viabilità, dal 1° ottobre limitazioni e sette domeniche ecologiche

Le misure sono obbligatorie per i Comuni di Agglomerato: Venezia, Marcon, Martellago, Mira, Quarto d’Altino, Scorzè, Spinea, oltre quelli sopra i 30mila abitanti quali San Donà di Piave e Chioggia. Per i Comuni sotto i 30.000 e i 10.000 abitanti le misure sono facoltative. Prevista, come ogni anno, l’interruzione natalizia delle limitazioni dal 19 dicembre al 6 gennaio.

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Entrano in vigore giovedì 1° ottobre le limitazioni alla circolazione previste dal Comune di Venezia per la stagione 2026-2027, nell’ambito delle misure adottate per il contenimento dell’inquinamento atmosferico e la tutela della qualità dell’aria. Nello stesso quadro di interventi sono previste sette domeniche ecologiche nel centro di Mestre, a partire da domenica 11 ottobre e fino all’11 aprile 2027.

Il provvedimento sulle limitazioni alla circolazione resterà in vigore fino al 30 aprile 2027 e introduce un sistema articolato di misure, modulato in relazione all’andamento delle concentrazioni di PM10 e alle previsioni sulla qualità dell’aria elaborate da ARPAV. Le disposizioni riguardano la terraferma del Comune di Venezia, secondo le strade e le modalità individuate nell’ordinanza.

Le limitazioni alla circolazione
In condizioni di Livello Verde, le limitazioni saranno in vigore dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 19.30, nei periodi compresi tra il 1° ottobre e il 18 dicembre 2026 e tra il 7 gennaio e il 30 aprile 2027. Il divieto interessa diverse categorie di veicoli maggiormente emissivi, tra cui ciclomotori e motoveicoli Euro 0, autovetture e altri autoveicoli ad uso proprio alimentati a benzina Euro 0 e 1 e a diesel fino a Euro 4, oltre ai veicoli commerciali secondo le classi ambientali e le alimentazioni indicate nell’ordinanza.
In caso di peggioramento della qualità dell’aria, il sistema prevede un rafforzamento delle misure. Con il Livello di allerta 1 Arancio, le limitazioni vengono estese dal lunedì alla domenica, dalle 8.30 alle 19.30, e comprendono anche i veicoli diesel Euro 5, secondo quanto previsto dal provvedimento.
Lo stesso schema si applica con il Livello di allerta 2 Rosso, con le ulteriori misure previste dall’ordinanza. In caso di rosso prolungato sono previste ulteriori limitazioni per le macchine agricole e le macchine operatrici con motori non conformi almeno allo Stage III, con divieto di circolazione per l’intera giornata, dal lunedì alla domenica, nei periodi indicati dal provvedimento.

Le deroghe.
L’ordinanza individua un articolato sistema di deroghe ed esenzioni, finalizzato a garantire la continuità dei servizi essenziali e a tutelare specifiche esigenze. Tra le categorie interessate figurano, secondo le condizioni previste dal provvedimento, i mezzi del trasporto pubblico e turistico, taxi e NCC, i veicoli impiegati nei servizi di soccorso e pubblica sicurezza, quelli destinati al trasporto di farmaci e prodotti sanitari e i veicoli utilizzati per esigenze sanitarie e assistenziali. Per i livelli di allerta arancio e rosso sono previste anche specifiche deroghe, tra cui quelle relative al car-pooling con almeno quattro persone a bordo, nei casi e alle condizioni stabilite dal provvedimento.

Le Domeniche Ecologiche
Sono sette le Domeniche Ecologiche previste dal Comune di Venezia per la stagione 2026-2027 nel centro di Mestre. Il calendario prende il via domenica 11 ottobre, prosegue il 15 novembre e il 27 dicembre 2026 e continua nel 2027 con gli appuntamenti del 17 gennaio, 21 febbraio, 14 marzo e 11 aprile.
In tutte le giornate il blocco della circolazione dei veicoli a motore sarà in vigore dalle 8.30 alle 19.30.

L’area interessata
Il divieto di transito riguarderà l’area centrale di Mestre delimitata dalla tangenziale A57, dal raccordo autostradale compreso tra l’uscita “Marghera” e il cavalcaferrovia di Mestre, dalla S.R. 11, dall’area di San Giuliano e da via Martiri della Libertà, secondo i confini individuati dall’ordinanza.

Sarà comunque consentito raggiungere alcuni parcheggi situati all’interno dell’area interessata dal blocco, esclusivamente attraverso gli itinerari indicati nell’ordinanza:

  • Parcheggio di via Santa Maria dei Battuti – lato nord
    Percorso A/R: sovrappasso via Terraglio – via Giovanni da Verrazzano – via Santa Maria dei Battuti.
  • Parcheggio di via Santa Maria dei Battuti – lato sud
    Percorso A/R: sovrappasso via Terraglio – via Giovanni da Verrazzano – via Santa Maria dei Battuti.
  • Parcheggio di via Giovanni da Verrazzano
    Andata: sovrappasso di via Terraglio – via Giovanni da Verrazzano.
    Ritorno: via Santa Maria dei Battuti – via Giovanni da Verrazzano – sovrappasso di via Terraglio.
  • Parcheggio scambiatore di via Borgo Pezzana, angolo via Terraglio
    Percorso A/R: via Terraglio – via Borgo Pezzana.
  • Parcheggi di via Ca’ Marcello
    Percorso A/R: cavalcavia di Corso del Popolo – via Rampa Cavalcavia – via Cappuccina – via Ca’ Marcello.
    Percorso alternativo A/R: cavalcaferrovia di Corso del Popolo – Corso del Popolo – via Torino – via Linghindal – via Ca’ Marcello.
  • Parcheggi e garage in prossimità della Stazione FS
    Andata: cavalcaferrovia di Corso del Popolo – via Rampa Cavalcavia – rotatoria Cappuccina – via Cappuccina – viale Stazione.
    Ritorno: viale Stazione – via Cappuccina – rotatoria Cappuccina – rampa cavalcavia – via Rampa Cavalcavia – cavalcavia di Marghera.

Parcheggio scambiatore di via Bruno Buozzi, angolo via San Donà – lato Mestre
Percorso A/R: ingresso e uscita dalla S.R. 14 via Martiri della Libertà.
Percorso alternativo: S.R. 14 via Martiri della Libertà – via San Donà – via Bruno Buozzi.

Le principali deroghe alle Domeniche Ecologiche
Anche per le Domeniche Ecologiche è previsto un articolato sistema di deroghe, finalizzato a garantire la continuità dei servizi essenziali e consentire gli spostamenti legati a particolari esigenze. Per esempio per i veicoli al servizio di persone con disabilità, per esigenze sanitarie urgenti, per i servizi di soccorso e assistenza sanitaria e sociale, per gli interventi di manutenzione d’emergenza e per i veicoli delle Pubbliche Amministrazioni, delle Forze di polizia, dei Vigili del Fuoco, delle Forze Armate e degli altri soggetti individuati dall’ordinanza. Sono contemplate specifiche deroghe anche per i lavoratori impegnati in turni non coperti dal trasporto pubblico o per le attività sportive inserite nei calendari federali.

Diesel euro 5: in Veneto blocco rinviato ufficialmente al 2027

Ora  è ufficiale, in Veneto il blocco strutturale dei veicoli diesel Euro 5 non scatterà il 1° ottobre 2026.

Il Consiglio regionale ha approvato la legge regionale n. 22 del 15 settembre 2026, che rinvia al 1° ottobre 2027 l’applicazione delle limitazioni alla circolazione degli Euro 5. Il rinvio è subordinato all’adozione da parte della Giunta regionale di misure compensative in grado di garantire una riduzione delle emissioni coerente con gli obiettivi previsti dalla normativa europea.
La limitazione prevista dalla normativa riguarda le autovetture e i veicoli commerciali diesel Euro 5 nei Comuni con più di 100.000 abitanti interessati dal provvedimento. Le limitazioni sono previste, nella disciplina regionale, dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 18.30, nel periodo compreso tra il 1° ottobre e il 30 aprile.
Per il 2026, quindi, non entrerà in vigore il blocco strutturale degli Euro 5 previsto originariamente dal 1° ottobre.
Restano comunque possibili le limitazioni temporanee legate alle condizioni di qualità dell’aria e ai livelli di PM10, secondo le misure antismog già previste a livello regionale.

Il quadro dal 1° ottobre per il Bacino Padano
In sintesi, dal 1° ottobre 2026:

  • Veneto: blocco strutturale rinviato al 1° ottobre 2027;
  • Lombardia: limitazioni strutturali confermate dal 1° ottobre 2026;
  • Emilia-Romagna: niente blocco strutturale, ma possibili limitazioni emergenziali;
  • Piemonte: niente blocco strutturale, con misure alternative.

Il quadro resta quindi differenziato tra le Regioni del Bacino Padano

Bollo auto, esenzione nel 2027 per le vetture fino a 80 kW

Per il solo 2027 è prevista l’esenzione dal pagamento del bollo per le autovetture con potenza non superiore a 80 kW e per i motocicli, secondo quanto previsto dal decreto approvato dal Consiglio dei ministri.

L’agevolazione riguarda le persone fisiche e un solo veicolo regolarmente assicurato. Per le autovetture sono interessati i mezzi alimentati a benzina o gasolio, anche in combinazione con un’altra fonte di propulsione, con potenza fino a 80 kW.

In presenza di più autovetture che rientrano nei requisiti, l’esenzione viene applicata a una sola, individuata in base alla minore potenza. In caso di parità, viene considerata l’autovettura per la quale, senza l’agevolazione, sarebbe dovuto il bollo di importo più basso.

L’esenzione riguarda i versamenti della tassa automobilistica il cui termine ordinario di pagamento cade tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027. Pertanto, sulla base del testo attualmente approvato, la misura opera per il 2027.

Secondo le stime del Governo, l’intervento interessa complessivamente circa 14,5 milioni di veicoli, tra autovetture e motoveicoli, e comporta un minor gettito di circa 2,3 miliardi di euro, che sarà compensato dallo Stato a Regioni e Province autonome.

Il Governo ha inoltre dichiarato l’intenzione di rendere l’esenzione strutturale. Per gli anni successivi al 2027, tuttavia, saranno necessari ulteriori provvedimenti.

Auto, nuove regole europee per software, diagnosi e riparazione

Dal 23 dicembre 2026 nuove disposizioni per l’accesso alle informazioni necessarie per diagnosi, riparazione e riprogrammazione

Il Regolamento delegato (UE) 2026/699 introduce nuove disposizioni sull’accesso alle informazioni diagnostiche di bordo (OBD) e alle informazioni necessarie per la riparazione e manutenzione dei veicoli.

Le nuove regole rafforzano l’accesso degli operatori indipendenti alle informazioni e agli strumenti necessari per intervenire sui veicoli, in particolare per le attività di diagnosi e riparazione.

Centraline e riprogrammazione

Una delle novità riguarda la possibilità di effettuare, attraverso strumenti diagnostici indipendenti, operazioni come la codifica delle varianti, l’abbinamento di ricambi e la riprogrammazione delle centraline elettroniche, utilizzando il software originale del veicolo e secondo le procedure del costruttore.

Dal 23 dicembre 2026 queste disposizioni si applicheranno ai tipi di veicolo la cui omologazione è stata rilasciata per la prima volta dopo il 1° settembre 2020.

Sono previste ulteriori scadenze per alcune categorie di veicoli e per le operazioni legate agli aggiornamenti software, fino al 2028.

Cosa cambia per le officine indipendenti

Il regolamento non prevede che ogni officina riceva direttamente e gratuitamente il software delle case automobilistiche.

I costruttori dovranno però mettere a disposizione dei produttori indipendenti di strumenti diagnostici le informazioni, i software e le risorse necessarie per consentire determinate operazioni.

Le officine potranno quindi utilizzare strumenti diagnostici indipendenti dotati delle funzionalità previste dalla nuova normativa. L’accesso potrà essere soggetto a condizioni e costi stabiliti secondo le regole europee.

Le principali date

  • 23 giugno 2026: entrata in vigore del Regolamento delegato (UE) 2026/699.
  • 23 dicembre 2026: prima importante scadenza per le nuove disposizioni su codifica e riprogrammazione.
  • 23 giugno 2027 e 23 giugno 2028: ulteriori estensioni previste dalla normativa.

Fonte: Regolamento delegato (UE) 2026/699 della Commissione; rettifica del 17 giugno 2026; Regolamento (UE) 2018/858 – EUR-Lex.

diesel euro 5, dal 1° ottobre cambiano le regole: cosa succede in veneto e nelle altre regioni

Dal 1° ottobre 2026 torna al centro dell’attenzione il tema delle limitazioni alla circolazione dei veicoli diesel Euro 5 nel Bacino Padano. Il provvedimento interessa Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna e Piemonte, ma le quattro Regioni hanno adottato soluzioni differenti.

Un quadro differenziato

Non ci sarà quindi un unico blocco degli Euro 5 valido in maniera uniforme in tutto il Nord Italia. Mentre Lombardia ed Emilia-Romagna confermano le limitazioni previste dal 1° ottobre, Veneto e Piemonte hanno scelto di puntare su misure alternative, con l’obiettivo di ottenere una riduzione delle emissioni equivalente evitando il blocco.

Veneto: verso soluzioni alternative al blocco

In Veneto la situazione è ancora in evoluzione. La Regione sta lavorando a misure alternative al blocco strutturale dei diesel Euro 5, con l’obiettivo di ottenere una riduzione delle emissioni equivalente a quella prevista dalle limitazioni alla circolazione.

I Comuni interessati dal provvedimento sono Venezia, Padova, Verona e Vicenza. In assenza di modifiche, le limitazioni alla circolazione dei veicoli diesel Euro 5 scatterebbero dal 1° ottobre, durante la stagione invernale e nelle fasce orarie previste dalla normativa.

La Regione Veneto punta tuttavia a utilizzare gli strumenti previsti dalla normativa nazionale per evitare o rinviare il blocco attraverso interventi alternativi. Il quadro definitivo dovrà quindi essere seguito nelle prossime settimane.

Lombardia: limitazioni in quattro città

In Lombardia, dal 1° ottobre 2026, le autovetture diesel Euro 5 saranno soggette a limitazioni nelle aree urbane di Milano, Brescia, Monza e Bergamo.

Il divieto è previsto dal lunedì al venerdì, dalle 7.30 alle 19.30, esclusi i giorni festivi.

La Regione prevede inoltre un’applicazione progressiva delle limitazioni, con l’estensione negli anni successivi ad altre categorie di veicoli.

Per i veicoli interessati è disponibile anche MoVe-In, il sistema che consente di sostituire le limitazioni basate su giorni e orari con un limite annuale di chilometri percorribili nelle aree soggette alle restrizioni.

Emilia-Romagna: stop dal lunedì al venerdì

In Emilia-Romagna le limitazioni riguarderanno le autovetture e i veicoli commerciali diesel Euro 5 nei Comuni interessati dalla normativa regionale.

Il provvedimento prevede il blocco dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 18.30, nel periodo compreso tra il 1° ottobre e il 31 marzo.

Anche in questo caso sono possibili misure alternative, purché garantiscano una riduzione delle emissioni equivalente.

Tra i principali centri interessati figurano Bologna, Parma, Modena, Reggio Emilia, Ferrara, Ravenna, Rimini, Forlì e Piacenza.

Piemonte: scelta la strada delle misure alternative

Il Piemonte ha scelto invece di evitare il blocco strutturale degli Euro 5 attraverso un pacchetto di misure alternative finalizzate a ottenere una riduzione equivalente delle emissioni.

Gli interventi comprendono misure sulla mobilità, sul traffico e sul rinnovo del parco veicolare.

Mercato auto, ad agosto immatricolazioni in crescita del 3,15%

Il mercato italiano dell’auto continua a crescere, ma con segnali che invitano alla prudenza. Ad agosto sono state immatricolate 69.411 autovetture, il 3,15% in più rispetto alle 67.290 dello stesso mese del 2025. Si tratta del nono mese consecutivo di crescita.

Il dato positivo va tuttavia letto considerando il calendario: ad agosto 2026 ci sono stati 21 giorni lavorativi, contro i 20 di agosto 2025. A parità di giorni lavorativi, secondo le elaborazioni riportate dal Centro Studi Promotor, il mercato avrebbe registrato una flessione dell’1,7%.

DA GENNAIO OLTRE 1,1 MILIONI DI AUTO

Nei primi otto mesi dell’anno il mercato italiano ha raggiunto 1.129.596 immatricolazioni, con una crescita dell’8,5% rispetto allo stesso periodo del 2025. Un risultato che conferma il recupero del mercato, anche se ancora lontano dai livelli precedenti alla pandemia.

STELLANTIS CRESCE DEL DOPPIO

Ad agosto Stellantis ha fatto meglio del mercato complessivo. Il gruppo, includendo Leapmotor, ha immatricolato 18.854 vetture, con una crescita del 6,2%, circa il doppio rispetto al +3,15% registrato dal mercato italiano.

La quota di mercato di Stellantis è salita al 27,2%, dal 26,4% di agosto 2025. Nei primi otto mesi dell’anno il gruppo ha invece raggiunto 341.225 immatricolazioni, in aumento del 14%, portando la propria quota al 30,2%.

CRESCONO ANCHE LE AUTO ELETTRICHE

Ad agosto le auto elettriche pure hanno registrato una crescita significativa, ma continuano a rappresentare una quota ancora contenuta del mercato, pari al 6,4%. In aumento anche le ibride plug-in, mentre cresce rapidamente la presenza dei marchi cinesi sul mercato italiano.

Per il comparto della vendita, della manutenzione e della riparazione, i dati confermano quindi un mercato ancora dinamico, ma caratterizzato da una trasformazione sempre più evidente della domanda e da una crescente concorrenza tra i diversi costruttori.

Aftermarket auto, un mercato da 31 miliardi ma manca personale qualificato

Il mondo della manutenzione e della riparazione automobilistica continua a rappresentare una componente importante della filiera dell’auto italiana. Secondo i dati presentati da ANFIA, il mercato italiano dell’aftermarket automotive vale circa 31,2 miliardi di euro.

Il settore, però, deve fare i conti con una difficoltà sempre più evidente: la carenza di personale qualificato. Il 36,8% delle imprese della filiera indica infatti il mismatch tra domanda e offerta di competenze come un ostacolo alla crescita.

La questione riguarda da vicino anche le autofficine, chiamate a confrontarsi con veicoli sempre più tecnologici. Elettrificazione, sistemi elettronici, diagnostica avanzata, ADAS e nuove tecnologie richiedono competenze professionali aggiornate e una formazione continua.

Il problema delle competenze si inserisce inoltre in un quadro caratterizzato da un parco auto italiano particolarmente numeroso e anziano. Secondo dati relativi al 2024, in Italia operavano poco più di 75.200 imprese di autoriparazione, circa 8.400 in meno rispetto a dieci anni prima.

Per il comparto, quindi, la sfida dei prossimi anni non sarà soltanto quella di mantenere un mercato importante, ma anche di formare e trovare i professionisti necessari per riparare le auto di oggi e di domani.

Auto usate, il mercato torna a crescere: 184 usate ogni 100 nuove

Il mercato delle auto usate torna a crescere e conferma il ruolo centrale delle vetture di seconda mano nella mobilità degli italiani. Secondo i dati dell’Automobile Club d’Italia (ACI), a giugno 2026 i passaggi di proprietà delle autovetture sono stati 263.311, contro i 250.180 dello stesso mese del 2025, con un aumento del 5,2%.

Il dato evidenzia il peso sempre maggiore dell’usato rispetto al mercato del nuovo: a giugno, infatti, ogni 100 autovetture nuove vendute ne sono state acquistate 184 usate. Nei primi sei mesi dell’anno il rapporto è stato di 175 auto usate ogni 100 nuove.

Per gli autoriparatori si tratta di un andamento particolarmente significativo. Un mercato dell’usato vivace significa infatti un parco circolante che continua a essere utilizzato più a lungo e che necessita di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, controlli, diagnosi e riparazioni.

Anche le alimentazioni stanno lentamente cambiando. Le ibride a benzina hanno raggiunto a giugno l’11,7% dei passaggi di proprietà, con una crescita del 28,3% in un anno. Le elettriche usate rimangono invece ancora marginali, all’1,4%, pur registrando un aumento del 37,7%.

Il dato conferma quindi una realtà con cui le officine dovranno sempre più confrontarsi: un parco auto composto da vetture di età, tecnologie e alimentazioni differenti, che richiederà competenze sempre più diversificate e un costante aggiornamento professionale.

Auto fuori uso, nuove regole UE: più riciclo e riutilizzo dei componenti

Dal 13 agosto 2026, sono entrate in vigore le nuove norme europee sui veicoli a fine vita, con l’obiettivo di rendere più circolare la filiera automobilistica e aumentare il recupero di materiali e componenti. In Europa ogni anno arrivano a fine vita tra 10 e 12 milioni di veicoli.

Il nuovo regolamento interviene già sulla progettazione dei veicoli, che dovranno essere concepiti per facilitare smontaggio, riutilizzo e riciclo. I produttori dovranno inoltre fornire informazioni più dettagliate per la rimozione e la sostituzione dei componenti.

Una delle novità riguarda anche l’impiego di plastica riciclata: sono previsti obiettivi obbligatori del 15% dal 2032 e del 25% dal 2036. Le nuove regole puntano inoltre a favorire la disponibilità di ricambi usati, rigenerati e ricondizionati, con possibili effetti sulla filiera di autoriparazione e ricambistica.

Dal 2031, infine, potranno essere esportati fuori dall’Unione europea soltanto i veicoli ancora idonei alla circolazione, per evitare che auto ormai a fine vita vengano commercializzate come semplici veicoli usati.

Per autoriparatori, demolitori, ricambisti e altri operatori della filiera si apre quindi una fase di progressiva trasformazione, con una maggiore attenzione al recupero dei componenti e all’economia circolare dell’auto.

Codice della strada, 15 novità allo studio: dalla patente a 17 anni alle nuove multe

Patente B a 17 anni, nuove regole per le bici utilizzate dai rider, multe più proporzionate alla velocità e possibili modifiche per motociclisti e autotrasporto. Sono alcune delle proposte di revisione del Codice della strada messe sul tavolo dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Il MIT ha predisposto un pacchetto di 15 proposte, inviato in consultazione a oltre 100 operatori e associazioni del settore. L’obiettivo dichiarato è intervenire sulle norme a due anni dalla precedente riforma del Codice, distinguendo maggiormente tra le violazioni più pericolose e quelle di minore gravità.

Multe più proporzionate alla velocità
Una delle principali novità riguarda il sistema delle sanzioni per l’eccesso di velocità. L’ipotesi allo studio prevede multe calcolate in relazione ai chilometri orari effettivamente percorsi oltre il limite.

In autostrada la sanzione potrebbe essere di 10 euro per ogni chilometro orario oltre il limite. Ad esempio, chi viaggiasse a 140 km/h, con limite a 130, pagherebbe 100 euro; a 170 km/h la sanzione arriverebbe invece a 400 euro.

Sulle strade con limite di 50 km/h il criterio ipotizzato sarebbe invece di 5 euro per ogni chilometro orario oltre il limite.

La logica è quindi quella di rendere le sanzioni maggiormente proporzionate alla gravità effettiva dell’infrazione.

Patente B a 17 anni
Tra le proposte figura anche la possibilità di conseguire la patente B a 17 anni, in attuazione delle nuove disposizioni europee che l’Italia dovrà recepire entro la fine del 2027.

La guida accompagnata potrebbe iniziare già a 16 anni, consentendo ai ragazzi di fare esperienza prima del conseguimento della patente.

La proposta prevede inoltre la possibilità, una volta conseguita la patente, di guidare anche furgoni. Per il settore dell’autotrasporto viene ipotizzata una modifica dei requisiti per l’accesso alla professione: per guidare camion potrebbe non essere più necessario avere già la Carta di qualificazione del conducente (CQC), ma sarebbe sufficiente l’iscrizione a un corso di qualificazione iniziale. L’obiettivo è anche affrontare la carenza di autotrasportatori.

Novità per rider, biciclette e motociclisti
Particolare attenzione viene dedicata ai cosiddetti “super-cicli” a propulsione, utilizzati frequentemente dai rider per le consegne.

Per questi mezzi potrebbe diventare obbligatorio il casco, insieme a un contrassegno identificativo.

Per i motociclisti, invece, viene ipotizzata la possibilità di utilizzare la corsia di emergenza in caso di traffico intenso. Allo studio anche la possibilità di consentire il sorpasso a destra in autostrada quando la circolazione avviene su corsie parallele.

Stretta sui veicoli senza assicurazione
Il pacchetto prevede anche maggiori controlli nei confronti dei veicoli privi di assicurazione, attraverso sistemi di controllo incrociato.

In caso di mancata regolarizzazione, al primo controllo su strada potrebbe scattare direttamente il sequestro del veicolo.

Viene inoltre proposta una maggiore efficacia nella riscossione delle multe non pagate dagli automobilisti stranieri.

Verbali, ricorsi e sanzioni
Un’altra modifica riguarda i tempi di notifica dei verbali relativi agli accertamenti effettuati da remoto: il termine potrebbe essere ridotto dagli attuali 90 a 30 giorni.

Allo studio anche una procedura più semplice per l’autotutela, cioè la possibilità di chiedere l’annullamento di un verbale errato.

Per contro, viene prevista una maggiore tolleranza nei confronti di chi commette errori nel pagamento delle multe, con una riduzione delle relative sanzioni. Inoltre, secondo la proposta, le sanzioni non aumenterebbero più automaticamente in funzione dell’inflazione.

Una precisazione importante
Le misure illustrate non sono ancora norme in vigore. Si tratta di proposte di modifica del Codice della strada che il Ministero ha sottoposto alla consultazione degli operatori e delle associazioni interessate.

Il percorso di revisione dovrà quindi proseguire prima che le eventuali modifiche possano diventare effettivamente operative.

L’impostazione complessiva punta a rendere il sistema sanzionatorio più proporzionato, intervenendo allo stesso tempo su sicurezza stradale, nuove forme di mobilità, circolazione dei motocicli e accesso alla professione dell’autotrasporto.

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