PROROGA ISCRIZIONE AL RUI PER GLI ISPETTORI DI REVISIONE

In merito agli obblighi formativi ispettori centri controllo e iscrizione al RUI (Registro Unico degli Ispettori di Revisione) Il Ministero Infrastrutture e Trasporti, ha rimodulato le tempistiche per ottemperare agli obblighi formativi e all’iscrizione al Registro Unico Ispettori da parte degli ispettori dei centri di controllo.

Il nuovo termine entro il quale va effettuata l’iscrizione al RUI è fissato nel 1° dicembre 2025. Dal 2 gennaio 2026 non potranno operare gli ispettori che non risulteranno iscritti al RUI.

allegato:  modifica al Decreto Capo Dipartimento Trasporti Navigazione Ministero Infrastrutture e Trasporti del 9 giugno 2025, n. 198

Incentivi: da settembre 2025 al via per le auto elettriche

A settembre 2025 torneranno gli incentivi per l’acquisto di auto elettriche: lo ha annunciato il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin durante il question time alla Camera.

Il governo metterà sul piatto 600 milioni di euro destinati all’acquisto di automobili a batteria, rottamando contestualmente un veicolo termico.

La cifra massima ottenibile con gli incentivi sarà di 11.000 euro per i privati e di 20.000 euro per le microimprese. L’obiettivo del governo è raggiungere almeno 39.000 veicoli a zero emissioni entro il 30 giugno 2026.

I SOGGETTI COINVOLTI

Ai bonus potranno accedere le persone fisiche residenti in “aree urbane funzionali”, vale a dire le città e le relative aree di pendolarismo, che acquistino veicoli privati elettrici della categoria M1 (autovetture). Gli incentivi sono dedicati anche alle microimprese che acquistano veicoli commerciali elettrici di categoria N1 e N2 (veicoli per i trasporto merci con massa fino a 3,5 e 12 tonnellate). Il ministero sta definendo il decreto che fisserà i criteri e le modalità di assegnazione degli incentivi, dopodiché verrà allestita la piattaforma informatica, con cui da un lato i beneficiari potranno accedere agli incentivi e dall’altro gli operatori economici potranno offrire veicoli elettrici nuovi rientranti nelle categorie agevolate.

GLI IMPORTI PREVISTI

L’importo dell’incentivo varia in base a una serie di fattori, tra cui c’è quello dell’ISEE, cioè l’indicatore che consente di misurare la condizione economica di una famiglia. Ecco le cifre massime annunciate dal ministro durante il question time:

  • 000 euro: privati con ISEE inferiore o pari a 30.000 euro
  • 000 euro: privati con ISEE compreso tra 30.000 e 40.000 euro
  • fino al 30% del prezzo di acquisto (con un massimale di 20.000 euro): microimprese

firmato il decreto sull’alcolock

Il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha firmato il decreto che definisce le caratteristiche e le modalità di installazione del dispositivo alcolock.

Lo si legge in una nota sul sito del ministero delle infrastrutture e dei trasporti. “Questo testo – si legge nel comunicato – fornisce linee guida precise alle officine autorizzate per il montaggio e agli utenti. Si tratta di una delle novità più significative introdotte dal nuovo Codice della Strada, in vigore dal 14 dicembre scorso”.

Il costo dell’installazione, con relativa omologazione, dovrebbe aggirarsi intorno ai 2 mila euro e a montarlo sul proprio veicolo, compresi autobus e autocarri, dovranno essere tutti i conducenti condannati a pena definitiva per guida in stato d’ebbrezza con tasso alcolemico superiore a 0,8 gr/l, per 2 anni successivi alla sospensione della patente da 6 mesi a 1 anno. Se invece il tasso alcolemico supera 1,5 gr/l, l’obbligo di installazione dell’alcolock sarà di 3 anni, dopo la sospensione della patente da 1 a 2 anni disposta dal prefetto. Chi non provvederà all’installazione nonostante l’obbligo, rischia una sanzione da 158 a 638 euro, oltre alla sospensione della patente da 1 a 6 mesi.

Sanzioni che raddoppiano in caso di manomissione del dispositivo. Infine, tutte le sanzioni saranno aumentate di un terzo se il conducente che non ha provveduto all’installazione viene anche sorpreso in stato di ebbrezza alla guida.

Così il ministro: “L’alcolock è un sistema che impedisce l’avvio del veicolo se il guidatore non supera un test dell’alito. Il motore si accenderà solo se il livello di alcol risulterà pari a zero. L’obiettivo principale è scoraggiare la guida in stato di ebbrezza e aumentare la sicurezza stradale”.

“Il decreto – si legge ancora nella nota – stabilisce che l’alcolock può essere installato su diverse categorie di veicoli adibiti al trasporto sia di persone che di merci e dovrà rispettare gli standard della normativa unionale. Sono previsti obblighi specifici per i produttori, che dovranno fornire istruzioni dettagliate per installazione, uso e manutenzione. Gli installatori autorizzati avranno un ruolo cruciale, dovendo applicare un sigillo speciale per prevenire qualsiasi tentativo di manomissione”.

Il Mit fa sapere inoltre che “in caso di controlli su strada, il conducente dovrà esibire l’originale della dichiarazione di installazione e il certificato di taratura valido del dispositivo. L’installazione dell’alcolock non richiederà un aggiornamento del documento unico di circolazione. Il Mit pubblicherà sul sito www.ilportaledellautomobilista.it l’elenco degli installatori autorizzati e dei modelli di veicoli compatibili con ogni tipo di alcolock”.

Mercato auto Europa: +1,9% a maggio. Sulle Bev Italia ancora indietro

Il mercato dell’auto in Europa segna a maggio un incremento dell’1,9% con 1.113.194 immatricolazioni, rispetto alle 1.092.323 dello stesso mese 2024. I primi cinque mesi dell’anno archiviano una sostanziale stabilità (+0,1%) con 5.572.458 unità rispetto alle 5.567.714 di gennaio-maggio 2024. Rispetto al periodo pre-Covid il mese perde il 23% e il cumulato il 20%, richiamando la necessità di sostenere il mercato e gestire la transizione ecologica in maniera pragmatica senza penalizzare il comparto.

Nel mese si riscontrano andamenti differenziati fra i cinque Major Market: la Spagna segna un +18,6%, il Regno Unito cresce dell’1,6%, la Germania è in positivo per l’1,2%, l’Italia registra una sostanziale stabilità (-0,1%), mentre la Francia in controtendenza cede il 12,3% delle immatricolazioni di auto nuove.

Nei cinque mesi la Spagna cresce del 13,6%, il Regno Unito del 2,8%, l’Italia cede lo 0,5%, la Germania il 2,4% e la Francia segna un -8,2%. A maggio e nei primi cinque mesi dell’anno, l’Italia copre la terza posizione tra i cinque Major Market.

Nel mese di maggio, fra i Major Market, l’Italia si conferma fanalino di coda in Europa per le auto “con la spina” (ECV), raggiungendo una quota di solo l’11,4%, con le BEV al 5,1% e le PHEV al 6,3%. Resta pertanto molto ampio il divario con: Germania con ECV al 28,5% (BEV al 18,0% e PHEV 10,5%), Regno Unito con ECV al 33,7% (BEV 21,8% e PHEV 11,9%), Francia con ECV al 22,3% (BEV 15,7% e PHEV 6,6%) e Spagna con ECV al 19,3% (BEV 7,9% e PHEV 11,4%).

Nel totale del mercato europeo in maggio le ECV coprono il 27,1% di share: BEV al 17,4% (+3,5 p.p.) e PHEV al 9,7% (+2,9 p.p.).

Lo stesso scenario si ritrova in gennaio-maggio, dove l’Italia figura ancora ultima tra le cinque, con una quota di ECV al 10,0% (BEV al 5,1% e PHEV al 4,9%), contro: Germania con ECV al 27,5% (BEV 17,6% e PHEV 9,9%), Regno Unito con ECV al 31,0% (BEV 20,9% e PHEV 10,1%), Francia con ECV al 23,4% (BEV 17,8% e PHEV 5,6%) e Spagna con ECV al 15,8% (BEV 7,1% e PHEV 8,7%).

Nel totale del mercato europeo dei 5 mesi le ECV coprono il 25,6% di share: BEV al 17,1% (+3,7 p.p.) e PHEV all’8,5% (+1,3 p.p.).

In ambito europeo, lo scorso 17 giugno è stata pubblicata la modifica al Regolamento sui target di emissione di CO2 che introduce maggiore flessibilità per il calcolo della conformità nel triennio 2025-2027. Tale provvedimento entrerà in vigore già a partire dal 9 luglio 2025 e sarà immediatamente applicabile. Una misura apprezzata ma che, come già ribadito dall’UNRAE, è arrivata però in modo tardivo rispetto ai piani di investimento dei produttori di auto.

Inoltre, lo scorso 20 giugno il Consiglio Ecofin ha approvato la valutazione positiva della Commissione Europea sulla revisione tecnica del PNRR, che prevede la riallocazione delle risorse residue (pari a 597,3 milioni) precedentemente destinate all’installazione di infrastrutture di ricarica elettrica, incentivando la sostituzione di veicoli a combustione interna con veicoli a zero emissioni.

Inoltre, nei giorni scorsi il Governo italiano ha adottato il Piano di Azione Nazionale per il miglioramento della qualità dell’aria, con uno stanziamento pari a 2,4 miliardi di euro, volti a finanziare numerose misure, tra cui l’incentivazione della mobilità sostenibile. Tuttavia, dalle prime informazioni disponibili, non risultano nuovi interventi a sostegno della transizione green nel comparto auto, rispetto al già annunciato programma derivante dalla revisione del PNRR, perdendo un’ulteriore occasione per accelerare l’adozione di vetture a zero o bassissime emissioni.

Francia – Calo a doppia cifra per le auto: maggio perde il 12,3% rispetto allo scorso anno

In Francia le vendite di autovetture nuove nel mese di maggio sono calate del 12,3% registrando 123.918 unità contro le 141.298 di maggio 2024, portando il cumulato a perdere l’8,2% dei volumi, arrivati a 672.699 immatricolazioni contro le 733.178 del cumulato 2024. Sul fronte delle alimentazioni, segno negativo e cali a doppia cifra per le ECV, che perdono nel mese il 19,1% dei volumi e circa due p.p. di quota, e si attestano al 22,3%. Nel dettaglio, le BEV perdono il 18,7% e archiviano un 15,7% di share, mentre le PHEV cedono il 19,8% di unità e scendono al 6,6% di quota. Le HEV, invece, recuperano il 14,7% dei volumi e oltre 10 p.p. con una quota del 44,0%. Nei 5 mesi, invece, il calo è del 16,7% per le ECV, che registrano il 23,3% di quota, a fronte di un incremento del 38,3% delle HEV che passano dal 29,8% al 44,9% di share. Le emissioni medie di CO2 di maggio sono pari a 93,3 g/Km contro i 95,3 g/Km di maggio 2024.

Germania – Mercato ancora in stallo, a maggio le immatricolazioni segnano un +1,2%

Il totale delle immatricolazioni del mese di maggio in Germania supera leggermente quanto registrato lo scorso anno: con 239.297 vendite, infatti, la crescita rispetto alle 236.425 di un anno fa è dell’1,2%, che porta il cumulato a 1.146.596 vendite verso le 1.174.312 unità dei 5 mesi 2024. Il 67,2% delle nuove auto nel mese è stato immatricolato dalle aziende e il 32,8% dai privati. Sul fronte delle alimentazioni, ottimi risultati nel mese per le ECV che crescono del 56,0% con un incremento di 10 p.p. di quota, ora al 28,5%, grazie al +79,4% delle PHEV (al 10,5% di share) e al +44,9% delle BEV (al 18,0% di rappresentatività). Le HEV, che incrementano i propri volumi del 16,7%, guadagnano quasi 4 p.p. e si attestano al 28,0% di share. Nei 5 mesi, invece, le ECV guadagnano il 46,5% e raggiungono una quota del 27,5%, mentre le HEV con un +12,1% raggiungono il 28,5% di share.

Regno Unito – Miglior risultato per maggio dal 2021: +1,6% con 150.000 immatricolazioni

Il mese di maggio archivia il miglior risultato dal 2021 nel Regno Unito con 150.070 immatricolazioni di auto nuove contro le 147.678 dello stesso mese dello scorso anno, ottenendo una crescita dell’1,6% ma ancora il 18,3% in meno del 2019 e solo il secondo risultato positivo dell’anno. Il cumulato gennaio-maggio si porta quindi a 850.903 immatricolazioni, +2,8% sul cumulato 2024 che aveva registrato 827.500 vendite. Sul fronte dei canali di vendita, da riportare, per il secondo mese consecutivo, il segno meno a maggio per i privati (-2,3%) che archiviano una quota del 37,4%, a fronte della crescita del 3,7% delle flotte (al 60,0% di share) e del 14,4% delle società (al 2,6% di rappresentatività). Per quanto riguarda le alimentazioni, si segnala la crescita delle BEV del 25,8% e delle PHEV del 50,8% che arrivano rispettivamente al 21,8% e 11,9% di rappresentatività, portando le ECV al 33,7% di share grazie a una crescita del 33,6%. Le HEV a maggio crescono del 6,6% con una quota del 36,7% (+1,7 p.p.) mentre nei 5 mesi aumentano i proprio volumi del 14,4% archiviando una quota del 38,7% (+3,9 p.p.).

Spagna – Crescita a doppia cifra per il mercato dell’auto spagnolo: +18,6%

Le immatricolazioni di auto nuove a maggio 2025 aumentano in Spagna del 18,6%, grazie alle 112.820 unità contro le 95.166 di un anno fa. Con questo risultato il cumulato cresce del 13,6% con 490.711 autovetture contro le 431.919 dei primi 5 mesi 2024 ma si tratta di una performance ancora ben lontana dal 2019 (-10,2%). Ragioni di questi risultati: il forte aumento delle ECV (una su cinque) e gli aiuti nella Zona DANA che sostengono le vendite di auto nuove nelle zone colpite dall’alluvione. Dall’analisi per canale di vendita, invece, emerge per maggio una robusta crescita a doppia cifra per i privati (+22,2% nel mese e +16,5% nel cumulato), con noleggio (+18,8%) e società (+13,7%) che recuperano anche nei 5 mesi. Per quanto concerne le alimentazioni, brillante performance delle ECV (+138,3%) che, trascinate dal +169,8% delle PHEV e dal +104,1% delle BEV (rispettivamente all’11,4% e 7,9% di quota), raggiungono il 19,3% di share, quasi 10 p.p. in più rispetto a un anno fa. Nel cumulato gennaio-maggio, invece, le ECV guadagnano il 71,8% dei volumi e arrivano al 15,8% di rappresentatività, mentre le HEV crescono del 34,9% e raggiungono il 42,2% di share. Le emissioni medie di CO2 registrano 104,1 g/Km, il 12,6% in meno dello scorso anno (108,8 g/Km nel cumulato, -7,6%).

Ispettori di revisione: iscrizione al RUI entro il 31 agosto 2025

con il Decreto Ministeriale n. 198 del 9 giugno sono state stabilite le modalità di iscrizione al RUI – Registro Unico degli Ispettori dei centri di revisione; si ricorda che si tratta di un adempimento fondamentale per tutti gli ispettori, che dovranno mettersi in regola entro il 31 agosto 2025.

A partire dal 1° novembre 2025, gli ispettori non iscritti o con dati non aggiornati non potranno più operare.

L’obbligo di iscrizione e di aggiornamento dei dati è a carico dell’ispettore:

L’accesso alla procedura avviene tramite SPID o CIE, collegandosi:

  • al Portale dell’Automobilista per l’iscrizione e l’integrazione dei dati;
  • al Portale del Trasporto per la gestione degli aggiornamenti.

È richiesta obbligatoriamente la firma digitale.

Possono essere delegati all’iscrizione o all’aggiornamento:

  • studi di consulenza automobilistica;
  • centri di revisione (per i propri ispettori).

In futuro, sarà possibile delegare anche gli enti di formazione per i propri allievi, ma questa funzionalità non è ancora attiva.

Durante la procedura di iscrizione, l’ispettore dovrà specificare:

  • il tipo di qualifica: “ope legis”, abilitazione modulo B (mezzi leggeri), modulo C (mezzi pesanti);
  • se è attualmente in attività presso un centro di revisione.

Inoltre, sarà necessario fornire:

  • dati anagrafici;
  • indirizzo di Posta Elettronica Ordinaria (PEO) e indirizzo PEC;
  • fascicolo personale e attestati professionali;
  • eventuali polizze assicurative (per modulo C);
  • dichiarazioni richieste dalla piattaforma.

Il decreto prevede un corso di aggiornamento della durata di 30 ore, da frequentare con cadenza triennale. Le scadenze variano in base alla tipologia di ispettore.

Ispettori “ope legis”:

  • abilitati prima del 31/12/2010: entro il 31 marzo 2025;
  • abilitati tra il 01/01/2011 e il 31/08/2018: entro il 31 dicembre 2025;
  • abilitati al modulo C: entro 3 anni dalla data dell’esame del modulo.

Ispettori abilitati con l’Accordo del 2019:

  • entro 3 anni dalla data dell’esame del modulo B, oppure dell’esame del modulo C se frequentato.

I corsi di aggiornamento hanno validità di 3 anni e devono essere frequentati entro i 6 mesi precedenti alla scadenza. Spetta all’ispettore provvedere a caricare sul RUI l’attestato di frequenza con profitto.

Attraverso il RUI gli organi competenti provvederanno a monitorare costantemente la sussistenza di tutti i requisiti e a sospendere o revocare l’iscrizione al RUI in caso di inadempienze, con l’effetto dell’impossibilità a operare per l’ispettore.

ARRIVA IL “RENAP” IL NUOVO REGISTRO PNEUMATICI

Il Ministero dell’Ambiente ha annunciato l’attivazione del Registro nazionale dei produttori e importatori di pneumatici. Al registro devono iscriversi, entro il 13 luglio, data entro cui sarà completamente operativo:

  • Produttori e importatori italiani di pneumatici, anche neo operanti;
  • Rappresentanti autorizzati di produttori o importatori esteri.

Ovvero i soggetti che per primi immettono nel mercato italiano Pneumatici.

Il gommista, che acquista da produttori e importatori italiani o da rappresentanti autorizzati di produttori o importatori esteri, deve assicurarsi che, in tutti i documenti commerciali, sia apposto il numero di iscrizione al registro pneumatici.

Il numero di iscrizione è composto da 14 cifre alfanumeriche, è consigliato che sia preceduto dalla dicitura “N.Reg.Pn”.

Il Registro Pneumatici verrà utilizzato dai soggetti iscritti per inviare le comunicazioni riguardo gli pneumatici immessi sul mercato, i PFU raccolti e gestiti, e i contributi ambientali applicati.

consulta qui il registro RENAP

Le dimissioni a sorpresa di Luca De Meo dalla Renault

Un vero e proprio fulmine a ciel sereno si abbatte sulla Renault: Luca de Meo ha deciso di lasciare l’incarico di amministratore delegato. La decisione è stata annunciata dalla società di Boulogne-Billancourt senza fornire spiegazioni su un’uscita del tutto inattesa e sorprendente, ancor più se si considera che il futuro professionale del top manager italiano sarà “al di fuori del settore automobilistico”. A tal proposito, secondo Le Figaro, de Meo diventerà il nuovo amministratore delegato di una grande realtà del lusso francese: si tratta di Kering, la holding dell’imprenditore François-Henri Pinault che in Italia possiede marchi prestigiosi come Gucci, Bottega Veneta e Brioni.

La ricerca del successore è già iniziata. “Dopo cinque anni alla guida del Gruppo Renault, Luca de Meo ha annunciato la decisione di dimettersi per affrontare nuove sfide al di fuori del settore automobilistico”, recita, come detto, il comunicato della Losanga. “Il Consiglio di Amministrazione, riunito dal presidente Jean-Dominique Senard, ha ringraziato Luca de Meo per il risanamento e la trasformazione del Gruppo Renault e ha accettato che la sua partenza abbia effetto a partire dal 15 luglio 2025. Luca de Meo continuerà a esercitare le sue funzioni fino a tale data”. Il consiglio ha già avviato “il processo di nomina del nuovo amministratore delegato sulla base del piano di successione già definito” e ha espresso la sua fiducia sull’attuale squadra dirigenziale “per proseguire e accelerare la strategia di trasformazione del Gruppo Renault in questa nuova fase”.

L’encomio del presidente. Ovviamente, Senard non ha mancato di lodare l’opera del suo ormai ex amministratore delegato: “Per cinque anni, Luca de Meo ha lavorato per riportare il Gruppo Renault al suo posto di diritto. Sotto la sua guida, la nostra azienda è tornata su solide fondamenta, vanta una gamma di prodotti impressionante e ha ripreso a crescere. Oltre a essere un capitano d’industria eccezionale, Luca de Meo è anche una persona creativa, impegnata, appassionata e fonte di ispirazione. Oggi, tutta l’azienda si unisce a me nel ringraziarlo per tutti questi anni e per tutte le sfide collettive affrontate con successo. A livello personale, ricorderò sempre la qualità delle nostre relazioni durante questo viaggio indimenticabile”, ha concluso il presidente della società francese.

“Il mio lavoro è concluso”. Anche de Meo ha concesso una prima dichiarazione a caldo, senza, però, confermare, le indiscrezioni di Le Figaro sul suo futuro (neanche da Kering è arrivata una posizione ufficiale): “Arriva un momento nella vita in cui si sa che il lavoro è concluso”, ha detto il manager italiano. “Nel Gruppo Renault, abbiamo affrontato sfide immense in meno di cinque anni! Abbiamo raggiunto ciò che molti ritenevano impossibile. Oggi, i risultati parlano da soli: sono i migliori della nostra storia. Abbiamo un team forte e un’organizzazione agile. Abbiamo anche un piano strategico pronto per la prossima generazione di prodotti. Per questo, ho deciso che è giunto il momento di passare il testimone: lascio un’azienda trasformata, pronta per il futuro, per mettere a frutto la mia esperienza in altri settori e intraprendere nuove avventure”, ha aggiunto de Meo, sottolineando che “guidare il Gruppo Renault è stato un privilegio, un’avventura umana e industriale che capita solo una volta nella vita. Per questo, sarò sempre grato alle donne e agli uomini di questa azienda – i “Renaulutionnaires” – per la loro passione, il loro impegno e la loro convinzione. Sono loro i veri motori. Inoltre, vorrei ringraziare Jean-Dominique Senard per avermi scelto diversi anni fa, per il suo sostegno e la sua fiducia, così come il consiglio di amministrazione per aver creduto nei nostri progetti. E il meglio deve ancora venire”.

Blocco diesel euro 5 in Veneto: si parte il 20 ottobre

aggiornamento: la Lega presentarà un emendamento al Decreto Infrastrutture per sospendere il blocco previsto a ottobre e rinviarlo 2026

Dal 20 ottobre 2025 scatterà il divieto di circolazione per i veicoli diesel Euro 5 in Veneto, nei giorni feriali dalle 8 alle 18 nel periodo ottobre – aprile.

A partire dal prossimo 20 ottobre 2025 entrerà in vigore una nuova misura strutturale per il contenimento dell’inquinamento atmosferico: lo stop alla circolazione dei veicoli diesel Euro 5 in Veneto, nei giorni feriali dalle 8 alle 18, da ottobre ad aprile

Il provvedimento è presentato dall’assessore regionale Gianpaolo Bottacin durante il Comitato Regionale di Indirizzo e Sorveglianza, rientra nel nuovo Piano Regionale per la Tutela e il Risanamento dell’Atmosfera.

Il divieto, che si applicherà nei Comuni soggetti alle misure antismog, riguarda i veicoli diesel immatricolati tra 2009 e 2015 e rappresenta un ulteriore inasprimento rispetto alle restrizioni attualmente in vigore.

Non si tratta però di una scelta autonoma della Regione Veneto, ma dell’attuazione di una norma statale vincolante per le Regioni del Bacino Padano (Veneto, Piemonte, Lombardia ed Emilia-Romagna), le aree italiane con i più gravi problemi di inquinamento da polveri sottili.

Deroghe e incentivi

Per mitigare gli effetti del blocco, la Regione ha già attivato strumenti di deroga temporanea, tra cui il sistema Move-In (monitoraggio intelligente dei chilometri percorsi), che permette di continuare a usare i veicoli più datati entro certi limiti annuali.

Non solo: già da sei anni sono in corso incentivi per la sostituzione delle auto più inquinanti, e un nuovo bando sarà lanciato nell’autunno 2025. La Regione ha inoltre messo in campo un piano di investimenti da oltre 100 milioni di euro in quattro anni per misure alternative, più efficaci e meno penalizzanti per i cittadini.

Europa: mercato auto ad aprile a -0,3%

il mercato dell’auto in Europa segna ad aprile un -0,3% con 1.077.186 immatricolazioni, 3.500 unità in meno rispetto alle 1.080.680 di aprile 2024 (ma -20% sul 2019).

 Il primo quadrimestre dell’anno mostra un -0,4% con 4.459.087 unità, rispetto alle 4.475.369 dei primi quattro mesi 2024.

 Il mese presenta andamenti molto differenziati tra i cinque Major Market europei: la Spagna vanta la performance migliore con una crescita del 7,1%, seguita a distanza dall’Italia con +2,7%. La Germania resta sostanzialmente stabile (-0,2%), mentre la Francia perde il 5,6% e il Regno Unito subisce un calo quasi doppio (-10,4%).

 Nel 1° quadrimestre la Spagna conferma il trend positivo con un robusto +12,2%, il Regno Unito segna un +3,1%, mentre l’Italia e la Germania scendono rispettivamente dello 0,6% e del 3,3%. La Francia chiude anch’essa in negativo, con un significativo -7,3%.

 In aprile l’Italia sorpassa in seconda posizione il Regno Unito, penalizzato dall’anticipo degli acquisti su marzo, mese del cambio targa, e dall’entrata in vigore dal 1° aprile del supplemento di tassazione sulle auto più costose anche per quelle a zero e basse emissioni. Nel primo quadrimestre l’Italia resta invece in terza posizione.

 La transizione verso la mobilità a zero emissioni presenta ancora forti disparità tra i diversi mercati. Anche ad aprile l’Italia si conferma in ultima posizione tra i Major Market per le auto ricaricabili (ECV), con una quota del 10,4% complessivo, con le elettriche pure (BEV) al 4,8% e le ibride plug-in (PHEV) al 5,6%. Il divario dagli altri mercati rimane fortissimo: il Regno Unito tocca il 32,1% con BEV al 20,4% e PHEV all’11,7%, la Germania raggiunge il 28,8% di ECV con BEV al 18,8% e PHEV al 10,0%, la Francia si attesta al 25,3% con BEV al 18,4% e PHEV al 6,9%, la Spagna raggiunge il 16,2% con BEV al 6,9% e PHEV al 9,3%.

 Nel totale del mercato europeo le ECV coprono il 26,2% di quota di mercato, con BEV al 17,1% (+3,7 p.p.) e PHEV al 9,1% (+2,2 p.p.).

 Stesso scenario anche nel primo quadrimestre: Italia in ultima posizione tra i Major Market, con una quota ECV al 9,6%: BEV al 5,1% e PHEV al 4,5%. Regno Unito al 30,4% con BEV al 20,7% e PHEV al 9,7%, Germania al 27,2% con BEV al 17,5% e PHEV al 9,7%, Francia al 23,5% con BEV al 18,2% e PHEV al 5,3%, Spagna al 14,7% con BEV al 6,9% e PHEV al 7,8%.

 Nel totale del mercato europeo, le ECV coprono il 25,2% di quota di mercato, con BEV al 17,0% (+3,8 p.p.) e PHEV all’8,2% (+0,9 p.p.).

 Sul fronte normativo, nei giorni scorsi Parlamento e Consiglio Europeo hanno approvato l’emendamento al Regolamento sui target di emissione di CO2, che introduce una maggiore flessibilità consentendo ai Costruttori di rispettare i target nella media del triennio 2025-2027, anziché in ogni singolo anno, con la possibilità di compensare eventuali risultati in eccesso nel primo anno con quelli migliorativi nei due anni successivi.

 In ambito nazionale, il MASE ha annunciato lo scorso 19 maggio un programma di rinnovo del parco circolante con veicoli a zero emissioni, rivolto alle fasce di reddito più basse, con un fondo di 597,3 milioni di euro finanziato con le risorse inutilizzate del PNRR, destinate in origine alle infrastrutture pubbliche di ricarica. Si tratta peraltro di uno schema difficilmente modificabile, vista la sua presenza nella relazione sulla revisione del PNRR inviata alla Commissione Europea.

 Francia – Ancora un calo ad aprile: -5,6%, 1° quadrimestre a -7,3%

Il mercato delle auto nuove in Francia nel mese di aprile cede il 5,6% con 138.696 immatricolazioni verso le 146.977 dello stesso mese 2024, portando la flessione del 1° quadrimestre al 7,3% con 548.781 unità (591.880 nei primi 4 mesi 2024). L’analisi per alimentazione di aprile evidenzia un lieve incremento per le BEV (+2,8%), al 18,4% di quota (+1,5 p.p.) e una flessione delle PHEV (-11,7%), al 6,9% del totale (-0,5 p.p.). Le HEV guadagnano il 37,7% dei volumi e salgono di 14,3 punti, al 45,5% di quota. Nel 1° quadrimestre le ECV rappresentano il 23,5% del totale, con le BEV in calo del 4,4%, al 18,2% di share (+0,5 p.p.) e le PHEV in pesante flessione del 41%, perdendo 3,1 punti e fermandosi al 5,3% di quota. Le HEV segnano una forte accelerazione, passando dal 28,8% al 45,1% di quota sul totale nei 4 mesi 2025. Le emissioni medie di CO2 di aprile sono pari a 89,2 g/Km contro i 95,2 g/Km di aprile 2024. 

 Germania – Stabile il mercato auto ad aprile, 1° quadrimestre a -3,3%

In aprile le vendite di autovetture nuove in Germania rimangono sui livelli dello scorso anno: con 242.728 immatricolazioni, infatti, i volumi segnano un -0,2% rispetto alle 243.102 unità di aprile 2024. Il cumulato riduce la perdita ad un -3,3% archiviando 907.299 auto, rispetto alle 937.887 vetture del 1° quadrimestre 2024 (ma -24% su gennaio-aprile 2019). Il mercato delle ECV continua a sperimentare crescite significative: 28,8% di quota nel mese, grazie al +53,5% delle BEV, al 18,8% di quota e al +60,7% delle PHEV, al 10,0% di rappresentatività; con le HEV al 27,8% di share. Nei primi 4 mesi, le ECV salgono al 27,2% di quota grazie al 17,5% delle BEV e al 9,7% delle PHEV. Sul fronte dei canali di vendita, in aprile le società perdono lo 0,7% dei volumi (al 66,4% di share), mentre i privati crescono dell’1,1% al 33,6% del totale.

 Regno Unito – Penalizzato dal cambio targa di marzo e dalla nuova tassazione, aprile a -10,4%

Ad aprile il mercato delle auto nuove nel Regno Unito segna una flessione del 10,4% a 120.331 immatricolazioni rispetto alle 134.274 di aprile 2024 (ma -25,3% su aprile 2019), segnando il 6° calo degli ultimi 7 mesi. In quello che tradizionalmente è un mese dai volumi più contenuti, dopo il cambio targa di marzo, le immatricolazioni sono state penalizzate anche dall’entrata in vigore dal 1° aprile del supplemento di tassazione anche per le auto più costose a zero e basse emissioni, che ha generato un anticipo di acquisti su marzo. Tra i canali di vendita si registra una flessione generalizzata: i privati calano del 7,9% (al 38,6% di quota), le flotte dell’11,9% (al 59,4% del totale) e le società del 10,9%.

Sul fronte delle motorizzazioni, le auto “con la spina” (ECV) proseguono il percorso di crescita (al 32,1%), con le BEV in aumento dell’8,1% al 20,4% di quota (+3,5 p.p.) e le PHEV che incrementano i volumi di oltre 1/3 (+34,1%), salendo all’11,7% del totale (+3,9 p.p.). Le HEV nel mese salgono al 37% del totale. Nel 1° quadrimestre il mercato segna un incremento del 3,1% con 700.833 immatricolazioni verso le 679.822 di aprile 2024. Tra i canali di vendita, i privati (+6,3%) rappresentano il 39,1%, le flotte (+1,2%) il 58,9% del totale e le società (-1,9%) il 2,0%. Fra le alimentazioni, le BEV con un incremento del 35,2% salgono al 20,7% (+5 p.p.), al 2° posto fra le motorizzazioni preferite, ma ancora al di sotto del 28,0% richiesto dalle normative (nel quadrimestre PHEV al 9,7% e HEV al 39,1%). Vengono riviste al rialzo le previsioni per il mercato 2025 a 1,964 milioni.

 Spagna – 8^ crescita consecutiva ad aprile (+7,1%)

In Spagna nel mese di aprile il mercato delle auto nuove segna l’8° mese consecutivo di crescita segnando un incremento del 7,1% con 98.522 unità rispetto alle 92.005 di aprile 2024. Il 1° quadrimestre archivia 377.889 immatricolazioni, in crescita del 12,2% sulle 336.753 dei primi 4 mesi 2024. In crescita nel mese tutti i canali: privati +5,6% (+14,9% nel quadrimestre), società +5,1% (+7,3% nei 4 mesi) e noleggio +11,5% (+14,2% nel cumulato). Sul fronte delle motorizzazioni: grazie alla conferma da parte del Governo del piano MOVES con 400 milioni di euro di stanziamento, le BEV salgono al 6,9% di quota (+2,7 p.p. con volumi a +78%), le PHEV al 9,3% di share (+3,8 p.p. con volumi a +80,3%), portando le ECV al 16,2%. Le HEV guadagnano 8,2 p.p. e archiviano un 41,3% di share grazie a una crescita del 33,6%. Nel 1° quadrimestre le ECV salgono al 14,7%, con un 6,9% per le BEV e un 7,8% per le PHEV. Infine, in aprile le emissioni medie di CO2 registrano 108,1 g/Km, il 9,1% in meno di aprile 2024 (-6,2% nei primi 4 mesi con 110,2 g/Km).

Ecobonus: tornano gli incentivi? Dalla revisione del Pnrr possibili 600 milioni

Tornano gli incentivi per le auto. Quasi 600 milioni a disposizione dal Pnrr

Il governo ha deciso di rivedere una parte del Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza sostenuto dall’Unione europea, modificando alcuni degli obiettivi ormai impossibili da raggiungere.

È il caso delle colonnine per la ricarica delle auto elettriche: gli ultimi bandi sono andati sostanzialmente deserti, lasciando a disposizione ingenti risorse. Si tratta di circa 600 milioni di euro, 597 milioni per la precisione, che erano stati stanziati per installare oltre 20 mila prese entro il 2026 e che ora saranno destinati a finanziare una nuova campagna di rottamazione. Tuttavia, si sa ben poco di quando partiranno le nuove agevolazioni, anche perché la revisione del Pnrr deve prima passare l’esame di Bruxelles. Inoltre, le nuove misure sono ancora tutte da definire e pertanto, come già avvenuto in passato, si rischia di determinare un effetto attesa penalizzante per le immatricolazioni, quantomeno nell’immediato.

Secondo quanto indicato nella proposta di revisione inviata alla Commissione europea il 21 marzo scorso e approvata solo ieri 19 maggio nella sua veste definitiva dalla Cabina di regia a Palazzo Chigi, il nuovo programma di incentivazione prevede la sostituzione, entro il 30 giugno 2026, di 39 mila veicoli a combustione interna con vetture elettriche. Non si sa neanche quale sarà la modulazione dell’ecobonus e in particolare se ci saranno limiti legati all’Isee del richiedente e al prezzo di listino. Stando a quanto ricostruito da Repubblica, il contributo potrebbe arrivare a 11 mila euro per chi ha un Isee fino a 30 mila euro e a 9 mila per chi arriva a 40 mila. Potranno accedere ai sussidi anche le piccole imprese intenzionate a sostituire i loro mezzi da lavoro: il bonus arriverà al 30% del listino e fino a un massimo di 20 mila euro.  

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