Sei italiani su dieci rimandano l’acquisto dell’auto, altri due rinunciano

auto chiave

Passata la fase più critica dell’emergenza coronavirus, l’auto è diventata, a modo suo, un termometro della situazione. Studi statistici, per ultimo quello condotto da Aniasa con la società di consulenza strategica Bain & Company, la confermano al centro della mobilità post-Covid, ma allo stesso tempo prefigurano scenari complicati per le vendite: secondo la ricerca, infatti, l’84% degli italiani ha rinunciato o posticipato l’acquisto di una nuova vettura.

Domanda attendista. Sulla decisione pesano, inevitabilmente, le difficoltà economiche generate dal lockdown, ma influisce anche l’incertezza legata agli incentivi, su cui il governo tentenna. Così, mentre il 24% dei consumatori ha gettato la spugna, il 60% aspetta tempi migliori: per le proprie finanze (47%) o per la convenienza dei prezzi d’acquisto (23%). In ogni caso, la stragrande maggioranza (70%) è disposta a comprare solo a fronte di incentivi, promozioni o soluzioni flessibili. Solo il 12% ritiene l’auto un bene non più necessario.

Mezzo privato vs pubblico. Eppure, un mezzo di trasporto privato ci serve oggi più che mai, se è vero che, come evidenzia lo studio, in questa Fase 3 l’automobile viene utilizzata per il 60-70% degli spostamenti, mentre i mezzi pubblici solo per il 20-30%. Il coronavirus ha segnato le abitudini di mobilità degli italiani e un ritorno alla normalità non sarà certo rapido: oltre la metà degli intervistati ritiene infatti di ripristinare i precedenti standard negli spostamenti solamente tra sei mesi. Lo scetticismo riguarda principalmente il trasporto pubblico locale, che quasi il 70% del campione dichiara di volere utilizzare meno di prima. E si diffida, per timore dei possibili contagi, anche del taxi: il 47% del campione intende ridurne la fruizione.

Meno gente in giro. In generale, c’è ancora una tendenza a limitare gli spostamenti: soprattutto a quelli legati al piacere (tre italiani su quattro pensano di andare meno di prima al ristorante, e lo stesso dicasi per lo shopping) e al lavoro. Prospettive che generano ricadute negative sul car sharing e sul noleggio a breve termine.

 

 

Fonte: quattroruote.it

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