Auto, il mercato italiano chiude il 2025 in flessione del 2,1%

Il 2025 si chiude per il mercato automobilistico italiano con oltre 1,5 milioni di nuove immatricolazioni, un dato in lieve recupero a dicembre ma insufficiente a compensare la debolezza dell’intero anno.

Nel mese finale, anche grazie agli incentivi varati a ottobre, le registrazioni crescono del 2,2% rispetto al 2024, ma il bilancio complessivo resta negativo e colloca l’Italia tra i fanalini di coda dei principali mercati europei.

Nel complesso sono state immatricolate 1.525.722 autovetture. Un livello che il Centro Studi Promotor giudica particolarmente basso, soprattutto se confrontato sia con il 2019, ultimo anno pre-pandemia chiuso a quota 1.917.106, sia con il massimo storico del 2007, quando il mercato superò i 2,49 milioni di unità, prima della crisi innescata dal fallimento di Lehman Brothers.

Sul fronte dei costruttori, Stellantis registra nel mese una crescita del 4,6%, ma al suo interno non mancano le difficoltà: Peugeot, Citroën, Alfa Romeo e Jeep chiudono dicembre in calo, mentre Fiat migliora la performance passando da 6mila a 9mila immatricolazioni e termina l’anno sostanzialmente in linea con il 2024. Nel gruppo Volkswagen, Audi mostra segnali positivi e archivia il 2025 con circa mille auto in più rispetto all’anno precedente, mentre il marchio Volkswagen evidenzia un andamento debole, chiudendo dicembre e l’intero anno in rosso, rispettivamente a -17,04% e -7,6%.

Tra i protagonisti dell’anno spicca BYD, che con 3.347 immatricolazioni nel solo mese di dicembre entra per la prima volta nella Top 10 dei costruttori in Italia. Il gruppo cinese sottolinea come il risultato sia stato raggiunto senza la vendita di veicoli con motore termico e con una strategia interamente focalizzata sull’elettrificazione. A dicembre il marchio supera il 3% di quota di mercato e nel corso del 2025 porta le immatricolazioni a 23mila unità, quasi dieci volte il livello del 2024.

Segnali di crescita arrivano anche da Omoda/Jaecoo, che conquista il 2% di quota nel mese e l’1% sull’intero anno. Tesla, invece, registra quasi un raddoppio delle immatricolazioni a dicembre e riesce a contenere il calo cumulato dall’inizio dell’anno al -17,9%. Tra i principali brand per volumi, Renault chiude il 2025 con una flessione del 14,7%, mentre Toyota mostra una maggiore resilienza, limitando la perdita annuale a poco più dell’1%.

Sul piano normativo, la Commissione europea ha avviato il percorso di revisione della regolamentazione sulle auto al 2035, in un contesto segnato dalle riserve espresse da Acea, Clepa e dagli operatori nazionali del settore. Secondo Clepa, senza interventi rapidi sulle flessibilità per auto e furgoni entro il 2030, una revisione limitata al 2035 rischia di produrre effetti marginali.

I componentisti esprimono una posizione ancora più critica, giudicando le misure proposte eccessivamente complesse e non adeguate ad affrontare la crisi dell’industria automobilistica. Secondo Clepa, le soluzioni attuali non sarebbero sufficienti a proteggere la produzione e l’occupazione europee dalla crescente pressione della concorrenza internazionale, lasciando irrisolte le principali preoccupazioni del comparto.

Auto elettriche, possibile rinvio per incentivi previsti a fine settembre

Gli incentivi per le auto elettriche erano attesi per la fine di settembre, ma è possibile che ci sia bisogno di ancora un po’ di pazienza: non è escluso, infatti, che potrebbe servire un ulteriore mese o un mese e mezzo. A dirlo è stato il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, a margine del Forum Teha di Cernobbio. L’agevolazione, per la quale sono a disposizione circa 600 milioni di euro, arriverà per le grandi aree metropolitane e nei percorsi dei pendolari: l’Istat sta rivedendo alcune mappe e questo potrebbe portare a uno slittamento nella partenza degli incentivi.

Di fatto, per l’avvio degli incentivi serve solo l’attivazione di una piattaforma che sarebbe in fase avanzata e sulla quale sta lavorando il ministero dell’Ambiente, che è titolare del dossier. Per l’avvio concreto inizialmente si era parlato di fine settembre

L’Istat, tuttavia, sta rivedendo la definizione dei percorsi di pendolarismo delle grandi aree, che è uno dei criteri ai quali l’agevolazione è legata. E il governo valuterà a breve se procedere con le mappe attuali, che risalgono a una decina di anni fa, oppure se aspettare le nuove elaborazioni dell’Istat. In questo secondo caso, i tempi per far diventare gli incentivi operativi potrebbero allungarsi un po’

gli sconti non varranno per tutti. Sono previste, infatti, specifiche limitazioni. Il beneficio è sostanzioso ma prima di tutto verrà articolato in base all’Isee e non si avrà nulla se si superano i 40mila euro.

Aree urbane funzionali

C’è poi l’applicazione territoriale: l’aiuto arriva solo per le cosiddette aree urbane funzionali. Si tratta di città con oltre 50mila abitanti e delle aree di pendolarismo. Ed è proprio questo il nodo, per il quale è in corso un aggiornamento

Gli incentivi

Come detto l’incentivo verrà riconosciuto alle persone fisiche per l’acquisto di un’auto elettrica ed è pari a un massimo di 11mila euro, per i privati con Isee inferiore o pari a 30mila, oppure a un massimo di 9mila euro, per Isee compreso tra i 30 e i 40mila euro. È prevista anche una misura specifica per le microimprese sull’acquisto di veicoli elettrici commerciali (categorie N1 e N2), fino a un massimo di 20mila euro per veicolo, nel limite del 30% del prezzo di acquisto e nel rispetto della normativa “de minimis”.