Mercato, immatricolazioni in ripresa ad aprile: +12%

Il mercato automobilistico europeo torna a crescere dopo la battuta d’arresto di marzo. In aprile, secondo i dati forniti dall’Associazione dei costruttori (Acea), le immatricolazioni nella area composta da Ue, Paesi Efta e Regno Unito sono state 1.080.913, il 12% in più rispetto al 2021. Di conseguenza, il consuntivo dei primi quattro mesi evidenzia 4.476.369 targhe e una crescita del 6,5%. 

Mercati e alimentazioni: 

L’andamento mensile, attribuito in parte ai due giorni lavorativi in più (l’anno scorso le festività pasqualli caddero proprio in aprile), è stato determinato soprattutto dai risultati positivi dei principali mercati. Nell’Unione, la crescita del 23,1% in Spagna, del 19,8% in Germania, del 10,9% in Francia e del 7,7% in Italia ha determinato una miglioramento generale del 13,7%. Il Regno Unito, invece, ha messo a segno un +1%. Tra le alimentazioni, tornano alla crescita le elettriche dopo due mesi critici: in aprile, le Bev salgono del 14,8%. Bene anche le ibride plug-in (+3,7%), le auto a benzina (+7,3%) e le motorizzazioni alternative: le auto a metano, a Gpl e alimentate da altri combustibili gassosi crescono del 22,7%. Stabili le diesel, con +0,03%, ma la miglior performance è delle ibride non ricaricabili, con un +33,1%. 

Il podio dei gruppi:

Tra i maggiori gruppi automobilistici, si conferma al vertice della classifica mensile il gruppo Volkswagen con 300.598 immatricolazioni e una crescita del 14%. Tra i suoi marchi, segno più per Volkswagen (+14,4%), Skoda (+14,7%), Seat (+63,1%), Cupra (+10,9%) e Porsche (+26,7%). In calo Audi (-5,1%) e il polo del lusso composto da Bentley e Lamborghini (-3,4%). Secondo posto per Stellantis, che ha targato 166.534 vetture e perde l’1,5% per effetto del -2,3% di Peugeot, del -16,8% di Opel/Vauxhall, del -2,3% di Fiat, del -6,2% di Alfa Romeo, del -20,1% di DS e del -19,1% di Maserati, Dodge e Ram. In controtendenza Citroën (+18,5%), Jeep (+17,5%) e Lancia (+7%). Al terzo gradino del podio si piazza il gruppo Renault con 109.391 registrazioni (+11,6%). La Losanga guadagna il 10,6%, la Dacia il 12,6% e l’Alpine il 74,9%. 

Giapponesi e coreani:

Nella classifica seguono i coreani, con il gruppo Hyundai/Kia al quarto posto grazie a 91.361 targhe e una crescita dell’1,8% frutto del +17,6% del marchio Hyundai e del -10,6% del brand Kia. Distante il colosso Toyota, seppur in forte crescita: le 84.329 immatricolazioni implicano un importante incremento del 42% (il brand delle Tre ellissi sale del 42,4% e la Lexus del 36,7%).

Il premium tedesco:

Scendendo in graduatoria troviamo il gruppo BMW: sono 74.551 le immatricolazioni mensili, per un incremento dell’11,6% dovuto soprattutto al marchio dell’Elica: il +23,2% ha più che compensato il calo del 33,1% registrato dalla Mini. Segue la Mercedes-Benz con 54.160 targhe e un +4,8% determinato dal +4,9% della Stella e dal +4,2% della Smart. 

Gli altri costruttori:

Il report dell’Acea indica all’ottavo posto la Ford (-12,8% e 36.066 targhe), al nono la Volvo (+59%, 33.767) e al decimo la Nissan (+14,2%, 21.692). Seguono la Suzuki (+33,7%, 17.318), la Saic (+12,9%, 17.091), la Tesla (-2,3%, 13.951), la Mazda (+17,2%, 13.742), il gruppo Jaguar Land Rover (+12,9%, 12.286), la Honda (+49,6%, 5.887) e la Mitsubishi (+19,8%, 3.771). 

In Italia immatricolazioni in calo: -3,7% a marzo

Il mercato italiano dell’auto torna in territorio negativo dopo 19 mesi di fila di crescita continua. A marzo, secondo i dati del ministero dei Trasporti, le immatricolazioni sono state 162.083, il 3,7% in meno rispetto allo stesso mese del 2023. La flessione mensile riduce la crescita registrata nella prima parte dell’anno: con 451.261 targhe, il trimestre mostra un miglioramento del 5,7%, all’incirca la metà del +11,7% registrato dal consuntivo dei primi due mesi. A pesare sui numeri, come già paventato a più riprese da associazioni ed esperti, è stata l’attesa dei consumatori per i nuovi incentivi. Inoltre, sono ancora lontani i livelli pre-pandemia del 2019: secondo le elaborazioni dell’Unrae, le registrazioni mensili risultano infatti in flessione del 16% e quelle trimestrali di oltre il 15%.

Aspettando gli incentivi…crollano le Bev di oltre il 34%

La suddivisione delle immatricolazioni per tipologia di alimentazione conferma l’impatto dell’attesa degli incentivi sulle elettriche a batteria: le Bev crollano del 34,5% e scendono dal 4,8% al 3,3% del mercato totale. Prosegue il momento negativo delle ibride plug-in: -22,6% e quota in contrazione dal 4,3% al 3,5%. Al contrario, le ibride non ricaricabili salgono dell’8,9% (+13,1% per le “full”, +7,3% per le “mild”) e passano dal 34,5% al 39% del mercato. Tra le motorizzazioni tradizionali, le auto a benzina crescono del 6,4%, per una quota in miglioramento dal 28,4% al 31,4%, mentre le diesel perdono il 28% e scendono dal 20,3% al 15,2%. Ancora in (relativo) spolvero il metano: +36,4% e quota raddoppiata dallo 0,1% allo 0,2%. Infine, si arresta il trend positivo del Gpl: -3,2% per un peso sul mercato che rimane comunque stabile al 7,6%.

I canali commerciali

Per quanto riguarda i canali di vendita, i privati subiscono una contrazione del 5,5%, mentre il noleggio vede la componente di lungo termine peggiorare del 27,1% e quella di breve balzare del 65,7%. Male le società, con un -7,6%, mentre le autoimmatricolazioni salgono del 26% (+23,9% l’uso privato e +60,2% l’uso noleggio).

Emissioni

Quanto alle emissioni, si torna a vedere il segno più: la CO2 media è pari a 120,3 g/km, lo 0,7% in più rispetto ai 119,5 dello stesso mese dell’anno scorso. Inoltre, il consuntivo del trimestre mostra un dato in aumento da 119,9 a 121,1 g/km (+1%). A marzo sono state immatricolate 6.581 auto (4% del mercato) con emissioni inferiori ai 20 g/km e 4.369 vetture (2,7% del totale) nella fascia 21-60 g/km. Sono state invece 111.222 le registrazioni di modelli con CO2 compresa tra i 61 e i 135 g/km, pari al 67,8% del totale. Oltre a queste tre fasce, sono state registrate anche 35.748 auto (21,8% del mercato) con emissioni di anidride carbonica tra i 136 e i 190 g/km, mentre i modelli con valori superiori ai 190 g/km sono 3.205 (2%).

Mercato veicoli industriali: nel 2023 cresce del 12%

La miglior performance degli ultimi 15 anni: con 28.707 unità sopra le 3,5 tonnellate immatricolate (+3.100 unità circa sul 2022), il mercato registra la miglior crescita dal 2008.

Buone notizie dal mercato dei mercato dei veicoli industriali nel 2023, che registra una crescita del 12,2% sul 2022, pari a 3.116 veicoli immatricolati in più rispetto all’anno precedente. Mai così bene dal 2008. Nonostante questo, l’associazione che rappresenta le case estere operanti sul mercato italiano esprime una certa preoccupazione. Un sentiment che scaturisce dal calo della domanda in corso da mesi e dal dato registrato a dicembre (-28,5%).

La stima effettuata dal Centro Studi e Statistiche di Unrae – sulla base dei dati di immatricolazione forniti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – per il mese di dicembre mostra infatti una brusca frenata con le immatricolazioni ferme a 1.851 unità rispetto alle 2.587 del 2022 (-28,5%).

Tutte le categorie di peso chiudono l’ultimo mese dell’anno in negativo: il comparto dei veicoli pesanti con massa uguale o superiore a 16 t registra il calo più consistente del 30,8%, seguito dal segmento dei veicoli leggeri fino a 6 t che mostra un disavanzo del 23,1%, mentre i veicoli medio-leggeri nella fascia tra le 6,01 t e le 15,99 t segnano una flessione a doppia cifra del 13,3%.

Ad ogni modo, nel corso dei dodici mesi del 2023, il dato consolidato riflette la crescita migliore dal 2008, con il +12,2% (+12,6% per i veicoli pesanti, +15,8% del comparto medio-leggeri, -11,1% per la fascia dei leggeri) e oltre 3.000 unità immatricolate in più rispetto al 2022.

Auto usate: mercato in positivo, a luglio +6,4%

Nuovo segno positivo per il mercato delle auto usate, che nel mese di luglio conferma (con dati in attesa di consolidamento) il trend di incremento: con 394.868 trasferimenti di proprietà si registra una crescita del 6,5% rispetto ai 370.753 dello stesso periodo 2022 (che a sua volta aveva evidenziato un calo del 16,3% rispetto all’anno precedente). I trasferimenti netti aumentano del 5,1% e le minivolture dell’8,5%. Nei primi 7 mesi il mercato dell’usato chiude in crescita del 7,7% con 2.887.050 passaggi, verso i 2.681.073 dei 7 mesi 2022 (-12,6% su gennaio-luglio 2019).

 

Trasferimenti netti: Alimentazioni

Fra le motorizzazioni preferite nel mercato delle auto usate, il diesel mantiene la prima posizione, con il 49,1% di share (rispetto al 49,7% del 2022), al 48,2% nel cumulato, seguito dal benzina al 38,0% (-1,1 p.p., al 38,9% nei 7 mesi). Le ibride occupano la terza posizione con il 5,1% in luglio e nel cumulato, segue il Gpl (al 4,4% nel mese e nel cumulato). Il metano si posiziona al 2,4%, mentre i trasferimenti netti di auto elettriche pure (BEV) e plug-in coprono rispettivamente una quota dello 0,5% e 0,6%.

 

Trasferimenti netti: Contraenti

Stabili gli scambi tra privati/aziende in luglio al 56,3% di tutti i passaggi di proprietà (56,9% nei primi 7 mesi). Al 40,0% quelli da operatore a cliente finale (39,1% nel cumulato). In lieve crescita quelli provenienti dal noleggio (0,9% complessivo) e quelli da Km0 (2,8%).

 

Trasferimenti netti – Quota % luglio 2023: Regione

L’analisi per regione conferma la leadership della Lombardia con il 15,6% dei trasferimenti, seguita dal Lazio al 10,0%, in contrazione di 0,4 punti, e Campania al 9,5% di quota.

Trasferimenti netti: Anzianità

Anche in luglio si conferma il ridimensionamento di quota dei trasferimenti netti di vetture con oltre 10 anni di anzianità, che copre comunque la metà dei passaggi (50,3% nel mese e nel cumulato). Sale al 16,1% la quota delle auto da 6 a 10 anni (15,6% nel cumulato), cresce anche quella delle vetture da 4 a 6 anni (13,0% nel mese e 12,5% in gennaio-luglio) e quella delle auto più fresche da 0 a 1 anno (al 5,6% nel mese e 5,8% nei 7 mesi). Sostanzialmente stabile la quota delle auto da 2 a 4 anni (all’11,9% nel mese e nel cumulato), cede leggermente quella delle auto da 1 a 2 anni (al 3,0% in luglio e 3,9% in gennaio-luglio).

 

Minivolture: Contraenti

Sul fronte delle minivolture, in luglio cede 2,4 punti la quota dei privati o altre società che permutano la propria vettura, al 62,6% (61,8% nei 7 mesi), mentre cede leggermente la quota dei ritiri di autovetture da parte degli operatori, al 25,8% (26,2% in gennaio-luglio). In crescita di 3,3 punti le auto ritirate provenienti dal noleggio a lungo e breve termine (al 10,3%), stabili quelle provenienti da Km0.

 

Minivolture: Alimentazioni

In luglio cedono 1,1 punti le minivolture di auto diesel al 53,0% (53,5% nel cumulato), mentre il benzina cede 1,3 punti, al 31,6% (31,4% nei 7 mesi). In contrazione il metano (al 2,4%), a fronte di una leggera perdita del Gpl (al 5,3%). Salgono al 3° posto le minivolture di auto ibride: 6,0% di share. Le plug-in e le auto BEV si posizionano rispettivamente allo 0,9% e 0,8%.

 

Minivolture: Anzianità

Anche fra le minivolture, si contrae la quota delle autovetture con più di 10 anni al 39,8% del totale (40,0% nel cumulato). In leggera crescita, invece, le fasce di anzianità da 6 a 10 anni (19,5% nel mese e 19,2% nel cumulato). Più accentuato l’incremento per quella da 4 a 6 anni (16,1% e 14,5% nei 7 mesi) e quella da 0 a 1 anno (4,3% nel mese e 4,8% nel cumulato). Sostanzialmente stabili le auto da 2 a 4 anni (15,9% nel mese e 16% nel cumualto), mentre si contrae la quota di quelle da 1 a 2 anni (4,4% nel mese e 5,6% nei 7 mesi).

Auto usate, le ibride salgono al 3° posto fra le preferenze

Dopo la crescita di gennaio, torna a flettere in febbraio il mercato delle autovetture usate (con dati in attesa di consolidamento): con 401.117 trasferimenti di proprietà rispetto ai 404.966 dello stesso periodo 2022 si registra un leggero calo dell’1%. I trasferimenti netti cedono l’1,5%, mentre le minivolture rimangono sostanzialmente stabili (-0,2%). Nel 1° bimestre il mercato dell’usato rimane in attivo del 4% con 450.734 passaggi, verso i 329.743 di gennaio-febbraio 2022.

Alimentazioni

Fra le motorizzazioni preferite nel mercato delle auto usate, il diesel a febbraio 2023 conferma la leadership, con il 47,3% delle preferenze (-2,3 p.p., in linea con la quota del 1° bimestre), seguito dal benzina al 40,1%, in recupero di 0,4 punti sullo stesso mese 2022 (40,4% nei 2 mesi). Le ibride salgono al terzo posto con il 4,8% nel mese e il 4,5% nel cumulato, superando il Gpl (al 4,5% del totale nel mese e 4,4% nel bimestre). Il metano sale al 2,4%, mentre i trasferimenti netti di auto elettriche pure (BEV) e plug-in si posizionano rispettivamente allo 0,4% e allo 0,5%.

Contraenti

Gli  scambi tra privati/aziende cedono leggermente nel mese (-0,7 p.p.) al 56,2% di tutti i passaggi di proprietà (57,5% nel 1° bimestre). Stabili al 39,7% quelli da operatore a cliente finale (38,9% in gennaio-febbraio). Crescono quelli provenienti dal noleggio (1,4% complessivo) e perdono 0,4 punti quelli da Km0 (al 2,6%).

Regioni

L’analisi per regione evidenzia la leadership della Lombardia con il 15,8% dei trasferimenti, seguita da Lazio e Campania, con quote in contrazione, rispettivamente al 9,8% e 9,0%. Cresce di 0,7 punti, sfiorando il 3% di share, la rappresentatività del Trentino Alto Adige, grazie al contributo delle società di noleggio.

Anzianità

Si stabilizza la quota dei trasferimenti netti di vetture con oltre 10 anni di anzianità, al 50,2% in febbraio (51,4% nel bimestre). Sale al 15,4% la quota delle auto da 6 a 10 anni (in linea con il cumulato), stabile quella delle vetture da 4 a 6 anni (12,1% nel mese e 12% in gennaio-febbraio). In contrazione la quota delle auto più fresche da 0 a 1 anno (al 5,6%), per la riduzione delle Km0, mentre recupera quella delle auto da 1 a 2 anni (al 4,5%).

Minivolture

Sul fronte delle minivolture, in febbraio perde mezzo punto la quota dei privati o altre società che permutano la propria vettura, al 61,9% (61,2% nel 1° bimestre), mentre si riduce lievemente la quota dei ritiri di autovetture da parte degli operatori, al 26,2% (26,7% in gennaio-febbraio). In crescita le auto ritirate provenienti dal noleggio a lungo e breve termine, cala quella delle auto provenienti da Km0.

In febbraio confermano una leggera contrazione le minivolture di auto diesel al 53,5% (-0,3 p.p., in linea con il cumulato), mentre un calo più sostenuto si registra per il benzina, al 31,3% (-1,7 p.p.). Sostanzialmente stabile il metano (al 2,5%), a fronte di una leggera crescita per il Gpl (al 5,2%). Salgono al 3° posto le minivolture di auto ibride: 6,1% di share. Stabili le plug-in allo 0,5%; in lieve flessione le BEV allo 0,8%.

A febbraio si conferma stabile, fra le minivolture, la quota delle autovetture con più di 10 anni, al 39,7% del totale (in linea con il cumulato). In crescita, invece, le fasce di anzianità da 6 a 10 anni (19,2% nel mese e 18,9% nel 1° bimestre), da 4 a 6 anni (13,6% e 13,5% in gennaio-febbraio) e quella da 1 a 2 anni (6,3%). Cedono, invece, oltre 2 punti le auto più fresche da 0 a 1 anno.

dati UNRAE

Mercato dell’auto in Italia: -27,5% a dicembre 2021

Il mercato italiano chiude il 2021 con l’ennesimo segno meno. Secondo i dati diffusi dall’UNRAE nello scorso dicembre sono state immatricolate 86.679 vetture, il 27,5% in meno rispetto a dicembre 2020. Il numero complessivo di auto nuove consegnate nell’intero anno si ferma così a 1.457.952 unità, con un lieve incremento di 76.000 auto rispetto al 2020 (+5,5%) ma con ben 460.000 auto perse rispetto al 2019, corrispondenti a un -24%.
 
PRIVATI E AZIENDE – I clienti privati a dicembre sono stati il 59,1% e il 62,5% se si considera tutto il 2021, con un totale di 923.000 unità. Le autoimmatricolazioni dei concessionari sono il 12,8% del totale a dicembre, mentre in tutto il 2021 arrivano quasi al 10% con 145.600 auto. Le società di noleggio a lungo termine hanno immatricolato 258.870 veicoli nel 2021 (il 17,5%), quelle di noleggio a breve termine 64.400 (il 4,4%) e le aziende 83.700 (cioè il 5,7%).
 
LE ALIMENTAZIONI – Sempre considerando tutto il 2021, le auto benzina e diesel hanno totalizzato 437.731 unità (29,7%) e 333.635 (22,6%), quelle a Gpl si sono fermate al 7.3% e quelle a metano al 2,1%. Le ibride rappresentano il 29% del totale (ibride “full” al 6,9% e “mild” al 22,1%), con complessive 427.924 vetture. In crescita anche le vetture elettrificate: in dicembre le elettriche pure presentano una quota del 7% e le plug-in del 6,4%. Il 2021 si chiude con le elettriche al 4,6% (67.542 unità) e le plug-in al 4,7% del totale, con 136.854 vetture complessivamente immatricolate.
 
I TIPI DI CARROZZERIA – Tra le carrozzerie, a dicembre le crossover e le fuoristrada raggiungono il 48,2% di quota complessiva, a fronte di una contrazione delle berline al 44,6% e delle station wagon al 3,6%.
 
L’USATO – Il mercato dell’usato registra una nuova leggera flessione sul 2020 dello 0,6% con 274.998 passaggi di proprietà al lordo delle minivolture. Nel 2021 i 3.452.755 trasferimenti segnano un incremento del 14,4% sul 2020, ma una flessione del 17,5% sullo stesso periodo 2019.

FIAT LEADER NEL 2021 – Per quanto concerne l’andamento delle immatricolazioni per marca, la Fiat si conferma in testa alla classifica del 2021, con complessive 223.567 auto. Secondo posto per la Volkswagen a quota 126.092 auto, seguita dalla Toyota con 84.850 vetture.

MERCATO DELL’AUTO: A FEBBRAIO +6,2%

Nonostante un giorno lavorativo in meno ed il confronto con un già robusto febbraio 2016 che aveva marcato un +27,9% rispetto all’anno precedente, continua la crescita del mercato italiano. Secondo gli ultimi dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, infatti, il secondo mese dell’anno si chiude con un immatricolato di 183.777 auto, in aumento del 6,2% rispetto alle 173.098 unità dello stesso mese dello scorso anno, con 10.000 immatricolazioni in più.

Il 1° bimestre mantiene, quindi, uno segno positivo con una crescita dell’8,1% e 355.656 auto vendute rispetto alle 328.949 del gennaio-febbraio 2016, che a sua volta aveva già evidenziato un incremento del 23%.

Tra i canali di vendita, crescono le immatricolazioni a società (+43,9%) e il noleggio (+6,3%) mentre il canale dei privati, nonostante il ritorno ad imponenti azioni di sostegno da parte delle Case con le loro Reti, come quelle che avevano già caratterizzato il 1° quadrimestre dello scorso anno e che già avevano sostenuto la performance dello scorso mese di gennaio, registra in febbraio un leggero rallentamento (-2,5%), frutto anche del confronto con lo stesso periodo del 2016, in cui gli acquisti delle famiglie erano cresciuti di oltre il 38%.

Sul fronte delle alimentazioni, in crescita del 5,7% e del 4,9% le immatricolazioni nel mese dei carburanti tradizionali, rispettivamente diesel e benzina. Prosegue il forte calo del metano, che riduce del 45,3% i suoi volumi e si porta ad una rappresentatività di appena l’1,4% del totale, mentre segnano un’ottima crescita, come in gennaio, le vendite di auto a Gpl (+23%), grazie al confronto con periodi di forti flessioni e alla commercializzazione di nuovi modelli con questa alimentazione, giungendo a rappresentare in febbraio il 6,3% del totale mercato. Sempre ottima, infine, la performance delle vetture ibride: +49,2% in volume, sfiorando il 3% di quota e confermando anche questo mese il sorpasso sulle vendite di auto a metano.

Una buona crescita in febbraio caratterizza tutti i segmenti che compongono il mercato dell’auto, ad eccezione dell’alto di gamma che flette del 3,7% e delle utilitarie che si fermano ad un +1,4%. Inarrestabile, sul fronte delle carrozzerie, l’incremento dei crossover (+24,2% in febbraio e al 20,4% di quota), mentre rallentano i monovolume, le station wagon e le sportive.

Forte crescita, infine, delle immatricolazioni nel Nord Ovest del Paese (+15,7%), mentre registrano una leggera positività tutte le altre aree.

 

 

 

 

RICAMBI AUTO FALSI: CRESCE IL MERCATO ONLINE

Più di 1,6 milioni di sequestri solo tra il 2014 e i primi mesi del 2016. Un mercato del falso che – stimano i componentisti tedeschi – solo online cresce del 10% l’anno. Pastiglie e dischi freni (per auto e moto), cinghie, tenditori e pompe acqua, fari, fanali e luci targa, pistoni, cuscinetti motore, alternatori, motorini d’avviamento. Sino a candele, candelette, spazzole tergicristallo e persino testine sterzo, frizioni, copriruota e loghi.

Sono meno pret a porter di scarpe, borse e valigie, ma è un giro d’affari che cresce a vista d’occhio, nei volumi e nei valori quello dei ricambi d’auto contraffatti, falsi che nella maggior parte (e peggiore) delle ipotesi, non hanno mai superato un controllo qualità o di conformità rispetto agli standard di sicurezza. E che rischiano di essere la causa (non sempre facile da provare) di molti incidenti stradali. Appena una settimana fa, il maxi-sequestro in Piemonte, per un valore di 6 milioni di euro.

 

Secondo i dati Siac della Guardia di Finanzia, forniti da Anfia –l’Associazione dei produttori della componentistica auto – tra il 2014 e il marzo 2016 sono stati oltre 1,6 milioni i pezzi sequestrati tra parti meccaniche, accessori e dispositivi elettrici per auto, moto e bici. Puglia (circa 773mila pezzi) e Lombardia (607mila) le regioni che guidano la classifica delle confische. Seguite da Veneto (oltre 91.400) e Sicilia (circa 37mila).

Tante opportunità di vendita legale – ma anche una sponda alla contraffazione – l’ha data il web. Su eBay si vendono, ogni ora, 203 pezzi di ricambio auto, 78 accessori, 17 pneumatici e 10 sistemi antifurto con “sconti” medi del 20 per cento.

 

«In rete – spiega a Paolo Vasone, responsabile Aftermarket di Anfia – si possono trovare pezzi originali e ricambi generici anche di ottima qualità. Ma è pieno di imitazioni degli originali difficili da distinguere, prodotti non omologati, senza certificazioni di qualità dei materiali e di sicurezza, altri con certificazioni ma fasulle e false etichette Ce, sino a prodotti palesemente contraffatti e venduti in confezioni che imitano alla perfezione il packaging delle grandi case produttrici, per ingannare l’acquirente in buona fede. Prezzi troppo bassi dovrebbero allarmare. Ma la crisi ha accentuato le esigenze di risparmio e il “fai da te”». Prodotti che non arrivano solo dalla Cina, ma anche da Vietnam, Thailandia e Filippine. E spesso transitano dagli Emirati .

 

 

L’anno scorso, è scesa in campo anche Asconauto (l’associazione dei consorzi dei concessionari d’auto): «Da un lato – ha sottolineato il vicepresidente Giorgio Boiani – nel 2016, l’opera di sensibilizzazione avviata tra i nostri autoriparatori ha fatto registrare una vendita di ricambi originali superiore del 12% sul 2015 e pari a oltre 500 milioni di euro di originali fatturati. Dall’altro, stiamo lavorando insieme ad Anfia e al ministero dello Sviluppo economico per studiare strategie di contrasto». Come un sistema di monitoraggio delle violazioni online su contraffazione di brand.

In Italia (che con la Germania ha il mercato del falso più fiorente), il traffico dei ricambi non omologati e privi del marchio Ce vale 120 milioni di euro, pari al 15% di tutti i ricambi venduti ogni anno in Ue. Mentre da un’indagine della Polstrada, su 10mila vetture controllate, circa il 3% è risultato avere pneumatici falsificati. Tra i pezzi più contraffatti , i dischi dei freni (18%), seguiti dalla tiranteria sterzo (17%), le pastiglie dei freni (16%), i ricambi del motore (16%), i filtri (4%) e le pompe dell’olio (4%).

 

 

 

 

Articolo di Laura Cavestri – sole24ore.com

 

 

 

 

 

 

 

 

AUTO USATE: MERCATO IN POSITIVO A NOVEMBRE

Aumento del 4,5% per i passaggi di proprietà. Risultano in aumento anche le radiazioni

I passaggi di proprietà delle auto, al netto delle minivolture (i trasferimenti temporanei a nome del concessionario in attesa della rivendita al cliente finale), hanno chiuso con un aumento mensile del 4,5%.

Ogni 100 autovetture nuove ne sono state vendute 162 usate nel mese di novembre e 151 nei primi undici mesi dell’anno.

Nel periodo gennaio-novembre 2016 si registrano complessivamente crescite del 4,3% per le quattro ruote, dell’1,3% per i motocicli e del 3,4% per tutti i veicoli.

I dati emergono dall’analisi statistica realizzata dall’Automobile Club d’Italia sui dati del PRA, consultabile sul sito www.aci.it.

Segno più a novembre anche per le radiazioni delle auto che hanno messo a segno un incremento del 4,5% rispetto allo stesso mese del 2015. Il tasso unitario di sostituzione a novembre risulta pari a 0,71 (ogni 100 auto iscritte ne sono state radiate 71). Si attesta a 0,73 nei primi undici mesi dell’anno.

 

In lieve calo invece il mercato dell’usato nel settore delle due ruote. I passaggi di proprietà dei motocicli, sempre al netto delle minivolture, hanno fatto registrare una variazione mensile negativa dell’1,4%.

 

Il trend negativo non risparmia neppure le radiazioni dei motocicli, che hanno chiuso in negativo anche Novembre, con un calo del 7,2%.

 

Nei primi undici mesi del 2016 le radiazioni hanno fatto registrare incrementi complessivi dell’1,8% per le autovetture e dell’1,4% per tutti i veicoli, a fronte di un calo dello 1,8% per i motocicli.

 

 

 

 

 

 

 

AUTO, ANCORA IN CRESCITA LE IMMATRICOLAZIONI: A SETTEMBRE + 17,43%

Non arriva il temuto rallentamento, atteso dagli operatori del settore, del mercato automobilistico nella seconda parte dell’anno in corso. I dati di settembre 2016 riportano aumenti in doppia cifra: aumento del 17,43% con immatricolazioni che raggiungono quota 153.617.

 

Queste nuove immatricolazioni, tuttavia, non hanno ancora raggiunto uno spessore tale tale da sostituire il normalr avvicendamento tra auto vecchie e nuove. Il parco circolante ha un’età elevata complici anche questi ultimi anni di crisi economica. Anche per il 2017 ci sono, quindi, margini di crescita del mercato automobilistico, con l’incognita, tuttavia, legata alla crescita del Pil.

 

Il gruppo Fca anche a settembre ha avuto un incremento superiore a quello registrato dal mercato:con 44.602 immatricolazioni ed un aumento pari al 29,49%. In termini di crescita al primo posto troviamo l’Alfa Romeo con un risultato di +47,25%

In seconda posizione troviamo la Volkswagen che a settembre dimentica le polemiche e va a +43,30%.In terza posizione troviamo la Ford con un +11,75%. Precede Renault (+33,29%), Opel (+2,50%), Peugeot (+8,05%) e Toyota (+5,70%).

 

 

 

 

 

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