L’Antitrust multa la Volkswagen per il Dieselgate

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La sanzione alla casa automobilistica tedesca è di 5 milioni di euro e riguarda le irregolarità relative al “Dieselgate”, riguardo ai veicoli messi sul mercato italiano dal 2009. La Vw ha presentato ricorso.

 

La decisione — ha detto in una nota l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, riguarda autoveicoli diesel messi sul mercato italiano dal 2009 «la cui omologazione è stata ottenuta attraverso l’utilizzo di un software in grado di alterare artificiosamente il comportamento del veicolo durante i test di banco per il controllo delle emissioni inquinanti». In questo modo, dice la nota, il livello delle emissioni di ossidi di azoto risultava inferiore a quello ottenuto nelle prove su strada. «L’Autorità ha ritenuto tale condotta scorretta ai sensi del Codice del Consumo poiché gravemente contraria agli obblighi di diligenza professionale e idonea, altresì, a falsare in maniera rilevante il comportamento economico dei consumatori, inducendoli ad assumere una scelta di consumo che non avrebbero altrimenti preso qualora consapevoli delle reali caratteristiche dei veicoli acquistati». L’authority ha anche contestato i messaggi pubblicitari del gruppo in cui si rivendica «una particolare sensibilità ambientale o una specifica attenzione al livello delle emissioni inquinanti delle proprie autovetture», traendo in errore i consumatori.

 

 

 

Multe per mancata revisione e assicurazione? Solo con pattuglia

patenteee

Non sono ancora omologati gli strumenti per accertare automaticamente la mancata copertura assicurativa e la revisione dei veicoli in transito. Per attivare questo tipo di controlli serve dunque la presenza dell’agente che potrà fermare i mezzi o documentare le cause previste dal codice per mancata contestazione immediata.

Lo ha chiarito il Ministero dei Trasporti con il parere n° 3311 del 3 giugno 2016.

Il controllo automatico della mancata revisione periodica e della carenza di copertura assicurativa è stato sdoganato dalle recenti ripetute modifiche del codice stradale ma servono strumenti omologati per attivare questo tipo di controlli senza pattuglia.

 

Contestazione differita

In realtà però la possibilità di contestazione differita risulta ammessa dal codice per esempio con il veicolo in sosta, senza la presenza del conducente a bordo. Oppure se l’infrazione risulta accertata dai vigili contestualmente al passaggio del mezzo davanti alla pattuglia dotata di strumento elettronico di analisi, anche se non omologato. In buona sostanza tutti i moderni strumenti di controllo del traffico hanno la possibilità di comunicare in tempo reale alla pattuglia la regolarità della revisione e della copertura assicurativa del veicolo in transito, anche se non approvati dal ministero. Dunque nessun problema per i controlli seriali semi automatici con la presenza dell’agente. Non essendo ancora possibile attivare alcun controllo dell’art 80 cds in modalità completamente automatica, per mancata approvazione dei dispositivi, non è neppure possibile invitare il conducente ad esibire documenti e fornire informazioni in un ufficio di polizia, conclude la nota. Attenzione infine al codice privacy. Quando saranno finalmente attivati questi nuovi vigili elettronici andrà anche fornita una adeguata informazione agli utenti sul trattamento dei dati personali.

 

 

 

 

 

SINISTRI STRADALI SCHEDATI

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IN GAZZETTA UFFICIALE LA DISCIPLINA IVASS PER GLI INCIDENTI STRADALI. DATI MEMORIZZATI CINQUE ANNI. L’ACCESSO CONSENTITO AD ASSICURAZIONI, AUTORITÀ GIUDIZIARIE E FORZE DI POLIZIA

 

Tutti schedati nelle banche dati dei sinistri stradali: danneggiati e avvocati, testimoni e carrozzerie

 

E stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale del 10 giugno 2016, il provvedimento n. 23 del 1 giugno 2016 dell’Ivass (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni) recante la disciplina della banca dati sinistri, della banca dati anagrafe testimoni e della banca dati anagrafe danneggiati (articolo 135 del decreto legislativo 209/2005, Codice delle assicurazioni private). Il regolamento si occupa in particolare di protezione dei dati personali. Le banche dati raccolgono dati sulla vita delle persone, compresi dati sanitari e dati patrimoniali. La valutazione dell’impatto sui diritti degli individui è particolarmente preoccupante e il provvedimento si incarica di definire ruoli e responsabilità. Bisogna, infatti, bilanciare l’interesse alla tutela del mercato assicurativo dalle frodi con l’interesse a mantenere la riservatezza.

 

COME FUNZIONANO LE BANCHE DATI

 

Tutti i dati dei sinistri sono caricati nelle banche dati. Trattandosi di obbligo di legge non c’è bisogno del consenso degli interessati. Per tutti i dati si intendono gli estremi del sinistro, nomi di testimoni e danneggiati, nomi dei professionisti incaricati di seguire il sinistro e delle carrozzerie/officine di riparazione, tutti gli elementi della valutazione del danno, compresi quelli sanitari o clinici e, infine, somme pagate e nomi di chi ha incassato.

 

I tempi per la raccolta dei dati sono molto stretti: di regola sette giorni. E bisogna osservare le prescrizioni del codice della privacy, specie per le questioni di sicurezza della conservazione.

In particolare le assicurazioni devono assumere misure preventive e idonee al fine di assicurare la riservatezza, la sicurezza e l’integrità dei dati e delle comunicazioni: tradotto significa le compagnie devono garantire non solo l’adempimento delle misure minime previste dall’allegato «b» al Codice della privacy, ma anche tutte le misure atte a evitare dispersioni o intercettazione dolosa delle informazioni personali.

 

I dati sono registrati nelle banche dati per cinque anni dalla data di definizione di ciascun sinistro.

 

Dopo il quinquennio i dati sono caricati su un supporto gestito dall’Istituto di vigilanza, che li mette a disposizione dell’autorità giudiziaria penale o degli interessati.

 

Decorsi dieci anni dalla data di definizione di ciascun sinistro, i dati identificativi di persone fisiche e giuridiche coinvolte a vario titolo nei sinistri vengono cancellati. I restanti dati sono conservati su altro supporto informatico in forma anonima e non possono essere utilizzati al fine di identificare gli interessati.

 

Rimane ferma la possibilità di uso dei dati anonimi per fini statistici.

 

Le assicurazioni possono consultare le banche dati per molte ragioni. In primis per arginare tentativi di frode e per controllare dichiarazioni sostitutive. Possono accedere anche l’autorità giudiziaria, le forze di polizia e le pubbliche amministrazioni competenti in materia di prevenzione e contrasto di comportamenti fraudolenti nel settore delle assicurazioni obbligatorie per i veicoli.

 

Tutti gli accessi devono essere effettuati da personale abilitato e preautorizzato.

 

Inoltre i responsabili e il personale delle strutture e degli uffici mediante i quali è effettuata la consultazione sono vincolati al segreto e sono personalmente responsabili per la violazione degli obblighi di riservatezza.

 

Le possibilità di consultazione, a seconda della tecnica usata, sono molteplici: numero di sinistri presenti per ciascuna targa (o numero di telaio), codice fiscale o partita Iva immessa, numero di sinistri per singolo soggetto, parametri significativi indice di frode. Tutti gli accessi sono tracciati dall’Ivass e in caso di consultazione illegittima delle banche dati scatta la sospensione.

 

Anche le persone cui si riferiscono i dati possono chiedere di sapere quali sono i dati conservati sul loro conto (articolo 7 del Codice della privacy).

Fonte: Italia Oggi – Antonio Ciccia Messina

 

AFTERMARKET: MERCATO A + 4,3%

ricambi auto

Secondo i dati del Barometro Aftermarket – rilevazione
statistica interna al Gruppo Componenti ANFIA (rappresentano il 20% del mercato) che fornisce un trend indicativo dell’andamento del mercato dei ricambi automotive su base mensile, sia a livello consolidato, sia a livello di singole famiglie prodotto – il fatturato aftermarket registra un incremento del 4,3% nel 2015 rispetto all’anno precedente, che era risultato pressoché allineato al 2013 (+0,4%).

Chiusura positiva per tutti e 4 i trimestri: il primo a +3,4%, seguito da un secondo
trimestre ulteriormente in crescita, a +6,9%, da un terzo trimestre in rialzo del 2,6%,
per concludere con ottobre-dicembre a +4,7%.
L’andamento delle singole famiglie prodotto:in crescita a due cifre (+13,4%) i componenti di carrozzeria e abitacolo, che recuperano rispetto alla flessione a due cifre (-18,4%) del 2014. In crescita anche i componenti motore (+9,4%), i componenti undercar (+4,6%), dopo un 2014 a -8,5%, e i materiali di consumo (+2,5%), mentre l’unica categoria in calo è quella dei componenti elettrici ed elettronici (-7,4%), che già risultava in ribasso del 23,5% nel 2014.

 

fonte: Barometro Aftermarket ANFIA

 

 

SULLE AUTO PESANO 71,6 MILIARDI DI TASSE

AUTO E TASSE

Sul nostro settore dell’automotive (auto, motoveicoli e professional) grava un peso fiscale complessivo di 71,6 miliardi di euro. Una cifra spaventosa che, tanto per dare un’idea, è più che doppia rispetto al gettito versato dalle imprese con l’Irap (30,4 miliardi di euro) e venti volte superiore a quanto hanno pagato fino l’anno scorso i proprietari di prima casa con la Tasi (3,5 miliardi di euro). Due imposte che sono state (Tasi) e continuano  ad essere (Irap) le più odiate dagli italiani.

 

 

Con questa analisi l’Ufficio studi della CGIA mette in luce l’eccessivo carico fiscale che grava su oltre 37 milioni di autovetture e 6,8 milioni di motoveicoli circolanti in Italia, arrivando a sostenere che la tassazione su questo settore ha raggiunto livelli non più sopportabili. Si pensi che dal 2009, anno peggiore di questa crisi, il prelievo fiscale è aumentato di 5,3 miliardi di euro (+8 per cento), sebbene ci sia stato un crollo delle vendite e gli italiani, a seguito della difficoltà economica registrata in questo periodo, abbiano circolato di meno.

 

 

Secondo l’elaborazione dell’Ufficio studi della CGIA su dati Anfia (Associazione nazionale filiera industria automobilistica), quasi l’82 per cento dei 71,6 miliardi di euro di tasse prelevate dall’automotive è riconducibile all’utilizzo del parco circolante,  il 9,5 per cento all’acquisto e l’8,5 per cento alla tassa di possesso.

 

 

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MERCATO DELL’AUTO IN ITALIA: AD APRILE +11,5%

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Mercato in crescita a due cifre per il 23esimo mese consecutivo, nei primi quattro mesi del 2016 le immatricolazioni sono salite del 21,3%.

Le immatricolazioni di auto nel mese di aprile sono state 166.966, l’11,53% in più dello stesso mese 2015.

I dati sono del ministero dei Trasporti:

dall’inizio anno le consegne sono state complessivamente 687.021, in crescita del 18,59% sull’analogo periodo dell’anno scorso.

AUTO A BENZINA IN AUMENTO: Regina del mercato è la Fiat Panda, che nel mese ha totalizzato 13.742 immatricolazioni, pari all’8,6% del totale mercato e al 38,4% del totale immatricolato del marchio Fiat. Un dato interessante è quello della forte crescita delle immatricolazioni delle auto a benzina (28,1% in più rispetto al 2015) mentre quelle diesel sono aumentate soltanto del 10,9%.

IN CALO LE AUTO A GAS: forte calo per le immatricolazioni delle vetture a gas (sia a gpl che a metano, rispettivamente diminuite del 25,3 e del 21,9%). In calo anche il numero delle auto elettriche immatricolate (solo 88, cioè il 12% in meno dell’anno scorso). Per le ibride si è registrato un corposo aumento del 41,2%, quasi interamente benzina/elettrico.

Fca è cresciuta più del mercato anche nel mese di aprile: le immatricolazioni del gruppo sono state 48.738, il 12,15% in più dello stesso mese 2015. La quota è salita dal 29,03 al 29,19%. Nei quattro mesi le consegne sono state 199.832, pari a una crescita del 21,32%, con la quota che è salita dal 28,43 al 29,09%.

6 vetture del gruppo Fca nella top ten, bene vendite Tipo “A trainare i risultati da record del gruppo sono stati tutti i modelli di punta, con la classifica delle top ten ancora una volta dominata dai modelli Fca: Panda, Ypsilon, Punto, 500X, 500L e 500. La Tipo, con quasi 3 mila immatricolazioni nel mese, è ormai tra le vetture più vendute del suo segmento”.

 

 

 

 

 

 

GOMME DA NEVE, SOLO AUTOVIE ANTICIPA IL CAMBIO

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Da venerdì 25 marzo è possibile montare pneumatici normali in alcuni tratti autostradali di Veneto e Friuli.
Sulla rete autostradale di Autovie Venete non vige più l’obbligo delle catene a bordo o degli pneumatici invernali, ma sul resto delle tratte di Autostrade per l’Italia questo obbligo rimane fino al 15 aprile.

 

Il provvedimento interessa i tratti dell’A4 dal Terraglio (A57 tangenziale di Mestre) fino a Sistiana; in A28 da Portogruaro all’interconnessione con la A27(Conegliano); in A23 da Udine Sud fino all’interconnessione con la A4 (Palmanova); in A34 da Villesse a Gorizia.

 

Al di fuori di questi tratti rimane l’obbligo di mantenere l’assetto invernale fino al 15 aprile. Sanzioni previste: 84 euro sulle strade extraurbane e 41 su quelle cittadine.

 

 

 

OBBLIGO DI SCATOLA NERA SU TUTTE LE AUTO?

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L’inserimento dell’obbligo di montare la scatola nera sulle auto potrebbe arrivare ‘a sorpresa’ come emendamento al Ddl sulla concorrenza che interviene, fra i vari settori, anche su quello della Rc auto.

La novità, si apprende da fonti parlamentari a margine dei lavori della commissione Industria del Senato, è allo studio di Governo e maggioranza. La misura potrebbe essere una delega così come una delega, riferiscono le stesse fonti, si sta valutando anche sulla questione di taxi, Ncc e Uber.

Nell’attuale versione del Ddl concorrenza, nel caso di sconti collegati all’uso del dispositivo, è previsto che i costi di installazione, disinstallazione, sostituzione e portabilità siano a carico dell’impresa mentre la titolarità spetta all’assicurato.

 

 

 

Fonte: sole24ore

 

 

Ricambi online: ogni 7 secondi venduto un articolo

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Aumentano i ricambi che vengono acquistati via web. I più venduti su Ebay? sono parti di carrozzeria,frecce, luci ed elementi per gli interni.

 

Il ruolo di internet e dei siti di e-commerce è sempre più importante anche nel comparto ricambi, in particolare quello di eBay, che nel 2015 ha registrato un articolo venduto ogni 7 secondi della categoria ‘ricambi e accessori’.

Dai pneumatici, ai lubrificanti, passando per luci, frecce, pannelli e fino alle carrozzerie moto, tutto si acquista online.

Comodità, ampia varietà di scelta e prezzi spesso vantaggiosi, sono gli ingredienti di un mix vincente.

Il sito di aste e vendite online ha 5 milioni di acquirenti attivi solo in Italia e un portafoglio prodotti fatto di 203 pezzi di ricambio per auto e moto, 78 accessori, 17 pneumatici e 10 sistemi antifurto.

”Il nostro cliente online si divide in due grandi categorie, chi vuole risparmiare e chi sta cercando un preciso articolo, spesso difficile da trovare attraverso i canali classici – ha spiegato Alessandro Cocco, titolare di Autoricambi Tuning, negozio eBay specializzato nella vendita di ricambi e accessori per auto italiane e straniere, attivo dal 2005 – in entrambi casi è generalmente più preparato rispetto al cliente tradizionale, per questo dedichiamo alle vendite online gran parte delle nostre energie, considerato che una buona parte del nostro fatturato deriva da eBay”.

 

 

fonte: ansa.it

 

 

 

PATENTI: RILASCIO E RINNOVO DELLA PATENTE PRECLUSO A CHI SOFFRE DI APNEE NOTTURNE

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L’apnea notturna è un’alterazione o una sospensione del respiro nel corso della notte, che causa conseguenze durante il giorno sotto forma di improvvisa sonnolenza.

L’Unione Europea ha voluto che, sia in fase di rilascio sia di rinnovo della patente, i medici competenti verificassero che gli autisti non siano affetti da tale patologia.
Lo scorso 22 dicembre con un decreto del ministero delle infrastrutture e dei trasporti l’Italia si è adeguata a queste indicazioni prevedendo che “la patente non deve essere né rilasciata né rinnovata a candidati o conducenti affetti da disturbo del sonno causati da apnee ostruttive notturne” e stessi limiti scattano pure in casi di gravi affezioni neurologiche.

La commissione medica locale, anche avvalendosi di visite specialistiche, “può autorizzare la guida in relazione allo stato evolutivo e alle capacità funzionali possedute, previa valutazione della compatibilità della sintomatologia sensitiva sensoriale, motoria e del trofismo muscolare”. anche se in tali casi la validità della patente di guida non può essere superiore a due anni”.

A preoccupare sono soprattutto le statistiche, che quantificano la diffusione di tali occlusioni notturne in percentuali elevate, vicine al 20%.

 

 

 

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