TAMPONAMENTO IN SOSTA: UNO SU SEI SCAPPA SE MANCA IL PROPRIETARIO

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Può capitare a chiunque di tamponare un’auto in sosta, per una manovra di parcheggio un po’ troppo spavalda, per aver perso il controllo della vettura in marcia o per altri motivi. Nella maggior parte dei casi il proprietario del veicolo danneggiato non è presente e la tentazione di fuggire, facendo finta di niente, è forte. Ma quanti si comportano così? Secondo un’indagine condotta da mUp Research e Norstat per Facile.it, un automobilista su sei. Col risultato che il proprietario danneggiato rischia di dover riparare il veicolo di tasca propria, se non munito di un’adeguata copertura assicurativa, come quella contro gli atti vandalici e le polizze cristalli.

Gli intervistati. Dai risultati della ricerca, condotta su un campione di 1.220 persone di tutta la penisola con un’età compresa tra i 18 e i 74 anni, è emerso che il 17,7% degli italiani con patente di guida, cioè circa 7,7 milioni di automobilisti, ha danneggiato almeno una volta un veicolo in sosta. Se restringiamo il campo ai soli uomini, gli automobilisti che si sono imbattuti in questa situazione salgono al 22,8% degli intervistati, contro il 12,9% relativo alle donne. Osservandone l’età si scopre invece che i giovani tra i 18 e i 24 anni sono quelli più attenti, avendo danneggiato un veicolo fermo solo nel 12,5% dei casi, al contrario della fascia tra i 45 e i 54 anni (21,5%), la più distratta. Quanto all’area geografica, questi episodi sono più frequenti al Nord Ovest (19,3%) e al Centro (19%), dove il dato è più alto della media.

Il comportamento. Ma ciò che più colpisce è la scorrettezza: dall’indagine emerge infatti che 1,3 milioni di automobilisti hanno preferito andar via senza lasciare alcun recapito, anziché lasciare il classico bigliettino lasciato sul parabrezza. A conti fatti, parliamo del 16,5% di chi ha dichiarato di aver danneggiato un’auto in sosta. Le donne, oltre ad essere più attente, o più prudenti, si sono rivelate più oneste: nel loro caso, il dato scende all’8,5%, contro il 21,3% degli uomini. I giovani che hanno già qualche anno di patente alle spalle, ovvero quelli dai 25 ai 34 anni, sono i più furbi, avendo fatto finta di nulla nel 31% dei casi. Al contrario, ben più corretti risultano gli anziani dai 65 ai 74 anni, che hanno ammesso questo malcostume nell’8,8% dei casi. Se poi guardiamo all’onestà “territoriale”, la media dei furbi si alza al Sud (18,5%) e, ancor di più, al Centro Italia (18,8%).

Le ragioni. Ma cosa spinge l’automobilista ad adottare questo comportamento? La giustificazione più addotta dagli intervistati è quella di aver causato un danno di modesta entità, seguita dal timore di dover subire un esborso al contrario notevole per le proprie tasche. Lasciano alquanto perplessi, sebbene prevedibili, motivazioni come  “nessuno mi ha visto” e  “perché tanto nessuno mette mai bigliettini”.

 

 

articolo di Alessandro Mirra su www.quattroruote.it

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