Incentivi auto, la Corte dei conti: «Servono regole più semplici e controlli più efficaci»

Gli incentivi per l’acquisto di auto a basse emissioni hanno favorito il rinnovo del parco circolante e sostenuto, almeno in parte, la diffusione della mobilità a minore impatto ambientale. Tuttavia, il sistema presenta ancora diversi punti deboli che ne limitano l’efficacia. È quanto emerge dalla relazione approvata dalla Corte dei conti (delibera n. 51/2026/G), che ha analizzato il funzionamento degli ecobonus introdotti dalla legge di Bilancio 2019.

Secondo i magistrati contabili, una delle principali criticità riguarda la complessità delle procedure di accesso agli incentivi. Le regole sono state modificate più volte nel corso degli anni, creando incertezza sia per i cittadini sia per gli operatori del settore. Per questo la Corte invita il legislatore a semplificare il sistema, rendendolo più stabile, chiaro e facilmente accessibile.

Un altro aspetto evidenziato riguarda il monitoraggio dei risultati. La Corte sottolinea infatti la necessità di rafforzare la verifica dell’effettiva efficacia ambientale degli incentivi, valutando con maggiore precisione se le risorse pubbliche impiegate producano una reale riduzione delle emissioni di CO₂ e un concreto miglioramento della qualità del parco veicolare italiano.

Il meccanismo degli ecobonus prevede che lo sconto venga applicato direttamente dal concessionario al momento dell’acquisto del veicolo, mentre il rimborso alle case costruttrici avviene successivamente attraverso il sistema della compensazione dei crediti d’imposta. Un modello che, secondo la magistratura contabile, può continuare a funzionare, purché sia accompagnato da strumenti di controllo più efficaci e da una raccolta sistematica dei dati sui risultati conseguiti.

Le osservazioni della Corte arrivano in una fase di profondo riordino delle politiche di sostegno al settore automotive. Il Governo ha infatti avviato un nuovo piano di incentivi destinato a privilegiare soprattutto il rinnovo delle flotte aziendali, i veicoli commerciali e gli investimenti nelle infrastrutture di ricarica, con l’obiettivo di rendere gli interventi più mirati e coerenti con la transizione ecologica.

Per il comparto dell’autoriparazione, della distribuzione e delle imprese dell’automotive il messaggio della Corte dei conti è chiaro: gli incentivi possono rappresentare uno strumento utile di politica industriale, ma solo se accompagnati da regole semplici, stabili nel tempo e da una valutazione rigorosa della loro efficacia economica e ambientale.