitarie, Suv e mezzi commerciali.

Uno studio di LoJack analizza i dati forniti dal Ministero dell’Interno relativi al 2024, integrandoli con fonti nazionali e internazionali. I numeri raccontano di un «business» che si è riorganizzato in fretta dopo qualche anno in cui aveva rallentato. Si parla di 136.201 veicoli sottratti, dei quali oltre 75 mila erano auto. Ne sono stati recuperati 60.847, cioè il 45%. Dal 2013 a oggi, in Italia sono stati sottratti quasi 1,7 milioni di veicoli, e di questi, un milione è definitivamente sparito.

LO STUDIO
Secondo il dossier di LoJack Italia, il 56% dei furti riguarda le auto, il 23% le moto, il 15% suv e crossover, il 5% i van, l’1% i mezzi pesanti. La più amata dai ladri è la Panda che con oltre 13 mila furti è l’auto più rubata d’Italia. Quasi una vettura rubata su cinque è una Panda. Seguono la Fiat 500 e la Lancia Ypsilon con oltre 5 mila furti. Poi la Fiat Punto e la Giulietta che hanno superato in numero di furti la Fiat 500 L. I Suv e i crossover più rubati sono invece la Jeep Renegade e la Fiat 500 X, con oltre 2 mila furti. Un furto su cinque di Suv riguarda questi due modelli. Seguono la Range Rover Evoque e la Jeep Compass. La destinazione? Gran parte dei veicoli vengono smontati entro 24 ore dal furto per alimentare il redditizio mercato dei ricambi usati verso le rotte che conducono all’Est Europa, al Nord Africa e al Medio Oriente.

LE REGIONI
Il fenomeno è fortemente concentrato in alcune aree del Paese: Campania, Lazio, Sicilia, Puglia e Lombardia, che registrano il 78% dei furti totali. In particolare, la Campania si conferma la regione più colpita, con oltre 31.000 veicoli sottratti nel 2024. Per quanto riguarda i furti delle sole vetture, in cima alla classifica c’è la provincia di Barletta-Andria-Trani, con 896,6 denunce ogni 100mila abitanti. Al secondo posto troviamo Napoli, con 674,6 denunce/100mila abitanti, mentre a chiudere il podio c’è Foggia, con 639,6. Diversa la situazione dei furti sulle auto parcheggiate in sosta. Al primo posto c’è Roma con 411,2 denunce ogni 100mila abitanti. Seguono Milano (409,5 denunce/100mila abitanti) e Firenze (389,3)

GLI NTERVENTI NORMATIVI

Il rapporto Lojack smonta alcuni luoghi comuni. Un GPS non garantisce il ritrovamento dell’auto; spesso i ladri riescono a neutralizzarlo o a smontarlo rapidamente. Sono sicuramente più efficaci i dispositivi basati su radiofrequenza non intercettabili. Altra falsa sicurezza è quella di pensare che i furti avvengano solo di notte o in zone poco frequentate, quando invece le cronache dimostrano che i «colpi» avvengono anche in pieno giorno e in luoghi affollati. In misura minore, ma anche i garage non sono luoghi inviolabili. Non a caso si sta facendo strada l’idea che bisogna essere più severi sul tema: oggi il furto semplice è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e una multa fino a 516 euro, mentre il furto aggravato può portare a sanzioni più severe, come la reclusione da due a sei anni e una multa fino a 1.500 euro. In commissione Giustizia al Senato si stanno introducendo alcune aggravanti al reato di furto d’auto, con l’eliminazione delle attenuanti e la confisca dei beni dei ricettatori.

Mercato ancora auto in calo: – 2,7%. Stellantis risale

il mercato italiano dell’auto è ancora in calo nel mese di agosto: le immatricolazioni – secondo i dati del ministero dei Trasporti – sono 67.272, il 2,68% in meno dello stesso mese del 2024.

Nei primi otto mesi del 2025 sono state vendute in tutto 1.040.734 auto, con una flessione del 3,68% rispetto all’analogo periodo dell’anno scorso.

Auto elettriche, possibile rinvio per incentivi previsti a fine settembre

Gli incentivi per le auto elettriche erano attesi per la fine di settembre, ma è possibile che ci sia bisogno di ancora un po’ di pazienza: non è escluso, infatti, che potrebbe servire un ulteriore mese o un mese e mezzo. A dirlo è stato il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, a margine del Forum Teha di Cernobbio. L’agevolazione, per la quale sono a disposizione circa 600 milioni di euro, arriverà per le grandi aree metropolitane e nei percorsi dei pendolari: l’Istat sta rivedendo alcune mappe e questo potrebbe portare a uno slittamento nella partenza degli incentivi.

Di fatto, per l’avvio degli incentivi serve solo l’attivazione di una piattaforma che sarebbe in fase avanzata e sulla quale sta lavorando il ministero dell’Ambiente, che è titolare del dossier. Per l’avvio concreto inizialmente si era parlato di fine settembre

L’Istat, tuttavia, sta rivedendo la definizione dei percorsi di pendolarismo delle grandi aree, che è uno dei criteri ai quali l’agevolazione è legata. E il governo valuterà a breve se procedere con le mappe attuali, che risalgono a una decina di anni fa, oppure se aspettare le nuove elaborazioni dell’Istat. In questo secondo caso, i tempi per far diventare gli incentivi operativi potrebbero allungarsi un po’

gli sconti non varranno per tutti. Sono previste, infatti, specifiche limitazioni. Il beneficio è sostanzioso ma prima di tutto verrà articolato in base all’Isee e non si avrà nulla se si superano i 40mila euro.

Aree urbane funzionali

C’è poi l’applicazione territoriale: l’aiuto arriva solo per le cosiddette aree urbane funzionali. Si tratta di città con oltre 50mila abitanti e delle aree di pendolarismo. Ed è proprio questo il nodo, per il quale è in corso un aggiornamento

Gli incentivi

Come detto l’incentivo verrà riconosciuto alle persone fisiche per l’acquisto di un’auto elettrica ed è pari a un massimo di 11mila euro, per i privati con Isee inferiore o pari a 30mila, oppure a un massimo di 9mila euro, per Isee compreso tra i 30 e i 40mila euro. È prevista anche una misura specifica per le microimprese sull’acquisto di veicoli elettrici commerciali (categorie N1 e N2), fino a un massimo di 20mila euro per veicolo, nel limite del 30% del prezzo di acquisto e nel rispetto della normativa “de minimis”.

Dazi, accordo Usa-Europa: al 15% sulle auto

L’ accordo commerciale tra gli Stati Uniti e l’Europa, ha fissato l’aliquota tariffaria massima e onnicomprensiva del 15% per la stragrande maggioranza delle esportazioni della Ue, compresi settori strategici come auto, prodotti farmaceutici, semiconduttori e legname.

Auto si passa dal 27,5% al 15% 

Gli Stati Uniti si sono impegnati a sostituire le attuali tariffe del 27,5% su auto e parti di vetture con il massimale tariffario del 15%. Il nuovo regime tariffario stabilisce che i prodotti già soggetti a dazi della Nazione più favorita (Npf) pari o superiori al 15% non subiscano ulteriori aggravi. Per le auto e i componenti correlati, il tetto del 15% scatterà parallelamente all’avvio da parte di Bruxelles delle riduzioni tariffarie sui prodotti Usa.

Altri beni 

Dall’1 settembre, diversi gruppi di beni (tra cui sughero, aeromobili e le loro parti, farmaci generici, precursori chimici) saranno sottoposti alle tariffe Npf, in un regime speciale che l’Ue punta a estendere ad altre categorie merceologiche. In quanto ad acciaio e alluminio, le due sponde dell’Atlantico difenderanno le proprie economie dalla sovracapacità globale, rafforzando la sicurezza delle catene di approvvigionamento, anche tramite un sistema di contingentamento tariffario per i metalli e i derivati. Le misure verranno tradotte in atti concreti dalla Commissione Ue in collaborazione con Stati membri e Parlamento.

Gas, AI e armi 

L’Unione europea rafforzerà la propria sicurezza energetica acquistando Gnl, petrolio e prodotti nucleari statunitensi per 750 miliardi di dollari entro il 2028. Potenzierà le proprie capacità di intelligenza artificiale assicurandosi una fornitura costante di chip AI dagli Stati Uniti per i centri di calcolo europei (40 miliardi di dollari). “Le aziende prevedono 600 miliardi di dollari in nuovi investimenti UE in settori strategici Usa entro il 2028”, spiega Maros Sefcovic, commissario europeo per il commercio. “Aumenteremo gli appalti per la difesa dagli Stati Uniti, rafforzando l’interoperabilità della Nato”.

I numeri

Il partenariato Usa-Ue resta la relazione economica più significativa al mondo, segnala la nota di Bruxelles: nel 2024, gli scambi di beni e servizi hanno superato i 1.600 miliardi di euro, con oltre 4,2 miliardi che attraversano ogni giorno l’Atlantico, a sostegno di milioni di posti di lavoro. Secondo von der Leyen, l’accordo commerciale “apporta benefici ai nostri cittadini e alle nostre aziende e rafforza le relazioni transatlantiche”. Invece, le regole digitali Ue sono rimaste fuori dal negoziato sui dazi.

L’associazione dei costruttori europei si è detta soddisfatta dell’accordo raggiunto. “Si tratta di un passo positivo che fornisce sicurezza alla nostra industria”, ha dichiarato il direttore generale dell’Acea Sigrid de Vries. “Adesso è cruciale che la Commissione ratifichi gli impegni della UE senza ulteriori ritardi, riducendo l’impatto dei dazi che ogni giorno costano milioni di euro ai costruttori”. In ogni caso, conclude l’associazione, “alcuni dettagli devono ancora essere chiariti: li esamineremo con attenzione una volta disponibili, per assicurarci che l’accordo porti i benefici promessi”.

 

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