AUTO: CRESCONO LE IBRIDE, MA IL MERCATO E’ IN CRSI

DEP ok.indd

Le vendite di auto nuove segnano ancora il passo. Al giro di boa del semestre, non siamo nemmeno a 600mila targhe, mezzo milione in meno rispetto al 2019. Poiché la prima metà dell’anno è quella che vale in genere quasi il 60% del totale, pare probabile che alla fine si conteranno 1,1 milioni di vendite; 1,2 se va bene.

I DATI ANFIA

Il rapporto semestrale di Anfia, l’associazione dell’industria automobilistica, guarda alla composizione delle vendite e alle componenti dello scenario economico, per fare luce sulle dinamiche che stanno dietro alle scelte degli italiani di entrare o non entrare nel mercato.

Il primo dato da osservare è il clima di fiducia dei consumatori e delle imprese, registrato dall’Istat, che fissa a 100 il livello del 2010. Entrambe in comprensibile flessione dai primi mesi del 2018, la curva delle imprese si posiziona costantemente dieci punti sotto quella dei consumatori, il cui ottimismo poggia in parte sui milioni di redditi da pensione e da pubblico impiego. Il lockdown ha ovviamente colpito duro, con un picco negativo a maggio, quando il pericolo sanitario era ormai stato sostituito da quello economico. Ma l’intensità del problema è stata percepita in maniera diversa.

La fiducia delle imprese è sprofondata di oltre 45 punti, da quasi 100 a poco più di 50, mentre i consumatori hanno diminuito il sentiment da 110 a 95, appena 15 punti. A giugno, sono già risaliti a quota 100, della serie: va tutto bene. Di diverso avviso le imprese, che stanno recuperando lentamente; il clima di fiducia a giugno è risalito, ma a 65: no, non va tutto bene. A parte le macchine, queste curve raccontano perfettamente quale sia lo scollamento dei cittadini dalla realtà economica del Paese. Stringendo invece sulle automobili, pare lecito concludere che gli acquisti delle imprese mancano perché per loro non è proprio il momento di pensare a cambiare la macchina. Infatti, la loro quota che era il 45% nel 2019 è adesso al 42. Passato il lockdown sanitario, fanno fatica a tornare perché non stanno producendo quel livello di ricchezza al quale erano abituate e, di conseguenza, non lo distribuiscono in forma di spesa e di investimenti.

CONSUMATORI

La fotografia dei consumatori è un’altra. Già a giugno avevano comprato appena l’8% meno del giugno 2019. Un incentivo all’acquisto potrebbe incoraggiare quelli che ancora esitano. Il condizionale dipende dal fatto che le misure di supporto proposte nel DL Rilancio e previste per agosto, fa notare Anfia, sono corredate da “pochissime risorse che difficilmente riusciranno a dare un contributo fattivo alla ripresa del mercato”. Significa che le agevolazioni ci sono ma i soldi no.Sempre sui privati, è interessante leggere i dati degli acquisti dal punto di vista delle motorizzazioni. Come sappiamo, l’industria racconta da anni che ormai le macchine sono elettriche. Ancora non tutte, ma manca poco. Quanto poco non si sa.

La novella poggia sul presunto valore di impatto ambientale delle auto a pile. I cittadini hanno ascoltato e recepito, alla loro maniera, questa indicazione. Non rinunciando ovviamente ad avere un motore termico nel cofano, che manda avanti le ruote: lo scorso anno nel 99,4% delle auto c’era e, nei primi sei mesi, la quota è scesa al 98,3. Piuttosto, hanno scoperto il valore delle motorizzazioni ibride, che soddisfano quel bisogno di ambiente, che va tanto, senza rinunciare alla comodità e alla tranquillità di far rifornimento e ripartire in due minuti. Erano il 6% nel 2019 e nei sei mesi sono passate quasi al 12%.

L’adozione delle ibride è un fenomeno presente quasi allo stesso modo tra i privati e nelle imprese, molto più delle altre motorizzazioni. Il diesel, ad esempio, è scelto da un privato su quattro, mentre lo preferisce un’impresa su due, per le sue prestazioni sulle percorrenze extra-urbane. Il tipo di motore normalmente è un dettaglio da addetti ai lavori, ma quando diventa il fulcro della comunicazione ai potenziali clienti assume un peso significativo.

Se la narrazione propone motorizzazioni che le persone, pur apprezzandole concettualmente, faticano a vedere efficaci nell’uso quotidiano, l’effetto è di rendere la loro scelta difficile e dunque rimandabile. Sono molti mesi che gli operatori registrano un elevato livello di incertezza nel processo di acquisto. Se novantotto italiani su cento acquistano un motore termico, significa che ogni 100 macchine prodotte 98 hanno un motore termico. Non dovrebbe essere motivo di imbarazzo. Non per chi le fabbrica, almeno.

ARTICOLO di Pier Luigi del Viscovo, fonte: sole24ore

MILLEPROROGHE: LE NOVITA’ PER IL MONDO DELLE AUTO

bancadati

Il provvedimento “MILLEPROROGHE” approvato im parlamento contiene alcune importanti novità in materia automobilistica. LE NOVITA’ IN SINTESI:

Monopattini su strada, ma solo in città. La norma disciplina ex novo la circolazione dei monopattini elettrici con potenza fino a 500 W. Semplificando al massimo, questi mezzi potranno circolare su strade con limite di velocità di 50 k,m ma solo in ambito urbano. Non potranno utilizzarli persone di età inferiore a 14 anni e i minorenni dovranno comunque indossare il casco. E da mezz’ora dopo il tramonto a mezz’ora prima dell’alba, i conducenti dovranno anche indossare un giubbino e delle bretelle riflettenti. I monopattini in sharing dovranno essere assicurati. Segway, monowheel e hoverboard continueranno a essere soggetti al cosiddetto decreto Toninelli, cioè potranno circolare solo nelle strade con limite di velocità 30 km/h ed esclusivamente nei comuni che hanno aderito alla sperimentazione. Ulteriori dettagli sono reperibili nella nostra guida sui monopattini.

Rc familiare con il supermalus. Dal 16 febbraio è in vigore la cosiddetta Rc familiare, cioè l’estensione della legge Bersani ai veicoli di tipo diverso (per esempio, auto con moto). Tuttavia, in caso di incidente con colpa e conseguente indennizzo di almeno 5 mila euro, il contraente della polizza che ha beneficiato della nuova Bersani sarà soggetto a un malus fino a cinque classi di merito. La disposizione è retroattiva, cioè vale anche per i contratti in essere.

Congelato il bollo delle auto a noleggio. Com’è noto, dall’1 gennaio 2020 il pagamento della tassa automobilistica dei veicoli a noleggio con contratti di durata superiore a 12 mesi non è più competenza del proprietario del veicolo (cioè l’impresa di noleggio), bensì l’utilizzatore dello stesso sulla base del contratto annotato, come prevede il Codice della strada, nell’Archivio Nazionale dei Veicoli. Il decreto milleproroghe prevede che le tasse in scadenza nel primo semestre 2020 possano essere versate entro il 31 luglio 2020 senza l’applicazione di sanzioni e interessi. Non solo: rntro il 30 aprile, il ministero dell’Economia e quello dei Trasporti dovranno definire, con decreto, le modalità operative per l’acquisizione al Pra dei dati del locatario.

Ecobonus, arrivano le Euro 0 e si abbassa la soglia di CO2. Il decreto milleproroghe sana l’anomalia contenuta nella legge di bilancio per il 2019 che aveva introdotto l’ecobonus. Se finora, in caso di rottamazione, l’incentivo all’acquisto di auto a basse emissioni di CO2 veniva riconosciuto solo per la demolizione di vetture Euro 1, 2, 3 e 4, la nuova norma estende il bonus anche alla rottamazione di vetture Euro 0. In più, il testo abbassa a 60 g/km la soglia di emissioni fino alla quale è possibile ottenere l’incentivo (una novità, per ora, che non impatta sul mercato).

Soldi delle multe per animali e rifiuti. L’ultima novità del milleproroghe riguarda le entrate generate dalle sanzioni. Fino al 2022, le province e le città metropolitane potranno usare i proventi delle violazioni del Codice della strada anche per “interventi per il ricovero degli animali randagi, per la rimozione dei rifiuti abbandonati e per il decoro urbano delle aree e delle sedi stradali”.

 

 

Articolo di MARIO ROSSI, pubblicato su “quattroruote.it”