“C’è ancora un futuro per l’autoriparatore ?” – Convegno, martedì 26 giugno

guida autonoma

Per l’occasione, l’Ufficio studi della CGIA presenterà uno studio sulla situazione degli operatori del comparto auto (dati statistici relativi  alle imprese artigiane e non artigiane presenti nella Provincia di Venezia e nel Comune di Venezia). Inoltre, cercheremo di capire – a seguito della sempre maggiore diffusione di auto elettriche, a idrogeno, ibride, etc. – quali scenari potrebbero delinearsi nei prossimi anni.

 

martedì 26 giugno ore 20:30

presso: Cà della Nave Golf Club p.zza della Vittoria 14 Martellago (Ve)

 

L’ingresso è libero e gratuito. Si prega, comunque,  di confermare la propria partecipazione alla segreteria organizzativa:

info@cgiamestre.com tel. allo 041-23.86.703

 

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Addio ai negozi di autoricambi? L’assalto è iniziato

autoricambi on line

In Italia su eBay un accessorio e ricambio auto venduto ogni 5 secondi. Stesso discorso su Amazon. Cambia il modo di curare e riparare l’automobile

 

Ok, forse è presto per trarre conclusioni. E non è detto che nel mondo degli autoricambi succederà quello che è successo con i negozi di dischi o con le librerie. Però la strada sembra proprio quella: in Italia su eBay oggi si vendono un accessorio o un ricambio auto ogni 5 secondi. Stesso discorso per Amazon…

La distribuzione in questo settore cambia pelle e rischia di cambiare volto anche il mondo dell’auto. Perché la rete non conosce barriere e oltre ai colossi eBay e Amazon ci sono poi centinaia di specialisti all’estero che spediscono componenti anche in Italia.

Ma, tanto per capire le dimensioni del fenomeno, basta dire che solo su eBay.it – comunque il primo marketplace in Italia – ci sono oltre 46 milioni di articoli nuovi appartenenti alla categoria “Veicoli: ricambi e accessori” in vendita in ogni momento

L’evoluzione del mercato della distribuzione dipende anche da un fatto: gli accessori e i ricambi per auto e moto sono tra le categorie di prodotto più gettonate online, con un obiettivo preciso: risparmio. E nel mondo dei ricambi, come sanno bene gli autoriparatori e gli appassionati, cercare il minor prezzo possibile è spesso difficile: quando si trova il pezzo mancante non si può andare troppo per il sottile, bisogna prenderlo. On line invece no. Si può cercare ancora e scegliere un prezzo più basso.

E impressiona anche il trend di crescita: nei mesi interessati dal cambio gomme – sempre secondo eBay Italia – sono stati venduti 27 treni all’ora con una crescita del 70% rispetto agli altri periodi dell’anno.

“Per quanto riguarda le vendite, il 2017 è stato dominato, dal punto di vista dei ricambi auto, dagli articoli per la carrozzeria esterna, luci e frecce e articoli per interni. E i ricambi moto? In questo caso riscuotono molto successo i pezzi per l’impianto elettrico e per l’accensione, quelli per la carrozzeria e il telaio, luci e frecce” concludono ad eBay Italia

 

 

ARTICOLO DI VINCENZO BORGOMEO

 

 

 

 

 

Guida autonoma, i livelli di autonomia e gli Adas: cosa sono e come funzionano

guida autonoma

Si parla sempre più spesso di auto in grado di guidare da sole e di sistemi Adas capaci di migliorare la sicurezza e di supportare l’automobilista durante la vita di tutti i giorni. La realtà però è ancora molto distante da scenari futuristici, dove potremmo salire in auto senza preoccuparci di quello che succede intorno a noi.

 

Proprio per questo motivo è importante distinguere i diversi livelli di guida autonoma e conoscere i diversi dispositivi di ausilio presenti in auto. In oltre faremo una breve panoramica sui modelli più avanzati sul fronte dell’autonomous driving.

 

Per distinguere i diversi livelli di guida autonoma ci viene in ausilio la tabella realizzata dalla Sae Society of Automotive Engineers, che nel 2014 ha stilato delle linee guida per distinguere e identificare il livello di automazione in una vettura.

 

Ricordiamo sempre l’importanza di rimanere concentrati quando si è al volante.

A oggi nessun sistema presente sulle auto in circolazione permette di distrarsi durante la marcia e non esistono sistemi di guida autonoma, cioè dove l’intervento del guidatore non sia necessario in caso di situazioni potenzialmente rischiose…CONTINUA LA LETTURA

 

 

 

 

 

 

Meccatronica: prorogato di cinque anni il termine per l’abilitazione all’esercizio dell’attività

handle double wrench, maintenance a car

Al’intero della Legge di Bilancio,  è stato inserito anche il rinvio del termine del 5 gennaio 2018 per l’abilitazione all’esercizio dell’attività di autoriparazione.

 

Dopo l’accorpamento della sezione di MECCANICA/MOTORISTICA con quella di ELETTRAUTO nella nuova sezione unica denominata MECCATRONICA, gli autoriparatori avrebbero avuto tempo fino al 5 gennaio 2018 per regolarizzare la loro posizione.

 

Ora ci saranno altri cinque anni a disposizione delle imprese per sistemare le cose e delle Regioni per organizzare i corsi regionali di qualificazione.

 

In sintesi è stato previsto quanto segue:

1)La proroga di cinque anni del termine del 5 gennaio 2018 per l’adeguamento dei requisiti richiesti per l’esercizio dell’attività di meccatronica.

2) Per le imprese abilitate per una o più attività di cui all’art. 1, comma 3, della Legge n. 122/92, come modificata dalla Legge n. 224/12, viene prevista, dopo la frequentazione con esito positivo dei corsi regionali di qualificazione, l’immediata abilitazione all’esercizio della relativa attività acquisita con i corsi stessi, senza l’obbligo di svolgere l’attività stessa, per almeno un anno, alle dipendenze di imprese operanti nel settore nell’arco degli ultimi 5 anni.

3) Analoga proroga di cinque anni del termine del 5-1-2018 viene prevista anche per la regolarizzazione delle imprese già abilitate per una o più attività, ai sensi dell’art. 1, comma 3, Legge n. 122/92, come modificata dalla Legge n. 224/12, che intendano conseguire l’abilitazione anche per una o entrambe le altre sezioni contemplate dalla richiamata disciplina dell’autoriparazione.

 

 

 

 

 

 

 

Dieci milioni di auto con più di 17 anni di vita

manutenzione-e-costo-auto-a-gpl-o-a-metano

L’Italia? Non è un Paese per giovani. Il riferimento demografico vale anche per l’auto visto che noi abbiamo il parco circolante più vecchio d’Europa con un’età media da record di 10,5 anni. Secondo un’analisi condotta dal Centro Studi e Statistiche Unrae (l’associazione dei costruttori esteri in Italia) si scopre infatti che su un parco totale di 37.843.983, il circolante ante Euro 3 (vetture immatricolate prima del gennaio del 2001, quindi con oltre 17 anni di vita) è composto dalla bellezza di 9.567.000 vetture, pari al 25,3% del totale circolante.

 

E, sempre secondo le statistiche, parliamo di auto che – se a benzina – hanno in media 170 mila km, se diesel hanno invece superato ampiamente il muro dei 250 mila km. In una parola “rottami”, pericolosi per l’ambiente e pericolosi per chi li guida e per chi è a bordo. Si calcola infatti che queste auto – ma gli studi si riferiscono a modelli vecchi di 10 anni non di 17, quindi la realtà è ben peggiore – diano in caso di incidente a pilota e passeggeri una possibilità di sopravvivere di sette volte inferiore rispetto a quelle di un’auto nuova.

 

Non si tratta insomma di spingere gli automobilisti a cambiare l’auto per favorire la lobby dei costruttori, non ci sono complotti, scie chimiche o cospirazioni: il problema, enorme, è di sicurezza stradale. Ammettendo poi che dell’ambiente non importi poi nulla a nessuno perché le emissioni di una euro 3 sono nettamente più alte e velenose di quelle di una Euro 6.

 

Le vetture più vecchie in ogni caso si trovano al Centro-Sud: la regione con la percentuale di auto ante Euro 3 più alta è la Campania dove con su un parco circolante di 3.386.389 ben 1.322.457 hanno 17 anni o più, quindi pari a una percentuale del 39,1%. Segue poi di un soffio la Calabria dove il circolante di rottami è del 38,4% e quindi Sicilia, Basilicata, Molise, Puglia, Sardegna, Abruzzo, Umbria e Lazio.

 

Stesso discorso con l’analisi combinata condotta tra le province a più alto parco circolante e maggiore quota di vetture ante Euro 3: la classifica parla chiaro e vede Napoli in testa con 727.291 rottami parti al 41,7% del totale, seguita da Catania, Salerno, Palermo, Caserta, Bari, Cosenza, Lecce, Messina, Reggio Calabria.

 

 

 

articolo di VINCENZO BORGOMEO – repubblica.it

 

 

 

Auto: quanto costa un incidente?

auto incidente

Quanto costa un incidente? Quanto, cioè, il numero di sinistri incide sul premio medio Rca versato dagli automobilisti alle agenzie di assicurazione? Incrociando i dati Istat sul numero di incidenti e quelli dell’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (Ivass) sui premi, InfoData è in grado di dire che, in media, si tratta di qualcosa meno di 14 centesimi.

 

È questo il risultato che si ottiene dividendo i 223 euro di premio medio versati nel 2016 dagli automobilisti italiani per i 1598,1 incidenti verificatisi in media in ogni provincia italiana nello stesso anno. Anche se il quadro, analizzato a livello locale, è molto variegato. Si va dall’Ogliastra, dove un incidente “costa” 1,76 euro, alla provincia di Roma, zona nella quale un sinistro incide sul premio medio per meno di 2 centesimi…leggi qui il resto dello studio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

AUTO: VENDITE A +5,8% NEL MESE DI NOVEMBRE PER IL MERCATO EUROPEO

grafico su

Continua la crescita del mercato auto europeo, sebbene con ritmi più contenuti. Nel mese di novembre le nuove immatricolazioni nell’area Ue+Efta sono state 1.258.220, in aumento del 5,8% rispetto all’anno scorso. Spagna e Francia si confermano i mercati più forti, in crescita rispettivamente del 12,4% e del 10,3%. Bene anche la crescita di Germania (9,4%) e Italia (6,8%), mentre il Regno Unito continua a registrare risultati negativi, con l’11,2% di immatricolazioni in meno nel mese passato. Guardando all’intero anno, in questi primi undici mesi il saldo del mercato inglese è negativo del 5%. Di contro, quello europeo ha superato i 14 milioni di auto vendute, registrando una crescita complessiva del 4%.

 

FCA rallenta la corsa. Dopo i risultati positivi dei mesi scorsi, il gruppo FCA chiude il mese di novembre con un calo di vendite dello 0,9%, dovuto soprattutto alle immatricolazioni di Fiat (-6,8%) e Lancia (-11,8%). A bilanciare i due segni meno sono le buone performance dei marchi Jeep e Alfa Romeo, che chiudono il mese in crescita rispettivamente del 27,6% e 23%. Nel complesso, il gruppo ha immatricolato 74.568 unità, portando la sua quota di mercato nei paesi Ue+Efta a 6,8% nei primi undici mesi dell’anno.

 

Bene i tedeschi. Buone le performance di tutti i gruppi tedeschi, che chiudono novembre con una crescita delle immatricolazioni dopo la frenata di ottobre. Il gruppo Volkswagen segna +5% e 310.647 nuove auto vendute. In aumento tutti i marchi, a partire da quello principale che registra +1,5%; Audi segna +3,6%, Skoda +11,6%, Seat +12,1% e Porsche +0,6%. Il gruppo Daimler registra una crescita del 6,4% rispetto allo scorso anno, con 80.413 esemplari consegnati. Dopo molti mesi con il segno meno, il marchio Smart cresce del 6,2% mentre Mercedes si ferma al 2,1%. La BMW recupera il saldo negativo del mese scorso e chiude novembre in crescita del 2%, soprattutto grazie ai risultati di Mini (+20,3%), mentre il marchio principale è un calo del 2,2%. Il gruppo nel complesso ha consegnato 87.491 unità.

 

PSA e Renault in crescita. Continua il rally del gruppo PSA, con 200.211 unità vendute che valgono una crescita percentuale dell’83,1%. Bene tutti marchi del gruppo tranne DS (-9,3%): Peugeot e Citroën registrato rispettivamente +20,4% e +14,5%, mentre la Opel si avvicina alle 72 mila vetture immatricolate. Il gruppo Renault cresce del 10,1% vendendo 139.335 nuove unità. Bene tutti i marchi: Renault +5,2%; Dacia +24,5% e Lada +39,8%.

 

 

 

 

FONTE: quattroruote.it

 

 

 

Il camion come un drone: si guida da remoto

Desert Highway ca. 1980s-1990s

Prototipi già funzionanti grazie ad una tecnologia realizzata dalla Scania: sarà utile anche per dare assistenza ai mezzi pesanti a guida autonoma

 

Dal mondo dei giochi alla realtà: i giganteschi camion ora si possono guidare da remoto, come nei simulatori di guida o nei modellini radiocomandati. La tecnologia è stata messa a punto dalla Scania ma ovviamente per fini tutt’altro che ludici: in ballo c’è la possibilità di aumentare enormemente la sicurezza dei trasporti pesanti.

Prima regalando assistenza agli autisti in difficoltà (immaginate un pilota che ha un malore e che può venire sostituito in tempo reale da un operatore che guida in camion da remoto) e poi, un domani, magari aiutando vigilando da lontano mezzi a guida completamente autonoma, progettati per affrontare le situazioni di traffico più complesse. Nel caso in cui questi veicoli riscontrino un problema però, è necessario che entrino in azione sistemi di controllo remoto.

 

Di certo, futuro o no, i primi prototipi della Scania, realizzati in collaborazione con Ericsson, funzionano egregiamente: grazie alla tecnologia 5G, gli ingegneri sono ora in grado fare qualsiasi manovrare con i mezzi pesanti da un centro di controllo realizzato in una centrale hi-tech.

 

“Questa è la nostra soluzione alternativa, pensata per le situazioni in cui i veicoli, per ragioni tecniche o legali, non sono in grado di operare”, ha evidenziato Jimmy Selling, Software Developer in Scania R&D. Ma facciamo qualche esempio: una delle situazioni più frequenti che si troverà ad affrontare un veicolo a guida autonoma si prospetta nel momento in cui incontra un oggetto che non riconosce e che non può superare, se non infrangendo le regole della strada. In questa situazione, il veicolo si arresta e segnala il problema richiedendo assistenza all’operatore che deciderà di prendere il controllo manuale del veicolo o proseguire.

 

Ovvio che per far muovere un Tir a migliaia di km di distanza serva una connessione dati velocissima, e qui entra in gioco la rete 5G che assicura un servizio di rete mobile estremamente affidabile con latenza minima (ritardo) di pochi millisecondi e a banda larga. “Inoltre – spiegano gli ingegneri Scania – fattore ancora più rilevante, il 5G apre nuove opportunità di comunicazione in esclusiva sia device-to-device che device-to-cloud. Nel caso dei veicoli a guida autonoma, questo significa che viene assegnato loro uno spettro esclusivo per la comunicazione tra operatore e veicolo”.

 

 

 

 

 

 

 

Articolo di VINCENZO BORGOMEO

 

 

 

 

 

OLTRE 60MILA GLI ULTRANOVANTENNI AL VOLANTE

guida anziana

Passione per la guida, voglia di libertà o semplice necessità di spostarsi. Gli italiani difficilmente rinunciano all’auto. E ancor più in età avanzata. Almeno a giudicare da un’indagine di Facile.it secondo la quale in Italia ci sarebbero oltre 60.000 patenti intestate a ultranovantenni, a fronte di un’età media degli automobilisti di circa 54 anni. Un dato che appare ancora più curioso se si considera che dopo gli 80 anni la legge impone il rinnovo del permesso di guida ogni 24 mesi. Un lasso di tempo che potrebbe ridursi a 12 se andasse in porto una proposta di riforma del Codice della strada.

 

La fotografia delle regioni. Elaborata sui dati delle polizze Rc, messi a disposizione dal Ministero delle Infrastrutture e trasporti (aggiornati a maggio 2017), l’analisi fotografa l’età anagrafica degli automobilisti del Bel Paese. Con situazioni a macchia di leopardo nelle varie aree geografiche. In cima alla classifica delle regioni c’è la Lombardia con 8.738 patenti attive intestate a cittadini nati prima del 1927, seguita da Emilia Romagna (7.553), Toscana (5.834), Piemonte (5.505), Lazio (5.471) e Veneto (4.815).

 

Percentuale sul totale. Se si analizza la percentuale di patentati ultranovantenni rapportata al totale degli automobilisti, invece, sul podio svetta l’Emilia Romagna con lo 0,253%, oltre una volta e mezzo il valore medio nazionale, pari allo 0,156%. Al secondo posto si trova la Liguria (0,247%), mentre la medaglia di bronzo spetta alla Toscana (0,233%).

 

 

 

 

fonte: quattroruote.it

 

 

 

Dal 1^ ottobre stesse misure antismog per Veneto, Piemonte, Lombardia ed Emilia-Romagna

manutenzione-e-costo-auto-a-gpl-o-a-metano

Scatteranno dal prossimo 1 ottobre le misure antismog che, per la prima volta, saranno le stesse per tutta l’area padana, come previsto dal “Nuovo Accordo per la qualità dell’aria nel bacino padano” firmato dall’Emilia-Romagna con il Ministero dell’Ambiente insieme a Lombardia, Piemonte e Veneto.

 

Quest’anno, oltre alle misure previste dal “Piano aria integrato regionale (Pair2020)” relative alla limitazione della circolazione dal lunedì al venerdì e nelle domeniche ecologiche dalle ore 8,30 alle 18,30 per le auto e i veicoli commerciali diesel fino all’euro 3 e benzina fino all’euro 1, sono previste anche misure aggiuntive da attuare in modo omogeneo nelle quattro Regioni e che saranno approvate la prossima settimana dalla Giunta regionale.

 

Il punto sulle misure antismog è stato fatto nel corso di un incontro in Regione con i rappresentanti dei Comuni con più di 30 mila abitanti e di quelli della cintura di Bologna già aderenti al Pair2020.

 

“Per la prima volta si stabiliscono misure emergenziali comuni per le quattro regioni del bacino padano- sottolinea l’assessore regionale alla Difesa del suolo e Politiche ambientali, Paola Gazzolo- che da sole rappresentano il 40% della popolazione italiana e la zona più produttiva del Paese. Stiamo lavorando insieme con serietà ma, all’impegno delle istituzioni, serve che si unisca l’impegno dei cittadini perché la qualità dell’aria è un tema che riguarda tutti. Un’aria migliore passa da comportamenti virtuosi e il rispetto delle regole è la premessa per ottenerla”.

 

Le nuove regole

Nel dettaglio sono previsti due livelli di allerta, a cui corrispondono interventi emergenziali diversi: il primo scatta dopo 4 giorni consecutivi di superamento del valore limite di Pm10, il secondo dopo 10 giorni.

Dal 1° ottobre, come previsto dal Piano aria regionale, in caso di superamento dei limiti di pm10 per 4 giorni consecutivi le restrizioni alla circolazione scattano in modo automatico dal giorno successivo e si estendono ai veicoli diesel euro 4. Inoltre, entrano in vigore misure emergenziali aggiuntive, derivanti dall’Accordo di bacino padano, che prevedono il divieto di utilizzo di stufe a biomassa legnosa con prestazioni emissive inferiori alla classe 3 stelle, in presenza di impianti alternativi; il divieto di combustione all’aperto e di spandimento dei liquami zootecnici. Il periodo di superamento di 4 giorni, anziché di 7 come negli anni precedenti, costituisce un criterio di maggior cautela per la salute dei cittadini e garantisce ancora più efficacia agli interventi.

Dopo 10 giorni consecutivi di sforamenti, invece, il divieto di utilizzo di stufe a biomassa legnosa viene esteso anche alla classe 3 stelle.

Tutte le misure emergenziali restano in vigore fino al primo giorno di aggiornamento del bollettino (il primo lunedì o giovedì successivo al giorno del blocco). Sono prorogate se i livelli rimangono superiori alla soglia.

 

 

 

 

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