NUOVA ORDINANZA REGIONE VENETO SU CONTENIMENTO COVID 19

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dal 6 luglio 2020, fino al 31 luglio 2020, la Regione Veneto impone  regole  per chi rientra dall’estero, ad esclusione di 36 Paesi per cui esiste un corridoio sanitario.

I Paesi esclusi sono:

1. Austria 2. Belgio 3. Bulgaria 4. Svizzera 5. Cipro 6. Repubblica Ceca 7. Germania 8. Danimarca 9. Estonia 10. Grecia 11. Spagna 12. Finlandia 13. Francia 14. Croazia 15. Ungheria 16. Irlanda 17. Islanda 18. Liechtenstein 19. San Marino  20. Lituania 21. Lussemburgo 22. Lettonia 23. Malta 24. Paesi Bassi 25. Norvegia 26. Polonia 27. Portogallo 28. Romania 29. Svezia 30. Slovenia 31. Slovacchia 32. Regno Unito e Irlanda del Nord 33. Andorra 34. Principato di Monaco  35. Stato della Città del Vaticano 36. Italia.

Se una persona arriva da un Paese  non presente nell’elenco sopra esposto ha l’obbligo di isolamento fiduciario per 14 giorni nei seguenti casi:

1 – contatto a rischio con soggetto risultato positivo al tampone;
2 – ingresso o rientro in Veneto da Paesi diversi da quelli dell’allegato 1 (diversi dai paesi Europei), obbligo di isolamento fiduciario dall’ingresso nella nostra regione, per 14 giorni;
3 – compresenza di sintomi di infezione respiratoria e temperatura superiore ai 37 gradi e mezzo.

· Isolamento in strutture extra alberghiere
Se la Ulss ha difficoltà a mettere in isolamento fiduciario può trovare strutture ad hoc.

· Tampone a chi entra dall’estero per necessità lavorative
Queste persone che entrano o tornano in Veneto dopo un viaggio in Paesi diversi da quelli sopra citati, dovranno sottoporsi a tampone appena arrivati e un secondo dopo 7 giorni se il primo risulta negativo.
La prestazione sanitaria è gratuita.
Il datore di lavoro deve contattare la Ulss e riammette temporaneamente il lavoratore se il tampone è negativo.
Il caso badanti: il tampone è raccomandato, fare il tampone è fondamentale e la richiesta deve essere fatta all’Ulss. Se il titolare non segnala e non richiede il tampone per il lavoratore in arrivo dall’estero da uno dei Paesi in questione, vine multato di mille euro per ogni lavoratore.

· Le persone in isolamento segnalate
E’ obbligatorio comunicare – al Sindaco, al Prefetto e all’Autorità Giudiziaria – l’elenco dei positivi ai fini dei controlli e delle misure cautelari.

· Rifiuto di ricovero
Chi rifiuta il ricovero – perché positivo e con sintomi – deve essere segnalato all’Autorità Giudiziaria. Parte la denuncia “d’ufficio”. Nel momento in cui il soggetto è consapevole della gravità della propria situazione e della positività da Covid, si contesta l’art.452 del Codice Penale.

· Sanzioni
Chi viola l’isolamento (ma è negativo) viene multato con mille euro. Se un positivo esce rischia il carcere, oltre alla multa.

Ecco il link per scaricare ordinanza
http://wp.me/a1Ivvy-7wD

MERCATO AUTO: ANCHE GIUGNO IN FORTE CALO, -23%

parco auto

Malgrado il giorno lavorativo in più e la riapertura della maggior parte delle attività economiche dopo l’emergenza sanitaria da COVID-19, a giugno crolla ancora il mercato delle autovetture, che fa registrare un -23% rispetto a giugno del 2019.

Cadono tutti i canali, del 7,7% i privati, del 39% il noleggio (con il segmento a breve termine giù del 72%) e del 44% le società.

Secondo i dati diffusi ieri (1 luglio 2020) dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, a giugno calano a 132.457 unità le registrazioni di autovetture, rispetto alle 172.312 dello stesso mese dello scorso anno, con una perdita di circa 40.000 unità.

Nel primo semestre le immatricolazioni in meno diventano quindi quasi 500.000, da 1.083.184 a 583.960 unità, un tracollo del 46%.

L’analisi delle vendite di autovetture per utilizzatore fa rilevare una flessione dei privati meno pesante rispetto agli altri canali, visto anche il confronto con le immatricolazioni 2019 che avevano iniziato a contrarsi dopo il I quadrimestre. Con 86.457 vetture vendute la riduzione è del 7,7%, e la quota di mercato recupera 11 punti raggiungendo in giugno il 65%. Continua la forte flessione del noleggio (-39,4% in giugno), dovuta soprattutto alla performance fortemente negativa del breve termine che risente dei mancati flussi turistici (-72,4% a poco più di 4.000 unità). Il lungo termine cala comunque del 21,7% (21.177 immatricolazioni) evidenziando una rappresentatività in linea con lo scorso anno. Le società mostrano la perdita peggiore: -44,3%, al 14,3% di quota (-5,4 punti), con le autoimmatricolazioni che cedono oltre la metà dei volumi, a 11.678 immatricolazioni e all’8,8% di quota. A chiusura della prima metà dell’anno la flessione del noleggio e società è allineata e superiore al 50%, vicini i privati a -42,3%.

Dal punto di vista delle alimentazioni il pesante segno negativo in giugno interessa le motorizzazioni tradizionali, il gpl e metano. Il diesel con un -34,8% dei volumi si ferma al 35,6% di quota, il benzina non raggiunge per poco il 40% di rappresentatività con una flessione delle vendite del 28,6%. Il Gpl, in calo del 19,5%, rappresenta il 7,2% del mercato ed il metano il 2,4% (-11,2% delle immatricolazioni). Il mese di giugno conferma la forte crescita delle vetture ibride (+84,4% e 17.684 unità) – che con quasi 8 punti di crescita, rappresentano il 13,3% del mercato – e delle vetture elettriche (+53,2% a 2.228 unità), che coprono l’1,7% delle preferenze. Anche nel I semestre tali motorizzazioni sono le uniche in territorio positivo.

Pesanti flessioni a doppia cifra interessano tutti i segmenti del mercato, in particolare le city car (segmento A a -29,2%) e le medie del segmento C a -27,9%. Non si salvano neanche le carrozzerie, tutte in calo a doppia cifra, passando dal -11,1% dei fuoristrada (con una quota in crescita) e dei monovolume grandi (che dall’analisi al netto del noleggio tornerebbero al segno positivo), al -65,2% dei monovolume compatti.

Fra le aree geografiche, quella più colpita è il Nord Ovest con un -30% in giugno, che scende al 31,2% allineandosi alla quota del Nord Est. Il Sud e le Isole registrano una flessione meno pesante ma comunque superiore al 16%.

Calano del 6,3% le emissioni di CO2 a 111,7 g/km contro i 119,2 dello stesso mese 2019. Flessione simile nel I semestre (-6,4%) a 112,2 g/km contro 119,8 dello stesso periodo dello scorso anno.

Per concludere l’analisi del mercato, a giugno i trasferimenti di proprietà al lordo delle minivolture sono stati 247.655, evidenziando il medesimo calo del mercato del nuovo, rispetto ai 322.692 di giugno 2019 (nel cumulato del I semestre il calo è del 40,5%).

fonte: Unrae.it

 

 

Sei italiani su dieci rimandano l’acquisto dell’auto, altri due rinunciano

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Passata la fase più critica dell’emergenza coronavirus, l’auto è diventata, a modo suo, un termometro della situazione. Studi statistici, per ultimo quello condotto da Aniasa con la società di consulenza strategica Bain & Company, la confermano al centro della mobilità post-Covid, ma allo stesso tempo prefigurano scenari complicati per le vendite: secondo la ricerca, infatti, l’84% degli italiani ha rinunciato o posticipato l’acquisto di una nuova vettura.

Domanda attendista. Sulla decisione pesano, inevitabilmente, le difficoltà economiche generate dal lockdown, ma influisce anche l’incertezza legata agli incentivi, su cui il governo tentenna. Così, mentre il 24% dei consumatori ha gettato la spugna, il 60% aspetta tempi migliori: per le proprie finanze (47%) o per la convenienza dei prezzi d’acquisto (23%). In ogni caso, la stragrande maggioranza (70%) è disposta a comprare solo a fronte di incentivi, promozioni o soluzioni flessibili. Solo il 12% ritiene l’auto un bene non più necessario.

Mezzo privato vs pubblico. Eppure, un mezzo di trasporto privato ci serve oggi più che mai, se è vero che, come evidenzia lo studio, in questa Fase 3 l’automobile viene utilizzata per il 60-70% degli spostamenti, mentre i mezzi pubblici solo per il 20-30%. Il coronavirus ha segnato le abitudini di mobilità degli italiani e un ritorno alla normalità non sarà certo rapido: oltre la metà degli intervistati ritiene infatti di ripristinare i precedenti standard negli spostamenti solamente tra sei mesi. Lo scetticismo riguarda principalmente il trasporto pubblico locale, che quasi il 70% del campione dichiara di volere utilizzare meno di prima. E si diffida, per timore dei possibili contagi, anche del taxi: il 47% del campione intende ridurne la fruizione.

Meno gente in giro. In generale, c’è ancora una tendenza a limitare gli spostamenti: soprattutto a quelli legati al piacere (tre italiani su quattro pensano di andare meno di prima al ristorante, e lo stesso dicasi per lo shopping) e al lavoro. Prospettive che generano ricadute negative sul car sharing e sul noleggio a breve termine.

 

 

Fonte: quattroruote.it

RIPRESA POST COVID PER AUTORIPARATORI ED OFFICINE

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Secondo una ricerca elaborata dall’Osservatorio Autopromotec, il lavoro in officina sta migliorando: da aprile a maggio gli autoriparatori stanno dando segnali positivi

Sembra che qualche segnale di ripresa stia arrivando e a dare alcune indicazioni positive è il settore dell’autoriparazione. Secondo quanto emerge da una ricerca elaborata dall’Osservatorio Autopromotec l’attività in officina sta migliorando. Il mondo dell’assistenza auto, dunque, si sta scrollando di dosso, seppur lentamente, gli effetti del Covid-19 e dati che abbiamo fanno ben sperare.

L’indagine dell’Osservatorio Autopromotec è stata condotta su un campione rappresentativo di officine di autoriparazione attraverso inchieste mensili. I dati dicono che a maggio la differenza tra la percentuale di autoriparatori che hanno indicato alto il livello di attività e la percentuale di autoriparatori che lo hanno valutato basso è stata pari a -6. Un dato ancora negativo, ma molto meno rispetto al -94 di aprile. Nel mese di totale quarantena e lockdown, infatti, il lavoro delle officine ha subìto un drastico rallentamento. Allentando le restrizioni e aumentando la circolazione, il saldo (ovvero la differenza tra valutazioni positive e negative) è migliorato.

Al campione di intervistati è stato chiesto anche cosa si aspetta per il futuro del settore. La parole che emerge è “stabilità”: la maggior parte dei lavoratori delle officine credono che la situazione resterà stabile. Discorso analogo per i prezzi: ben il 78% degli autoripatori afferma che non subiranno variazioni.

 

LA CRISI DEL MERCATO AUTO EMERGE DAI DATI UNRAE

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Nonostante la riapertura il 4 Maggio delle attività economiche, dopo quasi due mesi di chiusura per l’emergenza sanitaria da COVID-19, il mercato delle autovetture fa segnare un altro crollo (-50%) in Maggio verso lo stesso periodo del 2019.

Precipitano tutti i canali: vanno giù del 35% i privati, del 69% il noleggio e del 57% le società.

Secondo i dati diffusi oggi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, a Maggio diminuiscono del 49,6% le immatricolazioni di autovetture, a 99.711 unità rispetto alle 197.881 dello stesso mese dello scorso anno, con una perdita di circa 98.000 unità.

Nel cumulato Gennaio-Maggio le immatricolazioni in meno diventano quindi quasi 460.000, da 910.872 a 451.366 unità, un tracollo del 50,4%.

“Il dato delle immatricolazioni di Maggio – commenta Michele Crisci, Presidente dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere – per la maggior parte consegne di ordini sottoscritti prima dell’inizio dell’emergenza da COVID-19, conferma la gravità della crisi senza precedenti che sta attraversando il settore auto.”

“Nonostante la riapertura a inizio Maggio dopo due mesi di chiusura completa – continua Crisci – il sistema della distribuzione auto resta attanagliato da una grave crisi di liquidità, appesantito da centinaia di migliaia di veicoli fermi nei piazzali e con le risorse messe a disposizione dal Decreto Liquidità ancora impigliate nella burocrazia e bloccate all’interno del sistema bancario.”

“D’altra parte, la mera riapertura dei concessionari non basta a far ripartire la domanda, con famiglie e imprese prostrate dal crollo dell’attività economica e con un futuro quanto mai incerto e fosco. Testimonianza ne sono i dati raccolti a fine Maggio che parlano di un calo degli ordinativi di circa il 60% rispetto a Maggio dello scorso anno.”

“Nell’assoluta, incomprensibile sordità e indifferenza della classe politica – prosegue Crisci – è sempre più grande il rischio di chiusura nei prossimi mesi di centinaia di imprese della filiera della distribuzione auto, che si accompagnerebbe drammaticamente alla scomparsa di decine di migliaia di posti di lavoro.”

“E’ vieppiù urgente quindi la necessità di immediati e concreti provvedimenti – afferma il Presidente Crisci – che siano di efficace sostegno al settore auto, per la sua valenza strategica nazionale e il suo grande contributo all’economia, non solo in termini di generazione di valore e di occupazione, ma anche di gettito erariale (pari a circa 80 miliardi di Euro annui incluso tutto l’indotto), come pure per il ruolo ancora più centrale che avrà nella mobilità. E’ ancora utile sottolineare l’importanza della velocità di azione richiesta: i lavoratori e le loro famiglie, le imprese, l’intero settore auto e il Paese non possono aspettare i tempi dell’European Recovery Fund, ora presentato come la panacea di tutti i mali.”

Resta pesantemente negativa la performance del dato mobile con un -22,3% rispetto ai 12 mesi precedenti.

Da un’analisi della domanda di autovetture a Maggio per utilizzatore, è da notare, in un contesto di grave sofferenza di tutti i canali con risultati fortemente negativi, la performance dei privati che, con 68.129 acquisti, flettono del “solo” 35% e guadagnano quasi 15 punti percentuali di quota rispetto a Maggio del 2019, attestandosi al 67,7% di rappresentatività. Crollano le immatricolazioni del noleggio (-69%), in particolare il breve termine, in caduta libera con un -96% e appena 1.073 immatricolazioni, all’1,1% di quota contro il 12,8% dello scorso anno. In linea con il mercato, invece, le immatricolazioni del lungo termine (-50%), con quasi 17.000 unità e una quota vicina al 17%. Le società, infine, con un -57% perdono quasi 3 punti di quota (al 13,1%) a causa della frenata delle autoimmatricolazioni (-65%) che a Maggio sono 7.600, a fronte di un -41% delle altre società che, perdendo meno del mercato totale, guadagnano quasi 1 punto di quota, al 5,6% di rappresentatività. Nel cumulato di Gennaio-Maggio sono negative le performance di tutti i canali, dal -49% dei privati al -52% sia del noleggio sia delle società.

Sul fronte delle alimentazioni, spiccano i segni positivi delle immatricolazioni di vetture con motorizzazioni alternative: dal +18% delle ibride, che con 12.618 immatricolazioni passano da una quota del 5,4% dello scorso anno a una del 12,5% di Maggio 2020, al +55% delle elettriche con 1.816 unità e una quota dell’1,8%. Forte la contrazione, invece, per le alimentazioni tradizionali, che insieme rappresentano oltre il 77% del mercato totale, con il benzina in calo del 52% (a 41.466 unità) e il diesel che perde il 56% a 36.309 unità. In linea con la tendenza del mercato complessivo il Gpl (-51%) e il metano (-49%).

Il segno è negativo anche per tutti i segmenti in cui è scomposto il mercato, con le E-Superiori che registrano un calo del 37%, archiviando la “migliore” performance, mentre diminuisce del 59% il segmento A-Piccole, che registra il peggior risultato, passando dal 17,2% al 13,9% di quota.

Non è diversa la sorte delle carrozzerie che riportano tutte segni meno: le berline, con una quota del 42,1% (dal 47,2% di Maggio del 2019), perdono il 55% delle vendite, a fronte di un recupero di oltre 4 punti di quota dei crossover (-37%), che arrivano al 37,1%. Incrementano la propria rappresentatività anche i fuoristrada, con 3,4 punti di quota (ora ll’11,1%) in più rispetto allo scorso anno.

Nel dettaglio per area geografica, la riduzione più significativa delle vendite si registra nell’area Nord Orientale (-59% a 30.156 immatricolazioni, che rappresentano una perdita di 7,3 punti di quota rispetto al 37,3% dello scorso anno), ma non sono di certo migliori i risultati in quella Nord Occidentale (-45%). Il Centro Italia, invece, è l’area in cui i risultati sono meno severi rispetto al mercato complessivo archiviando comunque un -40%.

Calano del 5,1% le emissioni di CO2 a 112,9 g/km contro i 119,0 di Maggio 2019. Nel cumulato dei primi 5 mesi la riduzione delle emissioni è del 6,4% a 112,3 g/km contro 120,9 dello stesso periodo dello scorso anno.

Per concludere l’analisi del mercato, a Maggio i trasferimenti di proprietà al lordo delle minivolture sono stati 206.967, in flessione del 45% rispetto ai 373.676 di Maggio 2019 (nel cumulato dei primi cinque mesi il calo è del 43%).

 

FONTE: unrae.it

COVID-19: INDICAZIONI DALL’ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA’

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l’Istituto Superiore di Sanità ha realizzato un “poster” (CLICCA QUI PER SCARICARLO) sui comportamenti da tenere per un corretto utilizzo dell’automobile e al cui interno troviamo informazioni utili che i professionisti della riparazione possono condividere con i clienti.

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il poster dell’Istituto superiore di Sanità predisposto per gli automobilisti e gli addetti del settore

Gomme invernali: sostituzione entro il 15 giugno

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Il Ministero dei Trasporti ha preso atto dei condizionamenti legati all’emergenza Covid-19 e ha posticipato il montaggio delle gomme estive da metà maggio a metà giugno. Lo slittamento agevola in pratica solo coloro che circolano con pneumatici invernali con un codice di velocità inferiore a quello riportato sulla carta di circolazione. Infatti, chi utilizza coperture invernali con codice uguale o superiore a quello indicato sul libretto, volendo, può circolare anche tutto l’anno con gomme da neve, come del resto è sempre stato possibile.

Lo slittamento dà fiato tanto agli automobilisti che si trovano nella condizione di dovere effettuare l’avvicendamento pneumatici invernali ed estivi quanto ai gommisti che, dal canto, loro possono programmare le lavorazioni in maniera tale da fare rispettare anche l’osservanza del distanziamento sociale. Sebbene la circolare ministeriale abbia posto all’attenzione delle Forze dell’Ordine la direttiva (straordinaria) e la Fase 2 consenta spostamenti in ambito regionale che includono anche le operazioni di ordinaria manutenzione delle vetture, è consigliabile avere a portata di mano una conferma scritta dell’appuntamento da parte del gommista da cui ci si reca da esibire in caso di controlli lungo il tragitto o durante la verifica di possibili assembramenti.

La deroga fa slittare, ovviamente, anche al 16 giugno la possibilità per chi è tenuto al cambio gomme e non lo faccia di incorrere in sanzioni che partono da 422,00 e arrivano a 1.695,00 euro e nel ritiro del libretto della vettura, che comporta la revisione presso il Dipartimento dei Trasporti Terrestri.

Articolo di Massimo Mambretti sole24ore.com

Il settore auto europeo chiede un piano coordinato di incentivi

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L’intero settore automobilistico europeo torna a rivolgersi alle istituzioni e ai governi nazionali, chiedendo un intervento coordinato per il rilancio del mercato e delle attività produttive dopo il “grave impatto” della pandemia da coronavirus. Le quattro associazioni di rappresentanza più importanti (Acea per i costruttori, Clepa per i fornitori, Cecra per gli autoriparatori ed Etrma per i produttori di pneumatici) hanno pubblicato un piano d’azione con 25 raccomandazioni per garantire la ripresa dell’intera filiera legata al mondo delle quattro ruote e con una una richiesta prioritaria: un piano coordinato di incentivi.

Serve un assist. Tra le varie misure proposte, infatti, figurano “schemi coordinati di rinnovo delle flotte per tutti i tipi e le categorie di veicoli in tutta l’Unione Europea”. Le associazioni sono convinte che solo agevolazioni coordinate possano dare “impulso alla domanda privata e commerciale, sostenere la ripresa economica in tutti i settori, nonché accelerare il ringiovanimento della flotta di veicoli sulle strade d’Europa”. Gli incentivi “dovrebbero essere basati su criteri uguali in tutta Europa, attingendo sia ai finanziamenti nazionali, sia a quelli dell’Ue. Tali schemi dovrebbero essere potenziati da premi alla rottamazione e tenere conto delle ambizioni sul fronte della lotta ai cambiamenti climatici.

Le dichiarazioni. Per Eric-Mark Huitema, direttore generale dell’Acea, “è ora fondamentale rimettere in moto l’intera catena del valore del settore automobilistico: abbiamo bisogno di un rilancio coordinato dell’attività industriale e commerciale, con mantenimento della liquidità per le imprese. Dovranno essere adottate misure mirate per innescare la domanda e gli investimenti. Lo stimolo della domanda aumenterà l’utilizzo della nostra capacità produttiva, salvaguardando posti di lavoro e investimenti”. “Per rilanciare la mobilità e l’attività economica, sarà essenziale che le concessionarie e le officine di autoveicoli riaprano al più presto nei Paesi in cui sono ancora chiuse”, aggiunge Bernard Lycke della Cecra. “Incentivi all’acquisto mirati e piani di rottamazione per tutte le categorie di veicoli, oltre a stimolare il recupero, daranno un contributo positivo alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica e alla sicurezza stradale”. Secondo Sigrid de Vries, della Clepa, ”il riavvio del settore automobilistico sarà il motore della ripresa economica per il significativo impatto occupazionale e l’immediato effetto che avrà su altri settori. Anche gli investimenti nelle persone e nella ricerca e sviluppo rimangono fondamentali. L’Europa ha bisogno di un forte ecosistema automobilistico per rimanere competitivi e spingere avanti con ambiziosi obiettivi ambientali, digitali e di sicurezza stradale”.

Le altre proposte. Tra le altre varie proposte, le associazioni chiedono di armonizzare le misure per la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro, di esentare il trasporto merci dalla chiusura dei confini, allineare le procedure di controllo doganali o di allentare le regole comunitarie sulla concorrenza. Inoltre, sarebbe necessario riaprire al più presto, a livello comunitario, le concessionarie e le officine, stabilire strumenti di finanziamento diretto dell’Unione per gli appalti per il rinnovo delle flotte pubbliche e avviare senza indugio i progetti per la creazione di un’infrastruttura per le ricariche delle auto elettriche e per i carburanti alternativi. Va anche valutato l’impatto della crisi sulle normative rilevanti per il settore, a partire dai regolamenti sulle emissioni, per i quali l’Acea ha chiesto una moratoria già a fine marzo, e devono essere riavviati il più rapidamente possibile i processi di omologazione. Infine, ribadiscono le associazioni, deve essere sostenuta la riqualificazione della forza lavoro impiegata nella filiera.

articolo di Rosario Murgida, quattroruote.it

CORONAVIRUS: SOSPENSIONE DEL BOLLO AUTO IN ALCUNE REGIONI

AUTO E TASSE

Bollo auto in Lombardia
La Giunta Regionale della Lombardia prevede, per i soggetti che hanno domicilio fiscale, sede legale o sede operativa nel territorio della regione Lombardia, la sospensione fino al 30 di Giugno del Bollo Auto, così come della Eco tassa e della Tassa sulle Concessioni dovute nel periodo compreso tra l’8 marzo 2020 e il 31 maggio 2020.

Bollo auto in Veneto
In Veneto, regione particolarmente colpita anche dall’epidemia di coronavirus, i pagamenti della tassa automobilistica già previsti con scadenza nel periodo tra l’8 marzo e il 31 maggio, potranno essere effettuati entro il 30 giugno, senza alcuna sanzione o interessi di mora. Lo prevede lo specifico disegno di legge approvato, oggi, dalla Giunta regionale.

“Entro il nuovo il termine di fine giugno – spiega Gianluca Forcolin, assessore al Patrimonio – ci auguriamo tutti di essere nella piena ripresa delle consuete attività”. “E chiaro che con questa decisione si ampliano soltanto i tempi per il pagamento; per chi lo desidera, infatti, non impedisce che il versamento venga effettuato on line nei tempi ordinari”.

Bollo auto in Emilia Romagna
La Giunta Regionale ha deciso che la tassa auto in scadenza nei mesi di marzo e aprile 2020 possa essere pagata entro il prossimo 30 giugno, senza alcun aggravio di costi per ritardato pagamento.

Bollo auto in Piemonte
Una delibera approvata dalla Giunta del Piemonte stabilisce la non applicazione di sanzioni, interessi e oneri aggiuntivi di qualsiasi specie e natura per il pagamento entro il 30 giugno 2020 delle tasse automobilistiche dovute nei mesi di marzo, aprile e maggio 2020.

“Non si provvede al rimborso di quanto già versato”.

Bollo auto nel Lazio
Una delibera della giunta della Regione Lazio consente la sospensione dei termini di versamento, relativi all’anno tributario 2020, della tassa automobilistica e dell’imposta regionale sulla benzina per autotrazione (Irba).

In particolare, la sospensione dei termini di versamento della tassa automobilistica riguarda il periodo compreso tra il 3 marzo 2020 e il 31 maggio 2020. La sospensione dell’Iresa e dell’Irba è relativa ai mesi di marzo, aprile e maggio 2020. I versamenti dovuti potranno essere effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, entro il 30 giugno prossimo.

La sospensione non riguarda le scadenze per ravvedimento.

Bollo auto in Toscana
La Giunta regionale della Toscana ha stabilito che chi deve pagare il bollo entro il 31 marzo, il 30 aprile o il 30 maggio, potrà versare quanto dovuto senza sanzioni ed interessi entro il 30 giugno.

Bollo auto nelle Marche
Anche nelle Marche è stata approvata all’unanimità la sospensione dei tributi regionali in scadenza tra l’8 marzo e il 30 giugno.

I versamenti potranno essere effettuati, senza sanzioni e interessi, entro il 31 luglio e riguardano la tassa automobilistica, la tassa regionale per il diritto allo studio universitario, il tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi, le tasse sulle concessioni regionali in materia di caccia, pesca e tartufi, l’imposta regionale sulle concessioni statali per l’occupazione e l’uso dei beni del patrimonio indisponibile dello Stato, l’imposta regionale sulle concessioni statali dei beni del demanio marittimo, la tassa per l’abilitazione all’esercizio professionale, la tariffa fitosanitaria.

Non è previsto il rimborso di quanto già versato.

Bollo auto in Umbria
Posticipato il pagamento del bollo auto nella Regione Umbria: il versamento potrà essere effettuato entro il 30 giugno 2020, senza sanzioni o interessi.

Bollo auto in Friuli Venezia Giulia
Potrà essere versata entro il 30 giugno prossimo, senza alcuna sanzione nè interesse, la tassa automobilistica regionale in Friuli Venezia Giulia con scadenza tra 8 marzo e 30 aprile 2020. Tuttavia non è impedito il versamento ordinario volontario alla scadenza dovuta.

Bollo auto in Campania
La Giunta Regionale della Regione Campania ha disposto, la sospensione di tutti gli adempimenti tributari e dei termini dei versamenti relativi alla tassa automobilistica regionale che scadono nel periodo compreso tra il 24 marzo 2020 ed il 31 maggio 2020, prorogando tali termini al 30 giugno 2020 senza applicazione di sanzioni ed interessi.

Bollo auto in Calabria
L’assessore al bilancio della Regione Calabria Francesco Talarico ha annunciato anche per la sua regione l’intenzione di sospendere fino al 30 giugno il pagamento del bollo auto. “Nella prossima seduta di Giunta lavoreremo per sospendere il bollo auto, che riguarda 2 milioni di vetture in Calabria” spiega al TgR.

 

Da multe a RcAuto, Cura Italia pensa all’automobilista

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Durata della patente, dell’Rc Auto, tempi per la revisione e pure le multe. Sono diverse le misure del decreto Cura Italia che aiutano gli automobilisti, o almeno quei pochi che ancora devono utilizzare i propri mezzi di trasporto, auto o moto, per questioni di stretta necessità, come andare al lavoro. Se per la durata dell’emergenza, come previsto dal Dpcm che ha esteso le restrizioni a tutta Italia, sono sospesi gli esami per le nuove patenti di guida, per evitare di moltiplicare le uscite, e anche eventuali assembramenti negli uffici pubblici, per prima cosa il decreto stabilisce che i documenti in scadenza dal 18 marzo e in poi saranno validi fino al 31 agosto. Questo sia per i documenti di identità sia per la patente di guida e per la patente nautica. E, fino al 31 ottobre, non ci sarà più nemmeno bisogno di precipitarsi a fare la revisione di auto, moto o motorini: tutte le revisioni che sulla carta di circolazione hanno una scadenza fino al 31 luglio 2020 sono infatti prorogate fino al 31 ottobre. Si potrà quindi continuare, laddove strettamente necessario, senza rischio di incorrere in sanzioni.
Il decreto allunga poi di 15 giorni, portandolo a un mese, il periodo tra la scadenza dell’Rc Auto e la sottoscrizione della nuova polizza assicurativa.
Più tempo, infine, per pagare le multe per infrazioni del Codice della strada con lo sconto. Fino a fine maggio chi riceve la notifica di una multa la potrà pagare con lo sconto del 30% entro 30 giorni, anziché gli abituali 5 giorni di tolleranza. la forma di pagamento scontato avrà efficacia dopo la scadenza del periodo di sospensione dai pagamenti, attualmente fissato al 3 aprile (di lì vanno calcolati i 30 giorni). L’agevolazione riguarda i verbali notificati o contestati fino al 31 maggio.

 

 

fonte: ansa.it

 

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